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Archivio Febbraio 2006

Atletico Trivento – Termoli

28 Febbraio 2006 Commenti chiusi

Partita: Atletico Trivento – Termoli
Girone: Eccellenza Molisana
Risultato: 1 – 3
Data:
Spettatori: circa 100 (di cui circa 35/40 da Termoli)
Resoconto:

Si affronta una “trasfertaccia” : ritrovo alle ore 13:30 al solito piazzale, partenza alle ore 14 circa per Trivento(tempo impiegato per arrivare circa 45 minuti). Come ultras siamo 5 macchine,poco più di una ventina di unità. Inoltre a Trivento troveremo qualche signore partito in solitaria da Termoli.
Arriviamo a Trivento una ventina di minuti prima della partita: aspettiamo fin quasi l’inizio di gara per entrare, “degustando” birra e vino in gran quantità
Entrati troviamo una sessantina di persone a formare il pubblico locale.
Trivento non ha ultras
Inizia la partita su un campo ai limiti della praticabilità tra fango e pozzanghere enormi(di un filo d’erba neanche l’ombra)
A livello di canti non facciamo granchè nel primo tempo,pare che qualcuno ancora non abbia smaltito la sbronza della sera prima…durante l’intervallo ci risvegliamo e nel secondo tempo diamo il meglio di noi stessi,per nostro merito anche la squadra si da una risvegliata e nel giro di pochi minuti rifila tre reti agli avversari.
Terminato l’incontro,mentre i giocatori vengono a salutarci, arriva una notizia che fa esplodere il nostro settore: la capolista Petacciato,che alla vigilia dell’incontro aveva un punto in più di noi,è stata sconfitta per 2-0 fuori casa,pertanto noi ci ritroviamo primi con 2 punti di vantaggio
Con la gioia nel cuore ripartiamo per Termoli.
Nulla da segnalare sotto il punto di vista dell’ordine pubblico

UN CALCIO CHE NON C’è PIU’

28 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Dedicato a tutti i nostalgici inevitabilmente innamorati di un calcio
che non c’è più:

* Noi che… finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a
pallone sotto casa;
* noi che… costretti alla regola di “portieri volanti” o “chi si
trova para”,
* noi che… “portieri volanti” e “segnare da oltre centrocampo
vale?” – Vale… vale tutto!
* noi che… quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per
primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
* noi che… l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad
andare in porta;
* noi che… avevamo sempre un soprannome passibilmente infamante ma
nessuno si offendeva;
* noi che… chi arriva prima a dieci ha vinto;
* noi che… mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della
mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre

qualcuno che diceva: “chi segna
l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel
momento 32 a 1,
* noi che… abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas”
con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
* noi che… se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo più
forti di Pelè;
* noi che… invece avevamo ai piedi le Tepa Sport;
* noi che… il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo
vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
* noi che… capivano il senso della seconda maglia quando in Tv
bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan – Inter;
* noi che… o il SUPER TELE (in mancanza d’altro) o l’ELITE (lo
standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa;
* noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava
ovale;

* noi che… il proprietario del pallone giocava sempre anche se era
una schiappa e non andava nemmeno in porta;
* noi che… anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola
per capire se era goal. “Goal o rigore” metteva sempre tutti
d’accordo;
* noi che… al terzo corner è rigore;
* noi che… “rigore seguito da goal è goal”;
* noi che… “siete dispari posso giocare?” – “Eh non lo so, il
pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno
scarso)!”;
* noi che… “mi fate entrare?” – “Si basta che ne trovi un altro
sennò siamo dispari”;
* noi che… riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non
c’era scritto il nome;
* noi che… “Una vita da mediano” (Oriali-Ligabue) era già una
filosofia di vita;
* noi che… il n°1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini
destro e sinistro, il n°4 il mediano di spinta, il n°5 lo stopper,
il n°6 il libero, il n°7 l’ala destra, il
n°8 una mezz’ala, il n°9 il centravanti, il n°11 l’altra punta
possibilmente mancina, il n°10 la mezzala con la fascia di capitano
perché era inevitabilmente il più bravo;
* noi che… perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una
trafila di 2/3 anni ad alto livello;
* noi che… gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti;
* noi che… dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino;
* noi che… quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non
trovare triplone o quadriplone PILONI; il 2° mitico portiere della
Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
* noi che… avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e
Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre;
* noi che… il calcio in Tv lo guardavamo solo la domenica ed il
mercoledì;
* noi che… il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la
sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;
* noi che… la domenica alle 19.30 vedevamo un tempo di una partita
di calcio;
* noi che… vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti

dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova,

Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino,

Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Stroppa “riporto” da Bari o Lecce
* noi che… la Stock di Trieste è lieta di

presentarvi… papapà… papapà… papapapaaaaaa… paparapà;
* noi che… Ciotti: “scusa Ameri, scusa Ameri… clamoroso al
Cibali” (che nella nostra fantasia era più famoso di Catania);
* noi che… “tutta la squadra dell’Internazionale retrocede a
protezione dei 16 m.” (sempre Ciotti);
* noi che… ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1000 della
Domenica Sportiva;
* noi che… alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal
della serie B, il Gran Premio, Tennis, Basket e la pallavolo senza
doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal;
* noi che… Galeazzi l’abbiamo visto magro;
* noi che… “il piede proletario di Franco Baresi” (Beppe Viola);
“Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro” (Gianni Brera);
* noi che… andavamo dall’amica del cuore di quella che ci piaceva e
le chiedevamo: “Dici a Maria se si vuole mettere con me?” Il giorno
dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che

ci deve pensare…”;
* noi che… Maria ancora ci stà pensando!;
* noi che… agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti, anche senza
telefonini;
* noi che… oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo
l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta
di plastica;
* noi che… oggi sorridiamo quando in Tv s’inventano i più
incredibili sondaggi tipo: “chi è stato il più forte giocatore di
tutti i tempi: Pelè o Maradona?” senza considerare che di Pelè abbiamo

visto sempre gli stessi 4/5 goal;
* noi che… se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
* noi che… avevamo le tute con su le toppe a furia di cadere in cortile;
* noi che… una volta finite le toppe li tagliavamo e li usavamo come scaldamuscoli;
* noi che… in inverno si giocava col cappellino di lana;
* noi che… col freddo in tuta e col caldo a petto nudo, altro che materiale ufficiale;
* noi che… davanti ai supereroi facevamo voli mentali;
* noi che… gli unici pc che c’erano li avevano gli americani;
* noi che… si stava in cortile fino a sera e si interagiva con gli amici;
* noi che… o avevamo il super santos, o costringevamo nostro padre a

comprare l’amaro 18 che dava in regalo il pallone (una porcheria);
* noi che… per finire l’album 82-83 ci mancava solo uno scudetto e per

averlo abbiamo dato via tutti i doppioni;
* noi che… quell’album lo abbiamo ancora;
* noi che… ora che siamo cresciuti vorremo tornare indietro, e diciamo

la stessa cosa che dicevano i nostri genitori;
* noi che… il calcio é uno sport nato dal popolo per il popolo, dal basso e con niente;
* noi che… anche se i colori sono diversi siamo tutti uguali sulle gradinate

e questa é una cosa che “loro” non ci toglieranno mai;
* noi che… chi butta il pallone di la scavalca;
* noi che… quando deve passare una macchina il primo che la vede

urla “MACCHINA” e tutti si fermano;
* noi che… la signora ci buca il pallone… e noi che glielo ributtiamo bucato nel giardino;
* noi che… abbiamo rotto tanti di quei vetri;
* noi che… il condominio decide che è vietato giocare a pallone

e noi che mentre loro decidono giochiamo lo stesso;
* noi che… prima di scendere a giocare, mamma ti diceva di non sudare;
* noi che… non ci piaceva molto studiare e giocavamo nel cortile, facendo

le porte o con gli zaini o con due sassi;
* noi che… facevamo scivolare le figurine in modo che andassero

sopra quella del compagno per vincere;
* noi che… questa ce l’ho, questa mi manca;
* noi che… abbiamo visto perdere la juve ad avellino;
* noi che… per andare alla prima trasferta “pericolosa” abbiamo

detto che andavamo a fare una gita con degli amici e ci accompagnava

il padre di uno di loro;
* noi che… in quella trasferta siamo stati attaccati al culo dei “capi”

perchè quelli erano davvero duri;
* noi che… abbiamo visto in diretta l’Heisel;
* noi che… volevamo la bmx;
* noi che… i più malàndra avevano le cult col ferro in evidenza;
* noi che… la curva la vivevi in maniera diversa;
* noi che… la “maria” era cosa buona e giusta;
* noi che… dopo la prima ondata di diffide siamo rimasti in pochi;
* noi che… la repressione ci ha esasperato;
* noi che… abbiamo visto tifare i “vecchi” e da loro abbiamo

appreso i valori e la mentalità dalla curva;
* noi che… non mangiavamo per andare ad occupare il campo sennò

col cazzo che giocavi;
* noi che… dovevamo prendere il pallone sotto le 126-127-128-500-600 diana

verde e prinz! E quando andava sotto le macchine chi lo toccava prima batteva;
* noi che… “la scommessa” è 500 lire, quelle di carta;
* noi che… mia madre mi rompe il culo… le scarpe me le aveva comprate

avantieri e sono Canguro, o Mecap, Champion (che sembravano ADIDAS

ma con una striscia in più che ovviamente coprivi col bianchetto!);
* noi che… eh si, oh ma’… sto salendo, l’ultimo gol;
* noi che… se c’era la 128 di quello del portone di fronte quando

scendeva tutti fermi perchè era fissato e controllava pure le guarnizioni;
* noi che… se andava il pallone sul balcone del 1°piano o dietro

il muro del garage tu eri sempre l’uomo ragno perchè si arrampicava,

finchè una volta la signora era a casa e non aveva sentito che la chiamavamo

e mi ha preso con la scopa;
* noi che… quelli che giocavano sotto il portone alle tre del pomeriggio

facendo incazzare gli anziani del primo piano;
* noi che… quelli che giocavano a scalare e l’ultimo riceveva

10 fucilate (pallonate) a testa;
* noi che… quelli che se eri scarso dovevi stare in difesa immobile

dinanzi il portiere;
* noi che… quelli che chi spara lontano va a riprendere;
* noi che… quelli che chi fora paga;
* noi che… quelli che la coppa dei campioni era la coppa dei campioni;
* noi che… quelli che la coppa delle coppe era bella e

se la vincevi facevi la finale di supercoppa;
* noi che… quelli che hanno visto Vialli e Mancini giocare insieme nella Samp;
* noi che… quelli che hanno visto anche Boniek e Platinì;
* noi che… ma anche Rumenigge non era male;
* noi che… quelli dell’ultimo scudetto dei record dell’Inter;
* noi che… quelli di Zenga contro Tacconi;
* noi che… quelli che Maradona è un figlio di puttana;
* noi che… quelli che Maradona è megl’ de Pelè;
* noi che… quelli che a 27 anni in aeroporto fanno ancora oggi il torello;
* noi che… quella sera dell’11 luglio 1982 avevamo 15 anni;
* noi che… facciamo a cazzotti per una partita a tappi;
* noi che… se entravi nel quartiere sbagliato prendevi un sacco di botte;
* noi che… se alle 20 max non eri a casa erano cinghiate… ora fanno gli aperitivi

parlando al cellulare e vestendo meglio di Briatore;
* noi che… invece per anni giocavamo sempre con la stessa tuta rattoppata

e con le stesse scarpe ormai strarotte;
* VOI CHE… QUESTO GIOCATTOLO CE L’AVETE ROTTO… BRUTTI BASTARDI!!!

questo racconto e’ stato preso dal sito http://inferociti.altervista.org/..che chiaramente ringrazio!

Riferimenti: eccoli a cava dei tirreni ..CAVESE-GUBBIO

MORRO D’ORO-FRASCATI 3-2

27 Febbraio 2006 3 commenti


LA PARTITA SULLE GRADINATE

Giornata bella e si parte da Frascati nei soliti dieci impavidi alla volta di Morro d’Oro verso le dieci e mezza.Il viaggio oggi non ha il solito sapore di sempre,saranno le ore piccole fatte da qualcuno sarà la sbronza appresso a folletti viola di qualcun altro ma per farsi la prima risata grassa passerà più di un’ora.Arriviamo a Morro all’una e ci gettiamo sul cibo come cavallette sull’Egitto.Siccome siamo in ritardo(is our way of life)accendiamo la tv e mettiamo il televideo,il tempo di focalizzare bene dove sia la riga del Frascati (diventato per l’occasione FC)e prendiamo un gol,imprecazioni e offese varie sono solo l’intramezzo per il secondo…beviamo la nostra grappetta e ci dirigiamo in tutta fretta verso lo stadio.Arriviamo e il Frascati segna,esultiamo ma dopo pochissimi minuti risegnano gli Abbruzzesi con una punizione che ha dell’incredibile non tanto per il gol quanto per il tuffo che sembrava più uno svenimento che altro…accendiamo qualche fumogeno e alziamo cori al cielo di contestazione e subito i puffi ci chiedono di abbassare i toni,ma loro che ne possono sapere…nel secondo tempo il Frascati risegna ma non esultiamo con gran forza perchè a sto punto sarebbe solo prenderci in giro.La partita finisce 3 a 2,i giocatori non vengono sotto al settore,la spaccatura trà noi e loro è oramai evidente,speriamo solo che ci mettano un pò di palle nel futuro.Il ritorno a casa è tranquillo,con le solite soste piscio e scritte dentro gli autogrill e con le solite cacate di cazzo alle malcapitate coppiette che ritornano dalla montagna,ma si sà per noi è solo ordinaria amminastrazione contro chi non segue la sua squadra,sempre che una squadra ce l’abbia chi va sciare invece di stare su anonime gradinate a strillare.Non possiamo però tralasciare l’argomento del non saluto sotto il settore;noi care bimbe viziate ci facciamo non si sà quanti kilometri ogni domenica che si gioca fuori,tifiamo senza mai fermarci e voi che fate?!non ci degnate neanche di un saluto?!!!allora state bene così con i vostri bei soldini e vaffanculo!noi continueremo per la nostra strada senza indietreggiare di un passo senza mai esitare e vorremmo che giocaste almeno una partita con lo stesso mordente che mettiamo noi sulle gradinate perchè magari riusciamo anche a riportare qualcuno allo stadio facendo riscoprire l’orgoglio di tifare una squadra ce ha le palle e che ce ne ha così tante che le potrebbe vendere,ma si sà l’unica cosa che sapete vendere voi è il vostro cartellino…

Riferimenti: OFFENSIVA ULTRAS FRASCATI

erano anni che…

27 Febbraio 2006 Commenti chiusi


uno dei nostri e’ finito in ospedale

vai racconta

abbiamo aspettato i varesotti in 200 persone sotto la loro curva..all’arrivo dei pullman inevitabile scontro tra le tifoserie divise solo da 3 o 4 poliziotti

i varesotti una 100 cominciano a tirare pietroni e bottiglie di vetro

dimmi

il loro comportamento

poko ultas

fa’ scappare la maggior parte dei tifosi grig

rimaniamo li solo pochi ma maledetti e vecchia guardia
resistiamo alle loro cariche anke se uno dei nostri pmm finisce in ospedale per una pietra in volto
all’uscita del casello addirittura a loro sono stati sequestrati 10 coltelli
era da anni che nn si vedeva una cosa del genere

no durante la partita nulla solo spettacolo..

come tifo abbiamo dominato…come sempre
spettakolare da altri tempi

frascati-angolana..0-0 MA IN TUTTO!

27 Febbraio 2006 5 commenti


la sveglia e’ preto fatta ore 7,30 mi sveglio lavata e arriva francesco ore8-30 si beve il caffe e via ci aspettano pocio e pisellino…lo zia gia suona il telefono e alloora parto ci si vede..ecc.ecce calma la mnte e’ ancora offuscata..si parte ma prima si carica il tutto dallo striscione alla coerografia che poi non useremo..alla bandiera e 2 spumantini di quelli da sballo.via direzione frascati..prima tappa all’autogrill ..ilII° che si incontra rirezione roma..spumantino e pasticcini portati dallo zio pino che li che ci raggiunge..poi via lui alcomando e noi dietro arriviamo aeoma34 andiamo a,mangiarre al ristorante il gattone..localita MONTE PORZIO 5 minuti da frascati..buono ..e li ci si trova sia paolo che benito e gli altri che magnano gia aariva anzo e famili e anche noi si incomincia a mangiare…finiamo il pranzo e alle ore 14,15 si riparte lo stadio ci attende ma e’ vicinissimo enoi arriviamo giuto giusto per l’inizio della sfida ..entramo e attacchiamo gli striscioni siamo in 6 piu 2 donne e ragazzi di enzo..bene 6 ma non molliamo mai arrivano quasi contemporaneamente i fraschetani che ci salutano e ci invitano come gia avevamo stabilito..una bevuta in compagnia..fine primo tempo…che buon vinello una bottiglia intera ..che delizia..saluti ultra’, QUESTI SI CHE SONO ULTRA ,UNA QUINDICINA CHE NON MOLLANO MAI CANTANO E RICORDO A TUTTI CHE LA FRASCATI E’ ULTIMA E’ QUASI SPACCIATA..BEH LORO NON MOLLANO MAI ANZI CANTANO E ONTESTANO MA CON CLASSE E STILE. 4 chiacchere e via si ritorna a vedere quello scandalo di partita ..vergognoso 22 asini in campo 22 asinacci veri.la frascati meriterebbe la vittoria mapoco importa sia a noi che a loro..ci si vede aall’ingresso degli spogliatoi arrivo e vengo subitoinvitato a calmarmi dalla poliziotta che poi mi chiede il documento ..nessun problema io sono incazzatocon la squadra mica con i fraschetani..volano un po di insulti ma poi vengo invitato dai miei amici anandarmene..incontro sul viale marino bifulco e sono talmente incazzato che manco lo considero un amico ma solo il porteron..e lo invito a ditre con cavicchia che quello ce mi ha detto 3 settImane prima non lo dimentichero’ facilmente..cavicchia deve scendera dall’albero e cacciare i coglioni..sto fenomeno!!beh comunque questo conta poco come sempre urlacci verso gli indegni che indossano la maglia..contestazione placata e via al bar incentro abere con i fraschetani ..simpaticissimi uno laziale e l’altro romano si parla di tutto e delle tifoserie del girone..si beve e ci si da appuntamento al prossimo anno comunque vada li verremo atrovare meritano veri ultra questi qua!viaggio di ritorno be facile guida il pocio e io dormo ..saluti e alla prossima!
Riferimenti: sosta all’autogril

LIBRI DI VITA ULTRA’

25 Febbraio 2006 1 commento


Finita l’ultima delle 224 pagine di questo “Hoolifan” ho pensato e ripensato ad un punto debole di questo libro: niente da fare, non c’è.
Si tratta di un vero e proprio classico della letteratura ultras ed è imperdonabile che non sia ancora stato tradotto in italiano (nel 2003 è stato tradotto, lo trovate alla Libreria dello Sport).
Il testo originale è infatti in inglese, anzi – vista la colloquialità – in londinese, trattando quasi trent’anni di storia di una delle più temute “firms” d’Oltremanica, quella del Chelsea.
Chi scrive non è un autore qualunque ma Martin King, uno dei “top boys” od anche “main faces” dei blues il quale ripercorre – coadiuvato nella parte finale da Martin Knight – il suo cammino negli stadi, da quando a sei anni viene portato per la prima volta dal padre a vedere la partita fino ai giorni nostri.
Ovviamente autobiografico, spiega con esattezza come si è formato il movimento, quali fossero le modalità comportamentali e le reali finalità delle “mob” d’Inghilterra, commentando sarcasticamente quanto invece folkloristicamente ritenuto da giornali e polizia che – incapaci di comprendere il fenomeno ovvero, più malignamente, strumentalizzandolo per fini politici e di carriera – sono da sempre intenti a cercare ed a supporre piani predeterminati ed infiltrazioni di gruppi politicamente eversivi.
Particolarmente interessanti le storie del cosiddetto “take the end”, la mossa con la quale gli ultras delle varie squadre tentavano di impossessarsi della curva (“end”) avversaria, il che delinea una diversa concezione delle dinamiche ultras che invece venivano seguite in Italia. Da noi quel che si verificava al tempo era la cosiddetta “carica” nella curva dei tifosi che in quel momento si trovavano in trasferta, mentre questi benedetti inglesi si prendevano il lusso, quando erano loro a giocare in trasferta, di entrare due a due con i più strani stratagemmi nella curva riservata ai tifosi di casa e, in un preciso momento, al grido di “CHELSEA”, di impadronirsene creando la nota “no man’s land – terra di nessuno” tra loro e i tifosi di casa.
Il tutto dopo furiose scazzottate che – rileva l’autore – erano uno dei motivi per i quali la gente, anche quella comune, andava allo stadio: vedere una bella rissa e una bella partita.
Sintomatica al riguardo è la scena descritta nel libro in cui un tifoso – neanche troppo conosciuto – del Chelsea in trasferta resiste furiosamente, nella curva dei padroni di casa, all’assalto di decine e decine di tifosi avversari, stendendone parecchi prima di soccombere al soverchiante numero degli antagonisti. Quando l’eroico malcapitato viene portato via dalla polizia, sulle sue gambe, per essere ricondotto al suo settore, un fragoroso applauso di ammirazione di tutti i tifosi avversari – che ne avevano riconosciuto il valore – lo accompagna nel cammino.
Tornando a noi, l’excursus prosegue analizzando l’evolversi delle mode in Gran Bretagna e quanto si legge è prezioso per capire l’importanza del modo di vestire nel mondo ultras, per lo meno quello inglese. Il binomio tra abiti e gruppo ultras era inscindibile e mutevole nel tempo. I temibili fans del Chelsea, ad esempio, sono partiti da una moda skinhead-casual ma sono anche sorprendentemente transitati in capelli lunghi e moda indiana.
Questo per dire che quando in Italia si sente criticare il fatto di aderire ad una moda, e spesso questo avviene negli stadi, non si considera che anche il vestire rigorosamente “non alla moda” è una moda o uno stile di vita: quella di chi prende le distanze da chi si vuol vestire in una certa maniera piuttosto che un’altra!
Naturalmente il libro affronta il problema della repressione e più volte nel leggere mi sono trovato ad annuire silenziosamente alle considerazioni dell’autore: tutto il mondo è paese, o meglio, quello che sta passando il mondo ultras in Italia è quello che hanno già passato lì.
L’autore cerca di spiegare qual’è la vera essenza del movimento che, rispetto al nostro, ha sempre avuto accenti più “casual” nell’organizzazione. In assenza di un vero e proprio gruppo ultras principale, la tifoseria del Chelsea era organizzata in bande, ciascuno con un proprio leader e che il più delle volte rispecchiavano l’area geografica di provenienza. Il nome di “Headhunters”, persino, non è stato scelto da loro ma è stato un gentile omaggio della stampa. La differenza rispetto alla curva della Roma, ad esempio, è che lì non può essere concepito un gruppo come è stato il CUCS o gli AS Roma Ultras, vale a dire gruppi che raccolgono elementi provenienti da più parti di Roma. Immaginate una curva senza striscioni, con la gente che si dispone in curva con la banda del proprio quartiere: ecco, questa era la curva del Chelsea. Tifo spontaneo, naturalmente, ma senza troppe pippe mentali tutti dietro al primo coro che si alzava, anche se – è ovvio – doveva provenire da una delle zone dei tifosi che contavano.
Ciò detto, Martin King fa capire bene che, incidenti di percorso a parte, quello di cui avevano voglia i giovani inglesi era solo una sana scazzottata né più né meno cruenta di quella che si può verificare avanti un pub o una discoteca, sicché egli non si capacita di come lo Stato abbia reagito per episodi tutto sommato lievi in modo così eclatante. “Anche nella boxe – riflette – le due parti vogliono picchiarsi, ma non certo uccidersi, e tutto sommato il nostro mondo rientra in questo spirito”.
Dopo aver narrato di quando il Chelsea retrocesse, e di come il passaggio in seconda serie non fu affatto semplice perché tutte le tifoserie minori volevano confontarsi con loro, è anche interessante notare nel testo come tifosi di diversa fede calcistica – anche divisi da rivalità- siano pronti ad unirsi in determinati situazioni, vuoi la partita della squadra di quartiere che li accomuna ovvero la partita della Nazionale. Dopo aver brillantemente criticato gli insensati interventi governativi, che non hanno affatto eliminato il problema della violenza negli stadi ma lo hanno solo spostato territorialmente (rendendo gli scontri paradossalmente più pericolosi proprio perché – ora sì – organizzati prima dai gruppi), il libro termina con Martin, ormai più che quarantenne, insieme con sua figlia nella rinnovata Shed del Chelsea, ridotta ad un ammasso di seggiolini numerati rigorosamente rispettati. Un tipo davanti a lui, che riconosce per aver sostenuto in passato un’altra squadra, si infervora a parole per un fallo su Vialli e la security se lo porta via. La figlia chiede al padre se quello fosse un hooligan e l’autore – che nel libro ne ha raccontate di cotte e di crude nei bei tempi andati – dopo aver riflettuto per un minuto risponde “Si, cara, suppongo di si”. Poco dopo la figlia nota un gruppo di giovani più in là, con una piccola pancetta da birra e magliette false della squadra, che cantano a squarciagola per Vialli, ed anche in questo caso chiede: “Anche loro sono hooligans, papà?”, alché il padre risponde “No, cara, quelli sono tifosi”. “Ed allora tu cosa sei papà?”. Dopo aver pensato a lungo anche in questo caso, Martin King risponde sorridendo “Io sono un hoolifan”, e da qui il nome del libro.
Lo leggano tutti coloro che sanno l’inglese, perché è e resterà sempre un must.
Da parte mia, contatterò il prima possibile gli autori e la casa editrice perché è un delitto che questo libro non possa essere letto da tutti (come detto, è stato tradotto nel 2003. n.d.L.).

Riferimenti: COPERTINA

23 maggio 2002.VAFFANCULO LA B!

24 Febbraio 2006 7 commenti


Sassari

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Sassari,23 maggio 2002

La settimana precedente a gara1 di finale per andare in serie A procede lenta e con un particolare clima di tensione ma allo stesso tempo di consapevolezza di poter entrare nella storia.Si cominciano ovviamente a prendere le iscrizioni già dopo la notizia che in finale incontreremo Sassari,il direttivo decide che la trasferta si farà in aereo(alcuni elementi poi opteranno per il traghetto),per la prima volta nella storia dell?A. U. O. In totale raggiungiamo la quota di 80 persone circa,di cui 40 ultras.
Fervono i preparativi per la coreografia casalinga,si passano interi pomeriggi e sere a lavorare e il giorno della partita tutto va alla grande:grande tifo,grande coreografia ma soprattutto VITTORIA!
La testa ora e? tutta a giovedì ,ci attende?LA STORIA.
Il ritrovo è fissato come sempre al maxipark,ore 11,siamo carichi ma allo stesso tempo tesi e frizzanti.Carichiamo gli striscioni,le bandiere i tamburi e via,direzione Sardegna.Si attende l?uscita di Cantarì dal lavoro(che gentilmente ci sfama) e si parte alla volta di Fiumicino.Sul pullman ci si diverte,si parla dell?atmosfera che troveremo al Palasegni e stranamente qualcuno si limita a sgoccignare per paura di ?ritorsioni?aeree?
Si arriva all?aeroporto(cazzo ,grande quanto Osimo!)di Fiumicino intorno alle 15.30,c?e?un vento della madonna e alcuni ragazzi storciono il naso?Nell?attesa del check-in si fa un casino della madonna al suo interno,alcuni si dedicano alla rifocillazione,altri si dilettano a giocare a pallone o con i carrelli a mò di autoscontri?cosa che non passa inosservata per cui veniamo ?ripresi?spesso dai puffi e dal servizio aeroportuale.Spiccano facce note del jet-set,tra cui Bertinotti , i Pooh, ma soprattutto l?Ottusangolo Sergio Volpini che,chiamato a gran voce e convinto di ricevere un bel saluto,si vede stampato in faccia un bel dito medio e non pochi insulti vista la sua anconetanità.
Ci si incammina per il check-in intonando cori su cori,la gente si guarda esterrefatta ma allo stesso tempo divertita,si distribuiscono i biglietti e si fa la normale routine prima dell?imbarco.
L?aereo e?un calesse,piccolissimo ma pieno,l?equipaggio comincia a rompere i coglioni sia perchè siamo in ritardo rispetto ai tempi preposti sia perchè l?aereo è una bolgia?. sciarpate,cori e brindisi vari,non che lo show di un ragazzo della Cattolica che fa incazzare un pò la hostess(gattina pezzo di fica!)?
Arriviamo ad Alghero intorno alle 17, lì ci attendono gli altri ragazzi giunti col traghetto e luogo dove ci attende il pullman che ci porterà a Sassari.Ci incamminiamo e vediamo che spunta un due aste dell? A. U. O.,sono loro,saliamo e partiamo.Dopo qualche chilometro raggiungiamo Sassari,non manca molto alla partita e sale la tensione.Cominciamo a scaldarci la voce,arriviamo fuori dal palas e più che un pullman sembra una bomba?Si fa qualche telefonata agli osimani rimasti a casa e,a sorpresa,ci dicono che l?incontro verrà trasmesso su una emittente sarda visibile,e che al palas,davanti al maxischermo,ci saranno 5/600 persone.
L?entrata è gentilmente offerta dai ragazzi di Sassari che contraccambiano la nostra ospitalità e si fa qualche foto di rito per questa amicizia.Il palas è pieno,ci sono 5000 persone,piazziamo gli striscioni,ci compattiamo e cominciamo a fare il nostro dovere.Cantiamo sempre,time-out,intervallo,durante la partita,nel riscaldamento,incitiamo i singoli giocatori ed inizia la partita.Gli ultras sassaresi sono poca cosa vocalmente ma numericamente impressionanti(aiutati dall?importanza della partita e dalla loro locazione),il palazzo trema sul loro ?Forza Dinamo?,ma noi riusciamo a farci sentire anche perchè le loro pause sono numerose.Il primo quarto ci vede in vantaggio e Chiaramello ne fa 13 sui 24 di squadra.Si continua sulla stessa linea,Scabini bombarda le retina e si chiude all?intervallo lungo sul 37-50.Siamo in estasi ma ancora non ci montiamo la testa,la squadra gira a mille e il Banco sembra poca cosa rispetto alle ostiche precedenti partite con Firenze e Padova.Continuiamo ad incitare la Robur,il palas ora è più silenzioso e il nostro ?siamo sempre qua che cantiam per te? è da brividi,passionale all?entrata in campo della squadra.Si ricomincia.Non cambia l?assetto tattico della Robur,sempre in campo con Gnecchi,Caio,Edo,Setti e Oscar.La partita si incanala sulla via giusta,abbiamo una marcia in più ma i sardi ricuciono lo strappo e si riportano sul -7.Dieci minuti.Dieci minuti ed e? serie A. Per la prima volta nella lunga storia della Robur.Sale il nostro incitamento,l?impresa e?ad un passo ed il nostro sostegno e? fondamentale.Coloriamo ancora di più il nostro settore la tensione si taglia con un coltello.
Ora il Palasegni e?una bolgia,tutti in piedi il boato e?impressionante,mai vista una cosa del genere.Palla a due teniamo botta qualche minuto ma forse un attimo di perdita di concentramento riporta Sassari a -2.Ora le nostre voci sono inudibili,i sassaresi ci credono e sembra di stare a san siro. Ma ci pensa Caio. Due bombe consecutive, piu? 8 a 1 minuto dalla fine.In curva ci stringiamo,i secondi passano lentissimi,Edo ne infila un?altra ed e? finita.73-86. SERIE A. SERIE A!23-5-02 IL SOGNO DIVENTA REALT-A?!
Accendiamo torce,siamo in lacrime,la squadra viene sotto la curva,noi siamo increduli,quasi non sapessimo cosa fosse successo.Arriva il consueto lancio di maglie,la squadra viene denudata,commovente l?applauso dei sassaresi alla Robur e a noi ultras.Siamo estasiati,abbiamo fatto la storia ma per un attimo la gioia si placa perche? i puffi blu ci vietano di entrare in campo e c?e?un accenno di rissa,alcuni addirittura rimangono tagliati nel tentativo di scavalcare.Questa cosa ci fa incazzare non poco e ci lasciano il via libera solo dopo il deflusso del pubblico e della squadra locale.Consueto taglio della retina(fino a quel momento non ce l? hanno consentito),saluti ai tifosi sassaresi e?tutti all?aeroporto,si deve festeggiare attendendo la squadra.Per strada non c?e?un posto dove mangiare così si opta proprio per l?aeroporto.Ma guarda caso e? TUTTO CHIUSO,non c?e?un bar,un ristorante,NIENTE dove mangiare e così si lascia stare,arriva la squadra.
Festeggiamenti,ringraziamenti cori e felicità nel sapere che la squadra rimarrà a festeggiare con noi a Sassari(il nostro aereo partira? la mattina alle 8),ma qui avviene ?il fattaccio?.
Tutta la squadra decide di rimanere con noi a gustare questa gioia,Baldinelli compreso,ma un irriverente e poco dignitoso comportamento del presidente ci lascia con l?amaro in bocca.
?Il nostro volo parte tra 30min.non possiamo restare?.Eh no, Bartoli ,cosi non si fa.Non si va contro gli ultras e non, che si sono fatti il culo e non pochi sacrifici per venire a Sassari.Per cosa poi?Per fare le interviste?Per raccogliere l?abbraccio degli osimani rimasti a casa?Niente contro di loro,per carità,ma rispetto per chi si è sobbarcato chilometri.
Cosi?parte un ?fallira? la società?.? restiamo disgustati da questo atteggiamento,che per un momento ci fa restare indifferenti di fronte alla ?storia?.
La squadra vola verso le Marche,noi dobbiamo mangiare e non c?e?traccia di vita in questo posto,se non due militari abbastanza incazzati di subire spesso le pallonate durante la partita imbastita sul posto.Siamo affamati,alcuni riescono a saziarsi grazie al ?servizio taxi? di Guido,venuto col traghetto,ma gli altri restano a bocca asciutta.Cosi chiamiamo il vero servizio taxi,che,come per incanto ci porta 2 kg di spaghetti fumanti,pane e dell?ottimo vino.Viene praticamente idolatrato!
E? tardi siamo stanchi,e tra cazzate varie(accensione di estintori,affissione di adesivi sull?insegna carabinieri con conseguente cazziatone da parte degli stessi, Tommy incastrato nel salvagente)ci addormentiamo,chi per terra,chi sulle sedie..siamo stremati,ma ne è valsa la pena.La mattina seguente ci reimbarchiamo per Roma,sfogliando i vari quotidiani sardi e nazionali,dove la nostra vittoria e?,ovviamente,messa in risalto.Il viaggio da Roma a Osimo e? massacrante,ci attende la squadra in piazza Boccolino per fare il classico bagno nella fontana.Svoltiamo e come d?incanto troviamo la piazza piena di gente in delirio,da pelle d?oca.Bagno con la squadra,fiumi di spumante e via,tutti a pranzo da Tarcì , per ringraziare tutti:Alessio,Andrea,Picchio,Caio,Charlie,Edo,Il capitano,Fabian,Giova,Oscar e Usba.E?SERIE A.

23 maggio 2002.VAFFANCULO LA B!

Un ringraziamento ai presenti?
Gimmy, Cantari?, Barone, Balercia, la sezione Cattolica, Tommy, Fabri?, i Francio?, Egidi, Ravajolo, Silva?, Lupo, Guido, Ilenia , Marcelli?, Vescovo, Rud, Mezze, Mirko, Cortello, Farinos, Lello, Cingo, Scansa?, Pallotta, Guidopiccolo, Vittorio, Lollo, Segretario, Pizzarolo e per chi Sassari e? stata la sua ultima battaglia:

CIAO BUSO, IL TUO RICORDO RIMARRA?INDELEBILE NEI NOSTRI CUORI.
PER SEMPRE BUSO, CUORE GIALLO-ROSSO.


Riferimenti: http://armataultra.tifonet.it/home.htm

anche se non centra nulla col blog ma questa la pubblico.

24 Febbraio 2006 Commenti chiusi


A New York è stato appena aperto un nuovo negozio dove le donne possono scegliere e comprare un marito. All’ entrata sono esposte le istruzioni su come funziona il negozio:

- Puoi visitare il negozio SOLO UNA VOLTA.

- Ci sono 6 piani e le caratteristiche degli uomini migliorano salendo.
- Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano oppure salire al piano superiore.

- Non si può ritornare al piano inferiore.

Una donna decide di andare a visitare il Negozio di Mariti per trovare un compagno.

Al primo piano l’insegna sulla porta dice: Questi uomini hanno un lavoro.
La donna decide di salire al successivo.

Al secondo piano l’insegna sulla porta dice: Questi uomini hanno un lavoro e amano i bambini.
La donna decide di salire al successivo.

Al terzo piano l’insegna sulla porta dice: Questi uomini hanno un lavoro , amano i bambini e sono estremamente belli.

“Wow” pensa la donna , ma si sente di salire ancora.

Al quarto piano l’insegna sulla porta dice: Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire e aiutano nei mestieri di casa.

“Incredibile” esclama la donna, “Posso difficilmente resistere!”Ma sale ancora.

Al quinto piano l’insegna sulla porta dice: Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire, aiutano nei mestieri di casa e sono estremamente romantici.
La donna è tentata di restare e sceglierne uno, invece decide di salire all’ ultimo piano.

Sesto piano : sei la visitatrice N° 31.456.012 di questo piano , qui non ci sono uomini, questo piano esiste solamente per dimostrare quanto sia impossibile accontentare una donna. Grazie di aver scelto il nostro negozio.

Di fronte a questo negozio è stato aperto un Negozio di Mogli.

Al primo piano ci sono donne che amano far sesso.

Al secondo piano ci sono donne che amano far sesso e non sono rompicoglioni.

I piani dal terzo al sesto NON SONO MAI STATI VISITATI.

LEONARDO E’ FUORI PERICOLO

23 Febbraio 2006 2 commenti

oggi sono felice veramente..ho appreso dall’amico omino di ferro che leonardo e’ fuori pericolo
leonardo e’ un ultras del cecina che domenica a avuto un brutto incidente operato d’ugenza ..finalmente sta meglio..
Leonardo è un ragazzo forte , noi ULTRA’ lo rivogliamo sulla balaustra della SUA curva a guidare la N.S.U. gruppo che lui stesso ha fondato dopo aver lasciato la G.R.B. nel 2004.

LEONARDO E’ FUORI PERICOLO!

RIPRENDITI PRESTO, LA CURVA TI ASPETTA

andria-nocerina

23 Febbraio 2006 Commenti chiusi


OGGI 19/02/2006 ìè LA PARTTA CON L’ODIATA ANDRIA BAT, CHI DI NOCERINA NE SA ALMENO UN PO’ è DI SICURO AGGIORNATO DELL’ASTIO CHE INTERCORRE TRA LE OPPOSTE TIFOSERIE E QUINDI STA VOLTA BISOGNA VINCERE NON SOLO PER I TRE PUNTI.
IN SETTIMANA VARI INCONTRI TRA I GRUPPI PER DECIDERE DEL DA FARSI PRENDENDO ALCUNE DECISIONI IMPORTANTI PER QUANTO RIGUARDA QUESTIONI PESONALI DEL MOVIMENTO ULTRAS DELLA NOSTRA CURVA!!!
STAMATTINA C’è CHI SI è SVEGLIATO ALLE 12,30 CHI COME ALCUNI DI NOI CHE MILIANO IN ALCUNI GRUPPI HA CARICATO LA SVEGLIA PER LE 8:30 NONOSTANTE FOSSE DOMENICA, PERCHè C’ERA DA LAVORARE PER LA NOSTRA BENEAMATA NOCERINA, LAVORO CHE SE C’ERA PIù PERSONALE RIUSCIVAMO A FINIRE…
I GRUPPI PER OGGI FINO A TEMPO INDETERMINATO HANNO DECISO DI PORTARE IN CASA UN UNICO ED ELOQUENTE STRISCIONE SU CUI CAMPEGGIA LA FRASE:
DATECI DENTRO, MERITATEVI IL NOSTRO SOSTEGNO!!!
IL QUALE, COME SPIEGAVAMO PRIMA, PRONTO ALL’ULTIMO MINUTO PER MANCANZA DI MANODOPERA, CERCHIAMO DI CONTINUARE A MIGLIORARE E NON TORNARE AI VECCHI TEMPI QUANDO A LAVORARE ERANO SEMPRE GLI STESSI ….ANDIAMO AVANTI PERLA NOSTRA STRADA E NON MOLLIAMO!!!!
ONORE A CHI LAVORA!!!
ALLO STADIO SI VA UN PO’ PRIMA DEL SOLITO, MOLTO MOLTO PRIMA, PER PRESIDIARE IL PIAZZALE ANTISTANTE LA CURVA E MAGARI PER ONORARE L’INIMICIZIA CHE CI “LEGA” AI PUGLIESI, CERTO CHE PERO’ C’è ANCHE CHI SE NE FREGA E RIMANE A PRESIDIARE A TAVOLA LA SUA BRACIOLA, MA STIAMO PARLANDO SOLO DI CHI SI DEFINISCE ULTRAS SOLO PERCHè PORTA UNA DETERMINATA SCIARPA AL COLLO……
RITORNANDO AGLI ALBANESI SCOPRIAMO CHE NON ARRIVANO ADUNA CINQUANTINA MASSIMO, HANNO DELUSO COME AL SOLITO LE ASPETTATIVE..NOI ERAVAMO IN 150 Là NONOSTANTE LA SQUADRA NN CI AVESSE REGALATO NEMMENO UNA VITTORIA, MENTRE LORO…VABBè COMUNQUE ONORE AI 50 CIRCA PRESENTI! ULTRAS NESSUNA RESA!
VOLTANDOMI ALLE SPALLE VEDO CHE IL PUBBLICO DA PARTE NOSTRA NN HA RISPOSTO MOLTO BENE OGGI…MA…SI INTONANO I PRIMI CORI E SEMBRA CHE OGGI CI SARà UN BUON TIFO GALVANIZZATO DALLA RIVALITà… SFOTTO’ ED INSULTI LA FANNO DA PADRONA FINCHè NON ENTRANO IN CAMPO LE CASACCHE ROSSO-NERE REDUCI DA UN PAREGGIO NEL DERBY (PRRR) COL GIUGLIANO, LI IL TRIPUDIO, LA VOCE è ANCORA PIù FORTE, VENGONO ALZATE BANDIERE E STENDARDI , UNA CANZIONE POTENTE PER INIZIARE, ANCE SE NON LO MERITEREBBERO GLI UNDICI IN CAMPO…
LA NOCERINA è PADRONA DEL PRATO VERDE DEL S.FRANCESCO E NOI NN DIAMO IL TEMPO DI FIATARE AI CONIOGLI CHE ABBIAMO DI FRONTE CHE SI SENTONO NEL CORSO DELLA PARTITA ANCHE SE NN CHIARAMENTE SOLO QUANDO ABBIAMO ALZATO I DUE CORI A RIPETERE, INFATTI PER LUNGO TEMPO RIMANGONO SEDUTI COMODI A GUARDARSI LA PARTITA.
I BOTHERS SROTOLANO UNO STRISCIONE:
VI SOSTENIAMO, MA LA VITTORIA PRETENDIAMO!
è PER GLI “UOMINI” IN CAMPO E LA SPERANZA è QUELLA DI VINCERE…SUCCESSIVAMENTE NE SROTOLANO UNO I MALATI CHE PARLA DEI FATTI ACCADUTI 17 GIORNATE FA IN CASA LORO, CHI ERA PRESENTE SA COME è ANDATA…LO STRISCIONE:
NOI CORPO A CORPO CON LA POLIZIA, VOI A TIRAR SASSI E A SCAPPARE VIA!!!
NON C’è NULL’ALTRO DA DIRE SU DI LORO!!!
IL PRIMO TEMPO SCORRE VIA COSì CON IL CLASSICO RSULTATO AD OCCHIALI, MA LA VITTORIA è NELL’ARIA….
INIZIA IL SECONDO TEMPO DOPO UN BEL QUARTO D’ORO A DISSETARCI E A GUSTARE ALCUNI PRODOTTI TIPICI DEL DOPOPRIMOTEMPO…SI RICOMINCIA A CANTARE E AI CORI OFFENSIVI SI REGISTRA L’UNIONE PIù FORTE DI TUTTA LA CURVA, ANCHE I VECCHIETTI CANTANO… E IL TUTTO VIENE RIPAGATO DA UN BELLISSIMO GOAL DI MAZZEO, CAPOCANNONIERE ROSSO-NERO E DEL TORNEO, HA SBALORDITO TUTTI QUEST’ANNO COMPRESO IL SOTTOSCRITTO CHE A MORRO D’ORO PLAY OUT LO VOLEVA AMMAZZARE DOPO QUELLA STRANA AZIONE PERSONALE…FORSE DA LI è CERESCIUTO!?!?!?!COMUNQUE TORNANDO AL GOAL MAZZEO ELUDE GLI AVVERSARI, SI SCARTA UN PORTIERE DI GRANDE ESPERIENZA COME DI BITONTO E DEPOSITA IN RETE!!!
I BOTHERS DOPO AVER FESTEGGIATO CON IL RESTO DELLA CURVA QUEST’ALTRO GOAL DEL BOMBER SROTOLANO UN ALTRO STRISCIONE:
POVERO ANDRIESE, SCAPPI PURE NEL TUO PAESE!
PARTE IL CORO ATTINENTE ALLO STRISCIONE E SI CONTINUA A CANTARE FELICI PER IL VANTAGGIO E IN MEZO AL CAMPO SI CONTINUA AD ATTACCARE FINO AI MINUTI DI RECUPERO SEMPRE RICCHI DI INFARTI AL CUORE, UN LISCIO DIFENSIVO DI UN DIFENSORE FAVORISCE L’ATTACCANTE ANDRIESE AL 93° MA SCHETTINO SALVA MIRACOLOSAMENTE D’ISTINTO.
FINISCE 1-0 IN POCHI VENGONO VERSO LA CURVA A RINGRAZIARE, CREDONO DI AVER VINTO SOLO GRAZIE A LORO MA….MEGLIO NN PARLARE…MERCENARI!!!
FUORI ALLO STADIO DOPO UN BEL PO’ DI TEMPO ESCONO GLI ANDRIESI CHE VENGONO BERSAGLIATI IN LOCALITA PIEDIMONTE DA ALCUNE PIETRE, MENTRE QUESTA VOLTA L’AFFRONTO A MANI NUDE è STATO BLOCCATO DALLE FORZE DELL’ORDINE CHE PRESIDIAVANO TUTTO IL TERRITORIO FINO ALL’AUTOSTRADA!!
ALLA FINE SI RINGRAZIA I RAGAZZI DI AVELLINO CHE ERANO PRESENTI IN CURVA PER RICAMBIARE LA VISITA DI ALCUNI ULTRAS OSSONERI PRESENTI AD AVELINO PER AVELLINO – CATANIA,GIOCATA LUNEDI!
ULTRAS DURI A MORIRE!!!