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Archivio Marzo 2006

"ULTRAS SENZA CATEGORIA"

31 Marzo 2006 Commenti chiusi


GRIGIONERI OLE’

Per questo post abbandono gli usuali colori rossoblu in onore ad un grande gruppo ULTRAS: i DRUGATI LEBOWSKI.

Questo gruppo incarna nel modo migliore il motto “ULTRAS SENZA CATEGORIA”, inquanto i DRUGATI seguono in ogni partita le sorti dell’A.C. LEBOWSKI, squadra fiorentina che partecipa al campionato di terza categoria.

Andare un sabato nella curva “Pozzi” vuol dire rivivere gli albori del movimento ULTRAS, dove il tutto si basava sull’amicizia, il senso d’appartenenza al gruppo e l’amore per la propria squadra del cuore, capisaldi del nostro movimento che però sono stati accantonati o abbandonati dalle curve moderne, soprattutto quelle delle grandi città, dove l’essere ULTRAS è diventato un modo per lucrare.

I DRUGATI sono un gruppo giovane ma che ha già fatto passi da gigante, meritandosi il rispetto di molte tifoserie, e soprattutto il nostro, infatti da quasi un’anno siamo legati da un bel gemellaggio, con frequenti scambi di visite nelle rispettive curve e litri di alccol “seccato” insieme.

Il forte credere e vivere ULTRAS degli appartenenti ai DRUGATI ci ha fatto apprezzare questa tifoseria, che fregandosene della categoria e dei risultati della squadra, ogni sabato (giorno in cui gioca la terza categoria) animano i campi dove i giocano i GRIGIONERI, facendo della goliardia il pezzo forte del gruppo.

Attivissima anche la sez. P.zza FARDELLA, zona di Firenze dove il gruppo ha preso vita; i DRUGATI prediligono tifare all’italiana, con tamburi, bandiere e coreografie, e come tutte le tifoserie rispettate, sono praticamente odiati da tutto il girone di terza categoria, con gruppi di persone che s’inventano ULTRAS solo quando giocano contro il LEBOWSKI per cercare di contrastare il gran tifo dei supporters GRIGIONERI, che gemellandosi con noi si sono attirati anche l’odio delle tifoserie nostre rivali (poggibonsesi su tutti!)

Invito tutti coloro che ne volessero sapere di più sulla squadra grigionera e sui suoi grandi e VERI ULTRAS a visitare il sito: www.aclebowski.com.

FONTE..OMINO DI FERRO
Riferimenti: DRUGATI LEBOWSKI

UNA DOMENICA AGRODOLCE!

31 Marzo 2006 Commenti chiusi


Oggi è stata proprio una domenica agrodolce, divertente ma amara allo stesso tempo.

La fase divertente è senza dubbio quella del pranzo con i fratelli FRASCATANI, che arrivano a CECINA intorno alle 12, con il bagagliaio della macchina carico di romanella, che verrà seccata in vari momenti della giornata, ma soprattutto al ristorante dove viene stappata una bottiglia come aperitivo ed una come primo ammazza caffè (il secondo sarà il classico limoncello).

Dopo un buon pranzo a base di pesce e vino, ci dirigiamo belli brilli verso lo stadio e li troviamo glia ltri nostri fratelli, i DRUGATI LEBOWSKI, che causa la sbornia della sera prima non sono riusciti ad alzarsi ad un’ora decente per essere a CECINA per l’ora di pranzo.

Dentro lo stadio il tifo è buono, anche se purtroppo non siamo numerosi, ma si sà, ormai gli stadi sono sempre più vuoti, conviene stare seduti su un bel divano davanti ad un televisore (magari lcd), piuttosto che stare scomodi sui gradoni del vecchio e glorioso “Rossetti”. Presenti anche i tifosi ospiti (non posso definirli ULTRAS), che abbozzano un tifo che a tratti fa tenerezza.

La partita in campo è uno schifo, e nell’intervallo conviene raggiungere il barrino dello stadio per seccare una birretta. Nel secondo tempo le cose peggiorano in campo (0-2) e purtroppo una risposta un po’ poco educata da parte di un tifoso ospite, ci obbliga a dare soddisfazione anche a loro, infatti anche se mi vergogno a dirlo, ci hanno spinto a fare un “Borgo Borgo Vaffanculo” e a fargli un po’ di paura alla grata divisoria, poi uno dei nostri và sotto il settore ospiti, e a quel punto i borghigiani chiedono addirittura scusa (davvero teneri, come facevamo a prendercela con loro?).

A fine partita solo contestazione e fischi, con capitan Pistolesi che viene sotto il settore a chiederci scusa e nel dopo-partita una delegazione di ULTRAS lo chiama per chiedere lumi su questa involuzione della nostra squadra.

La giornata volge al termine, salutiamo i nostri gemellati (GRANDISSIMI!!!!!), con i FRASCATANI che prima di partire ci omaggiano di altre bottiglie di romanella, una la beviamo subito insieme ai DRUGATI, le altre magari domenica sul pullman per Narni.

fonte .. http://ominodiferro.splinder.com/

Riferimenti: E’ PROPRIO VERO: LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!

25 settembre..CIAO FEDERICO EROE DEI NOSTRI TEMPI!

31 Marzo 2006 2 commenti


Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.

Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.

È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi?

Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro?

Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.

Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro?

Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un?aura speciale.

Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti? la gioia era lui.

Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.

Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.

Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone?

È stata l?ultima volta che l?ho visto vivo.

Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.

Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l?ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l?appuntamento al giorno dopo?

Non è mai esistito il giorno dopo.

Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.

L?hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.

Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo?

Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.

E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.

Nell?immediato c?erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene?

Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.

Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.

Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa?

Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori? sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.

E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell?ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì?

Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.

Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla?

Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all?idea che avesse solo perso il cellulare?

Poi l?ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.

Una voce ha risposto.

Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.

Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell?ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.

Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.

Nulla.

Il centralinista rispondeva: c?è il cambio di turno? non sono informato?, appena avremo notizie chiameremo noi?

Niente per altre tre ore!!!! Passate nell?angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.

Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.

La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.

Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.

E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!

E mi hanno detto che lo hanno fatto per me? perché era meglio che non vedessi.

In quel momento gli ho creduto.

La polizia ha detto che un?abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.

Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.

Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.

Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.

Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all?occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L?ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L?hanno distrutto?

E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati?

Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.

Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.

Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto?

Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com?era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.

Chissà quando se ne sono accorti?

L?ambulanza è stata chiamata quando ormai non c?era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all?ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all?obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.

Perché?

Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l?ambulanza?

Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c?era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.

Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere?

Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?

Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore? tratto dal mattinale della questura.

Il giorno dopo sull?altra testata cittadina ?Federico sfigurato?. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: ?non è morto per le percosse?? questa è stata la prima ammissione di quanto successo.

Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.

Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell?amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell?età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla?

Pallottole di gomma a Lugano

31 Marzo 2006 Commenti chiusi


La solerte polizia cittadina in azione (esercitazione) ieri sera dopo la partita di hockey HCL-HCAP

Non perdono occasione per smentirsi. Accompagnati da una triste fama di inefficenza, violenza gratuita e impunità “il corpo d’azione” della polizia di sua maestà re Giorgio riesce a confermare la sua incapacità di gestione della piazza.

Finito il derby di hockey alla resega gli spettatori del settore ospiti sfollano in tutta tranquillità sotto i vigili occhi del personale della ditta privata Securitas in assetto antisommossa prima (novità anche a Lugano dopo le prove allo sgombero del macello di Locarno >> la nuova formazione di personale precario, sottopagato, giustificata dall’aumento della problematica violenza giovanile, del disagio culturale, ecc.) e della polizia della città di Lugano poi.
Tutto sempra presagire a un tranquillo rientro, se non che dal piazzale posteriore dello stadio Cornaredo compaiono una trentina di noti personaggi in cerca di scontri. Dopo varie scaramucce (10 minuti circa di faccia a faccia…) ecco che gli agenti decidono di intervenire prendendo la situazione di petto. Manganelli alla mano, pesanti insulti sulla bocca cominciano a menare e a spintonare per disperdere la folla. Chiaramente non per allontanare la trentina di figuri che si trovava dalla parte sbagliata (e chissà come ci sono arrivati…) ma per colpire coloro che si dirigevano verso il cimitero abituale punto di ritrovo biancoblu.
Non paghi dei manganelli ecco che i nostri prodi testano l’arsenale in loro dotazione e improvvisamente sparano senza nessun preavviso e con parecchia gente ancora molto vicina, almeno tre granate di proiettili di gomma. Vari/e i/le contusi/e anche persone che non c’entravano niente e che stavano solo recandosi a casa.

Dopo le botte agli studenti grigionesi, gli abusi sui richiedenti l’asilo, gli insulti razzisti a persone di colore ecco che l’imbecillità dei nostri non trova confine. Sapientemente diretti sul campo dal tenente Castelli e da vari poliziotti in borghese le nuove giovani leve della PolCom hanno vissuto il brivido dell’esercitazione notturna con tanto di spari nelle notte.
Che sia mai questo il vero disagio dei “nostri giovani” ai quali non resta quale unica possibilità che trovar spazio nella difesa dell’ordine pubblico proteggendo quelle istituzioni sempre piu impopolari e lontane dal pueblo?
…Allla faccia dei bei cartelloni della passata primavera che esaltavano la figura dell’agente cosi premuroso verso la popolazione….

Alcune ultime domande:

> come mai nonostante la folta presenza delle forze dell’ordine almeno una trentina di facce note riuscivano ad appostarsi sull’abituale tragitto di rientro della tifoseria ospite?

> visto che la polizia era a conosenza dei probabili scontri, perché al posto di tentare di imporre un’assurda deviazione del corteo (aggiramento della resega via fiume cassarate…), rifiutata, non hanno cercato di prevenire diversamente il contatto?

> chi ha ordinato l’intervento chiaramente sproporzionato e altamente pericoloso visto il mancato rispetto delle distanze per sparare (i piu vicini erano a non piu di due, tre metri)?

> chi verificherà il rispetto delle procedure (distanza minima e avvertimento prima del tentativo di dispersione forzata)?

> sarà prassi futura quella dell’esercitazione delle nuove reclute sul campo omettendo qualsiasi uso della proporzionalità dell’intervento?

P.S: Ho notato che l’addetto al fucile proiettili di gomma era alcuanto insicuro nel maneggiare l’arma, tanto che i colpi sono partiti un po’ cosi dove andavano andavano senza una minima valutazione dell’impatto.

Altro che banca dati, schedature e arresti preventivi… un po’ di prevenzione, furbizia, conoscenza delle situazioni, proporzionalità nell’intervento e capacità di movimento adeguata potrebbero risolvere tante situazioni piu o meno difficli….
Se no come in Danimarca quando per alcune scritte su un vagone del metro si é innescata la caccia al cattivo violento brutto tifoso zurighese che ora rischiano fino a sei mesi di galera!!!!!!

fonte …http://www.forumcommunity.net/?t=1973649

PIACENZA-CREMONESE..BATTAGLIA VERA

30 Marzo 2006 4 commenti


Scene di ordinaria follia per la solita partita di calcio che si gioca su due fronti: quello in campo e quello, purtroppo, fuori. Già, perché il derby di ieri sera tra Piacenza e Cremonese rimarrà nella memoria della gente non solo per la vittoria; anche per il fumo dei lacrimogeni che ha appestato l’aria della Galleana, i cocci di bottiglia, le sirene delle ambulanze. Un fumo che ha fatto piangere, tossire e indignare. Il bilancio, ancora provvisorio, degli incidenti che si sono verificati prima, durante e dopo la gara è di almeno una ventina di feriti (la maggioranza intossicati) e 25 persone fermate in questura, alcune delle quali potrebbero finire in stato di arresto.
Tutto è cominciato sotto la curva Nord, quella dei piacentini, paradossalmente la più presidiata. La tensione del derby ha fatto sì che emergesse pure l’imbecillità di qualche personaggio. Una campana della raccolta differenziata del vetro, rovesciata e aperta, ha costituito l’inesauribile Santa Barbara. I piacentini hanno dapprima insultato la polizia con frasi e cori irripetibili. Poi bruciato un cassonetto.
Colpa della tensione del derby, hanno banalmente tentato di scusarsi successivamente alcuni dei protagonisti. Una tensione che ha fatto sì che si sia cercato un punto di contatto con i tifosi della Cremonese. Fallita l’operazione, è partito il lancio di bottiglie e cocci di vetro usati come armi contro i carabinieri dei reparti mobili. I militari hanno, a quel punto, risposto al fuoco con le loro risorse: una carica prima, il lancio di fumogeni poi.
Per un’ora circa – dalle 7 e 30 alle 8 e 30 di ieri pomeriggio – è stata guerriglia urbana. I reparti mobili dei carabinieri hanno cercato di contenere la violenze del tifo estremista. Via Gorra e il parcheggio antistante lo stadio hanno fatto da campo di battaglia. Decine di uomini neri con maschere antigas, elmi, scudi e manganelli, come tanti Darth Vader di Guerre Stellari, contro gli ultrà che scappavano in ogni direzione. E in una carica, si sa, non ci si può aspettare che ti trattino in guanti di velluto. Soprattutto dopo che gli hai tirato contro i vetri della campana gialla.
Così due tifosi sono finiti a terra sanguinanti sotto i colpi dei manganelli. Uno si è ritrovato con una maschera di sangue sul volto, l’altro – minorenne – non riusciva a stare in piedi e lo hanno dovuto adagiare su una barella e proteggere con un bustino. Entrambi piacentini, sono finiti all’ospedale. Assieme a loro un’altra decina di persone rimaste intossicate dalle esalazione dei lacrimogeni. Le ambulanze partite verso il Polichirugico sono state quattro, ma alcuni hanno raggiunto il pronto soccorso con i loro mezzi.
Tra le vittime anche un ispettore di polizia che si è gettato nell’abitazione colpita da un fumogeno-lacrimogeno finito (come riportiamo nell’articolo a fianco) sulla tavola imbandita di una innocua famiglia piacentina. Tutto questo è accaduto prima che iniziasse il derby del Po. Durante la partita gli scontri hanno avuto il loro seguito al termine del primo tempo. Dalla tribuna si è visto chiaramente un tifoso della Cremonese portare un drappo incendiato al confine con la zona dei distinti. Si sono viste decine di poliziotti spostarsi di corsa dalla curva Nord alla zona distinti. È proprio lì, nell’estrema propaggine dello stadio che dà sulla curva ospite, si è sviluppata la scintilla per il secondo atto dell’imbecillità. Diversi tifosi della Cremonese hanno abbandonato le loro gradinate e si sono diretti verso l’ingresso della curva. Anche questi si sono visti chiaramente da tutto lo stadio. È stato a quel punto che dall’esterno hanno deciso di lanciare un lacrimogeno.
Il proiettile era destinato a disperdere gli ultrà che nel frattempo avevano cercato di uscire. La sua efficacia è stata però tale che i fumi sono entrati nello stadio, hanno costretto l’arbitro a interrompere la gara per una decina di minuti ed hanno provocato il fuggi-fuggi del pubblico dalla tribuna centrale. Una fuga, prima tra i singhiozzi e i colpi di tosse, poi per la paura e l’indignazione. A fine gara di nuovo violenza. Stavolta sono i cremonesi che, sotto la Sud, assaltano la polizia.

Poteva essere un pipistrello disorientato dalla luce – è già avvenuto altre volte nella villetta di via Gorra – oppure un fumogeno-lacrimogeno proveniente dallo stadio. Era il secondo. I pipistrelli zuccano contro le finestre, fanno un botto tremendo ma non mandano in frantumi vetro e doppio vetro. E neppure lasciano una scia di fumo che provoca lacrime e conati di vomito. Questo è accaduto nella villetta al civico 40 di via Gorra dove un fumogeno-lacrimogeno è finito ieri sera. Erano da poco passate le venti e la televisione era sintonizzata sul telegiornale. In cucina la tavola era imbandita e si stava cenando, quando il tranquillo quadretto domestico è stato violentato da un botto fragoroso. «Ho pensato subito a un lacrimogeno – ha detto il padrone di casa ancora sotto choch – e istintivamente ho preso mio nipote e l’ho spinto a terra proteggendolo».
Il padrone di casa è molto noto ai piacentini: è Pietro Fumi, presidente dell’Accademia della cucina piacentina. Il nipote si chiama Andrea e ha solo quattro anni e mezzo. A tavola, assieme a loro due, c’era anche la moglie di Fumi, Gabriella Rossi e la figlia, Lorenza Fumi. Tutti sono stati medicati dal personale della Croce rossa arrivato immediatamente sul posto. Anche l’ispettore della polizia che si è accorto per primo della traiettoria del proiettile e che per primo è entrato in quell’appartamento devastato dal fumo cercando di soccorrere il bambino.
Il piccolo Andrea, pur frastornato, è quello che sembra abbia risentito meno dei gas ed è stato portato subito dall’abitazione dei nonni a quella dei genitori assieme alla madre. Più preoccupanti le condizioni della signora Gabriella che ha risentito più di altri dello spavento. «Pensavo di morire – ha detto la donna – sono cardiopatica e ora ho la pressione molto alta». «Non si riusciva a respirare – la segue a ruota il marito – e ci veniva continuamente da rimettere».
La villetta dei Fumi è proprio sull’angolo tra via Buozzi e via Gorra ed è forse l’abitazione più esposta ad eventuali disordini nei pressi dello stadio. «Non era mai accaduto nulla di simile – racconta il proprietario -, l’unico fatto, ma molto meno grave, era stata una sassata che aveva preso la ringhiera del balcone. Tutto qui». Stavolta, invece, un vero e proprio proiettile. Sono dovuti intervenire i pompieri per spegnerlo e alla fine, in casa, è arrivata la polizia per procedere con i rilievi. Si pensa si possa trattare di un lacrimogeno sparato dai carabinieri che, in quel momento, stavano ingaggiando un fitto “corpo a corpo” con le frange estremiste del tifo biancorosso. Dalle forze dell’ordine, tuttavia, nulla è trapelato sulle caratteristiche del proiettile e ieri sera c’era anzi qualcuno che avanzava l’ipotesi di un fumogeno lanciato dagli stessi tifosi. L’abitazione dei Fumi è tornata agibile nella tarda serata.
fed.fri.

Tafferugli sono avvenuti anche al termine della gara. Stavolta i protagonisti sono i tifosi della Cremonese e lo scenario è quello attorno alla zona della curva Sud. Qui, prima dell’inizio della partita, c’erano stati alcuni momenti di tensione tra il gruppo degli estremisti grigiorossi, gli stuart dello stadio e la polizia. Le forze dell’ordine avevano approntato tre punti di sorveglianza; due di filtraggio (nel piazzale della piscina e davanti all’entrata del Garilli) e uno di prefiltraggio, nella stradina che costeggia la piscina e porta allo stadio. Sembrava che tutto procedesse per il meglio quando la situazione è improvvisamente degenerata.
Gli scontro veri e propri sono iniziati subito dopo l’intervallo, con il Piacenza che vinceva per 1-0. Cremonesi si sono gettati contro la zona dei distinti e alcuni di loro hanno tentato di scendere nella zona dei cancelli. Respinti dalla polizia, c’è poi voluta una carica vera e propria con il lancio di un lacrimogeno per avere ragione. Lo stesso lacrimogeno i cui fumi si sono propagati all’interno dello stadio costringendo l’arbitro a sospendere la gara per 21 minuti. Sembrava finita lì, soprattutto con il pareggio della Cremonese.
Invece il nuovo vantaggio del Piacenza deve avere riacceso gli animi se è vero come è vero che gli addetti, a fine partita, hanno trovato completamente devastati i bagni della curva Sud. La rabbia dei lombardi, senza i piacentini tenuti a distanza, si è scagliata sui poveri agenti di polizia e sui poveri carabinieri che hanno dovuto ricorrere a diverse cariche per avere ragione. A fine partita i circa 1.200 ultras della Cremonese diretti ai pullman hanno di fatto costretto a chiudere al traffico la tangenziale per motivi di ordine pubblico. L’arteria è rimasta bloccata per circa mezz’ora. Scene di panico per un petardo esploso all’interno di un pullman in fase di partenza.
Dall’altra parte, intanto, sotto la curva Nord, polizia e carabinieri facevano sdraiare a terra una decina di ultras piacentini appena usciti dallo stadio allo scopo di perquisirli. Alcuni di loro sono stati portati in questura. Scene di ordinaria follia per una partita di calcio che veniva annunciata sì a rischio ma che non si pensava potesse portare tanta violenza.
L’apparato di ordine pubblico predisposto per l’occasione si presentava come un apparato da serie A. Ben duecento uomini inviati dal ministero dell’Interno come rinforzo: due battaglioni mobili dei carabinieri provenienti da Bologna e Genova e due della polizia da Milano e ancora Genova. Circa 120-130 tra militari e poliziotti delle tre compagnie carabinieri di Piacenza, Fiorenzuola e Bobbio, e dei vari uffici della questura. Tutti gli ufficiali disponibili dell’Arma e tutti i dirigenti di polizia – vicequestore in testa – schierati nei punti strategici. Ventiquattro agenti di polizia municipale. L’imperativo era uno: evitare che le frange estremiste delle due tifoserie venissero a contatto. Un’operazione riuscita, questa, quasi al cento per cento. Le azioni violente, a quel punto, si sono scatenate contro le forze dell’ordine con polizia e carabinieri sballottati da una parte all’altra dello stadio, dalla curva Nord alla Sud e viceversa. Quella appena passata è stata una lunga notte: per gli ultras portati in questura e per gli investigatori impegnati a capire come quel che è successo sia potuto accadere. Ieri notte, negli ambienti vicini alla questura, circolava il fondato sospetto che la violenza fosse predeterminata. Chi ha lanciato le bottiglie di vetro sapeva dove trovarle e sperava che nessuno si ricordasse di toglierle prima della partita.
fed.fri.

Poliziotti feriti: i tifosi risarciscono lo Stato

30 Marzo 2006 1 commento


Sentenza destinata a fare scalpore e, perché no, anche precedente giuridico: venti ultras ferraresi che avevano patteggiato la pena, riconoscendosi di fatto colpevoli, si ritrovano di fronte ad un’insolita richiesta. Il Ministero degli Interni ha chiesto il risarcimento di oltre 4.000 ? per l’assenza forzata di alcuni agenti, costretti in mutua per gli scontri allo stadio di Spal-Reggiana.
Ora ai tifosi spallini resta da scegliere se continuare la via della battaglia legale o arrendersi alla via extra-giudiziale che, a quanto sembra, è quella più probabile visto che la tifoseria di Ferrara si sta già mobilitando per raccogliere la cifra tramite una colletta.
Per carità: chi ha sbagliato deve pagare, questo è sacrosanto. Quello che non è sacrosanto è il modo unilaterale dei giudici di trattare le vertenze legali quando di mezzo ci sono gli ultras.
Per Paolo, per Renzo Furlan, per Celestino Colombi, per il bambino ferito da un lacrimogeno sparato in una casa dalla celere nell’ultimo derby Piacenza-Cremonese chi paga?
Non che i soldi restituiscano la vita di questi ragazzi ma a pagare sono sempre e solo gli stessi e questa che chiamano DEMOCRAZIA i signori in giacca e cravatta che ci stanno devastando le palle in TV nell’ultimo periodo…
A seguire un articolo de “Il Resto del Carlino”.

Multa di 4000 euro agli ultras spallini
Denunciati 8 tifosi della Reggiana

I provvedimenti si riferiscono agli scontri Spal-Reggiana dell’agosto 2003 e del dicembre 2005

Ferrara, 28 marzo 2006 – A seguito della guerriglia pre-partita di Spal-Reggiana dell’agosto 2003, lo Stato presenta il conto agli ultras spallini che hanno patteggiato pene da 8 mesi ad un anno davanti al tribunale di Ferrara.

L’ammenda che, secondo quanto riportato dal quotidiano la ‘Nuova Ferrara’, i venti tifosi della Spal dovrebbero pagare al ministero degli Interni per ”assenza dal servizio” dei poliziotti feriti nell’estate del 2003 ammonterebbe a 4.287,43 euro.

Ora i tifosi, da quanto si e’ appreso dai loro legali, dovranno valutare se pagare le spese come ”risarcimento per assenza del servizio” oppure andare avanti nella causa civile per danni, come la lettera del Ministero dell’interno indica in caso di mancato pagamento.

Daniele Bertaggia, uno degli avvocati che difese 4 degli ultras coinvolti avrebbe dichiarato di aver gia’ scelto la via extragiudiziale. Nello stesso modo potrebbero agire anche gli altri tifosi, optando, quindi, per una colletta che comporterebbe una spesa di circa 200 euro a testa.

Intanto, per altri tafferugli che si verificarono prima della partita Spal-Reggiana del 4 dicembre scorso, la Digos di Ferrara e quella di Reggio Emilia hanno denunciato 8 tifosi granata per l’aggressione ad una quindicina tra agenti e carabinieri. Gli ultras della Reggiana sono accusati di reati vari, come lesioni, danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale, e di incitamento alla violenza. Saranno anche diffidati dal recarsi allo stadio. Sono ragazzi tra i 20 e i 25 anni, tutti reggiani.

TORTOLI’

30 Marzo 2006 Commenti chiusi


Tortoli’-Tempio 04/05
Trasferta da ricordare, nei giorni della disastrosa alluvione abbattutasi sull’ Ogliastra. Poco meno di quindici ragazzi, l’ intero viaggio sotto il diluvio, un odissea raggiungere Tortoli’ a causa dell’ inagibilità di quasi tutte le strade locali. Alla fine un percorso allucinante, allargato a dismisura per trovare una qualche strada transitabile, giungendo a destinazione intorno al ’40 del primo tempo. Dentro lo stadio meno di un’ora, a cantare come matti, e subito viaggio di ritorno altrettanto problematico con arrivo in Gallura verso le 23.00. Dodici ore totali di viaggio, il doppio del tempo previsto, e una moltitudine di episodi scolpiti nell’ animo di chi vi ha partecipato.

14 sett. 2005 Mezzocorona Trento : 1 – 3

30 Marzo 2006 Commenti chiusi


La composizione a venti squadre del nostro girone impone che quest’anno ci saranno sei turni infrasettimanali. Il primo è già alla seconda giornata, mercoledì alle tre di pomeriggio a Mezzocorona. Strano ma vero, pure gli ultras lavorano, studiano o hanno comunque una loro vita sociale fatta di impegni; nonostante tutto il gruppo deve esserci ogni volta che il Trento gioca. E così è stato anche mercoledì. Sapevamo che la trasferta non sarebbe stata affrontata da molta gente, tuttavia ci diamo appuntamento in piazzale Sanseverino. Siamo sette ragazzi, dopo qualche birra e quattro chiacchere partiamo per Mezzocorona dove qualche altro ragazzo era già arrivato per conto proprio. Si arriva al campo di Mezzocorona e, dopo aver appeso lo striscione del gruppo, qualche stendardo, la pezza per i diffidati e l’immancabile “UNA SQUADRA UNA CITTA’ UN SOLO NOME: TRENTO”, iniziamo a cantare. In curva alla fine saremo almeno una quarantina, numero buono considerando che si giocava di mercoledì pomeriggio. I cori sono cantati bene i battimani sono compatti. Bene! In campo la squadra si fa troppo spesso mettere sotto da un buon Mezzocorona, ma il tifo non ne risente. I gol siglati dal Trento a fine primo tempo e ad inizio ripresa ci tranquillizzano, finalmente si vince! Sotto un caldo quasi soffocante continuiamo ad incitare la squadra che alla fine riesce a portare a casa i tre punti vincendo 3 a 1. Raggiungiamo un bar poco distante, beviamo le ultime birre poi alla spicciolata si torna a Trento.
Una bella trasferta, dunque, con una buona prestazione del gruppo e della squadra. Continuiamo di questo passo! Altra nota positiva è stata la presenza di alcuni giovani ragazzi che hanno cantato tutta la partita insieme a noi. Finalmente si vedono facce nuove, speriamo di vederne altre al più presto. In questo periodo difficile fa sempre piacere vedere gente che si avvicina al gruppo. Domenica prossima affronteremo una delle trasferte più lunghe della stagione, vi aspettiamo! Per informazioni contattare l’e-mail ultrastrento1978@email.it o chiedere in curva ai “soliti noti”.

LA STORIA DEI… SUPPORTERS GRIGI

29 Marzo 2006 Commenti chiusi


IL GRUPPO SI E? FORMATO IL 21 FEBBRAIO 1999 (AMICHEVOLE ALESSANDRIA – UTA ARAD) CON L?INTENTO DI RAGGRUPPARE IL MAGGIOR NUMERO DI GIOVANI PER POTER SEGUIRE LA CASACCA GRIGIA. BISOGNA PRECISARE CHE TUTTI I COMPONENTI DEL GRUPPO SEGUONO LA SQUADRA DA MOLTISSIMI ANNI,ALCUNI FACENDO PARTE DEGLI ALTRI GRUPPI ULTRAS DELLA CURVA NORD. I NOSTRI STRISCIONI SONO APPARSI IN TUTTI I CAMPI SOLCATI DAI GRIGI, REALIZZANDO MOLTE VOLTE UN BUON TIFO ANCHE SE IN PIU’ DI UNA CIRCOSTANZA ABBIAMO PRESENZIATO IN POCHI.

INIZIALMENTE ATTORNO AL GRUPPO VI ERA UN GRANDE ENTUSIASMO: ALL’INIZIO DELLA STAGIONE 1999/2000 IL GRUPPO POTEVA CONTARE SU UNA BASE DI BEN 70 TESSERATI MA POI, PER VIA DELL’ABBANDONO TOTALE DEI GRIGI DA PARTE DI MOLTI RAGAZZI E I CONTINUI DIVERBI CON IL RESTO DELLA CURVA (ORA FORTUNATAMENTE CONCLUSI), ABBIAMO SUBITO UN DIMEZZAMENTO NUMERICO. TUTTO QUESTO E’ASSURDO SE SI PENSA ALL’OTTIMO CAMPIONATO DI C2 DEI GRIGI IN QUELLA STAGIONE (CULMINATO POI CON UNA PROMOZIONE IN C1!!!!).

IL GRUPPO, NELLA STAGIONE 2000/2001, PROVATO DAI PROBLEMI NUMERICI CREATISI NELLA STAGIONE PRECEDENTE E DAL DISASTROSO CAMMINO DELLA SQUADRA, SI STABILIZZA SULLE 20 UNITA’; IN OGNI CASO, NON MANCANO MAI SIA IN CASA CHE IN TRASFERTA I NOSTRI VESSILLI (PUR TALVOLTA CON PRESENZE SIMBOLICHE), ASSISTIAMO ALLA SOLITA SCHIFOSA STAGIONE ANCHE SE PORTIAMO 150 PERSONE A BRESCELLO E 50 PERSONE A LUCCA ALL’ULTIMA GIORNATA DI CAMPIONATO CON PERCENTUALI DI PLAY-OUT RIDOTTE AL LUMICINO (…E DOPO 10 MINUTI DI GARA CROLLATE MISERAMENTE!)

LA FORZA DI VOLONTA’ E L’INCROLLABILE FEDE DEI POCHI RAGAZZI ANCORA AL TIMONE VERRA’ PREMIATA NELLA STAGIONE 2001/2002 CON UN VISTOSO MIGLIORAMENTO IN TERMINI QUALITATIVI E QUANTITATIVI: AI POCHI RAGAZZI CHE SONO RIMASTI DEL PRIMO NUCLEO DEL 1999 SI AVVICINANO AL GRUPPO MOLTI RAGAZZI VOLENTEROSI E CON I QUALI, ULTERIORE NOVITA’, SI PRENDERA’ LA DECISIONE DI GUIDARE IL TIFO IN CURVA (CON L’AVALLO DEI CAPI “STORICI” DELLA TIFOSERIA) CON RISULTATI DISCRETI: LA SQUADRA E’ AI PRIMI POSTI DEL CAMPIONATO E IL SEGUITO E’ CONSISTENTE (PULLMAN AUTONOMI PER MEDA, BUSTO ARISIZIO, SANGIOVANNI VALDARNO), VIENE PUBBLICATA LA FANZINE DEL GRUPPO TUTTORA ESISTENTE NONOSTANTE L’INTERESSE NON SIA QUELLO PREVISTO, L’ORGANIZZAZIONE NON E’ DELLE MIGLIORI MA VIENE SOPPERITA DA UNA INCROLLABILE FORZA DI VOLONTA’ (IL NOSTRO MODO DI TIFARE E SEGUIRE I GRIGI RACCOGLIE MOLTI CONSENSI SOPRATTUTTO TRA I RAGAZZI PIU’ GIOVANI DELLA CURVA).

NEL CORSO DELLA STAGIONE 2002/2003,CONCLUSASI CON UNA ROVINOSA RETROCESSIONE TRA I DILETTANTI E L’ESCLUSIONE DA TUTTI I CAMPIONATI PER GRAVISSIMI PROBLEMI FINANZIARI, IL GRUPPO NON VIENE MAI MENO AI SUOI PRINCIPI SOSTENENDO LA MAGLIA GRIGIA,DANDO UNA GROSSA MANO NEL DIRIGERE IL TIFO A CENTRO-CURVA (SENZA FALSA MODESTIA,POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE SENZA DI NOI TIFO E COLORE SAREBBERO MANCATI IN MOLTE OCCASIONI…) E NON MANCANDO MAI IN NESSUNA TRASFERTA (PULLMAN DEL GRUPPO PER LA TRASFERTA DI CREMONA, BUONA PRESENZA IN DIVERSE OCCASIONI);COME OGNI ANNO I PROBLEMI NON MANCANO DI CERTO: A GENNAIO IL GRUPPO VIENE SCONVOLTO DALLA MORTE DI PIER PAOLO,UNO DEGLI ESPONENTI DEL DIRETTIVO E A MARZO LA QUESTURA DIFFIDA ASSURDAMENTE E ILLOGICAMENTE DUE IMPORTANTISSIMI ELEMENTI DI QUEL NUCLEO CHE HA SEMPRE FATICOSAMENTE PORTATO AVANTI I SUPPORTERS. IN QUESTA STAGIONE, SEGNATA DALLA RETROCESSIONE E DAL FALLIMENTO DOPO 92 ANNI DI STORIA, IL GRUPPO E’ STATO SEMPRE IN PRIMA LINEA IN OGNI INIZIATIVA REALIZZATA CONTRO PATRON BOIARDI (DAI DUE CORTEI ALLA RACCOLTA FIRME PASSANDO PER L’OCCUPAZIONE DELA SEDE PASSANDO PER TANTISSIME ALTRE AZIONI), IN OGNI CASO TUTTI I GRUPPI DELLA NORD NON HANNO MAI ABBANDONATO LA MAGLIA IN QUESTA VERGOGNOSA STAGIONE!

LA STAGIONE 2003/2004 E’ UNO STRAZIO: I GRIGI NON SONO ISCRITTI AL CAMPIONATO (NONOSTANTE LA NORD SOTTO LA CALURA ESTIVA SI FOSSE FATTA SENTIRE CON CORTEI, MANIFESTAZIONI ECLATANTI, VOLANTINAGGI, PERSINO INCONTRI CON IMPRENDITORI DELLA ZONA), IL SINDACO (DOPO NON AVER FATTO NULLA PER SALVARE L’ORSO GRIGIO) CREA UNA NUOVA SOCIETA’ CHE LA CITTA’ E LA TIFOSERIA IGNORANO COMPLETAMENTE E ORGOGLIOSAMENTE (CELEBRE LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA ALLA PRIMA DI CAMPIONATO DELLA “COSA” BIANCOGRIGIA DOVE, A SEGUITO DI UN CORTEO, CI TROVAMMO IN CURVA AD INCITARE IL BRA!), SI RINCORRONO VOCI SNERVANTI PER UN RITORNO DEI GRIGI CON NOME,MARCHIO E MAGLIA STORICI,I LA TIFOSERIA COMPATTA PORTA 500 PERSONE ALLA FESTA DELL’ORGOGLIO GRIGIO NEL PERIODO NATALIZIO E RIEMPIE IL FOUR BEARS PUB PER CELEBRARE COMUNQUE L’ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELL’ALESSANDRIA CALCIO, I GRIGI RITORNANO IN CAMPO TRAMITE L’ODIATA “NUOVA ALESSANDRIA 2003″ SOLO GRAZIE AD ALCUNE TRISTI E VERGOGNOSE VICENDE BUROCRATICO-GIUDIZIARIE; NONOSTANTE TUTTO CIO’, IL GRUPPO NON SI SFALDA: LA SEDE CONTINUA AD ESSERE OPERATIVA E META DI PIACEVOLI DISCUSSIONI SUI GRIGI E SUL LORO POSSIBILE RITORNO, SUI RESPONSABILI DEL FALLIMENTO E SULLE INCOGNITE LEGATE AL COMPORTAMENTO DI UNA CITTA’ A CUI NON SEMBRA FREGARE MOLTO LA BATTAGLIA CULTURALE PORTATA AVANTI DA ORGOGLIO GRIGIO (2600 ADESIONI A FAVORE DEL RITORNO DEI VERI GRIGI IN CAMPO) E DALLA GRADINATA NORD, ALCUNI RAGAZZI DEL GRUPPO FANNO VISITA ALLE TIFOSERIE GEMELLATE PER RESPIRARE ANCORA IL “CLIMA DA STADIO” (A BOLZANO CON GLI AMICI GIALLOBLU’ TRENTINI, COSTANTE FREQUENZA DELLA NORD GENOANA, A VIAREGGIO CONTRO IL PONTEDERA) ALTRI FREQUENTANO IL “PALACIMA” PER UNIRSI AL TIFO DELLA DELTA COPRA BASKET ALESSANDRIA IN A1 CON LO STRISCIONE “NO GRIGI,NO CALCIO!” (PORTATO ANCHE NELLE TRASFERTE DI COMO, ROVERETO, FAENZA E PARMA), SENZA DIMENTICARE QUALCHE SPORADICA PRESENZA PER L’ALESSANDRIA CALCIO FEMMINILE….SEMPRE E COMUNQUE CON LA SPERANZA DI TORNARE PIU’ INCAZZATI CHE MAI A SOSTENERE L’UNIONE SPORTIVA ALESSANDRIA CALCIO 1912.

DOPO ALCUNE BATTAGLIE GIUDIZIARIE TRA I PROPRIETARI DELLA NUOVA ALESSANDRIA E GINO AMISANO RITORNA LA MAGLIA GRIGIA IN CAMPO ED UNA SQUADRA DENOMINATA U.S. ALESSANDRIA CALCIO 1912 QUINDI, PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA STORIA, NELLA STAGIONE 2004/2005 L’ALESSANDRIA CALCIO E’ CONFINATA IN UNA CATEGORIA DILETTANTISTICA (ECCELLENZA) CHE NON MERITA ASSOLUTAMENTE PER LA SUA STORIA E LA SUA TIFOSERIA E CON UNA DIRIGENZA CHE HA OTTENUTO I VERI GRIGI CON METODI ALQUANTO SOSPETTI INEVITABILMENTE SCOPERTI NEL CORSO DELLA STAGIONE: NOI SUPPORTERS 1999 DIAMO PER TUTTA LA STAGIONE IL NOSTRO CONTRIBUTO ALLA VITTORIA FINALE DEL CAMPIONATO ASSIEME AD UNA GRADINATA NORD CHE INVADE TUTTI I CAMPETTI DELL’ECCELLENZA PIEMONTESE E CHE COSTITUIRA’ UNO DEI FATTORI DECISIVI PER LA VITTORIA DEL CAMPIONATO. I PROBLEMI ALL’INTERNO DELLA CURVA NON MANCANO AL PUNTO TALE CHE,QUASI A SORPRESA,IL NOSTRO GRUPPO SOSPENDE PER ALCUNE SETTIMANE TUTTE LE SUE ATTIVITA’ PAVENTANDO COME SOLUZIONE ESTREMA LO SCIOGLIMENTO DEL GRUPPO. IL PROBLEMA VIENE RISOLTO POSITIVAMENTE DANDO COSI’ AI SUPPORTERS 1999 LA POSSIBILITA’ DI PARTECIPARE IN PRIMA LINEA ALLA BATTAGLIA DEL MARCHIO CHE VERRA’ ALLA FINE ACQUISTATO AD APRILE 2005 DA GIANNI BIANCHI,IMPRENDITORE ALESSANDRINO,DOPO CHE SANGIOVANNI & C. NON LO PAGARONO A SEGUITO DELL’ASTA IN TRIBUNALE TENUTASI A LUGLIO 2004. UNA STAGIONE POSITIVA PER I SUPPORTERS 1999 E PER LA CURVA NORD A DIMOSTRAZIONE CHE LA PASSIONE E LA FEDE PER LA PROPRIA SQUADRA DI CALCIO NON CONOSCE CATEGORIE! (2200 SPETTATORI PER UN DERBY DI ECCELLENZA…RIFLETTETE CONCITTADINI INNAMORATI DI SKY!)

LA BANDIERA GRIGIA NON VERRA’ MAI AMMAINATA… PRESENTI SOLO PER LA MAGLIA E PER L’UNIONE SPORTIVA ALESSANDRIA 1912!

NON POSSIAMO COMUNQUE NASCONDERE CHE IL NOSTRO GRUPPO DEVE FARE CONTINUAMENTE I CONTI CON DIVERSI PROBLEMI:IN QUESTI ULTIMI ANNI NON SIAMO STATI IN GRADO DI COSTRUIRE UN SEGUITO DURATURO CHE NON TENESSE CONTO DEI RISULTATI SUL CAMPO SIA PER LE POCHE PRESENZE ALLO STADIO (UNA MEDIA DI 1200 SPETTATORI) SIA PER L’ECCESSIVA FREDDEZZA DEGLI ALESSANDRINI (IL MOTTO “SEMPRE ED OVUNQUE PRESENTI” NON S’ADDICE AD ALESSANDRIA E AL SUO PUBBLICO) SIA PER IL MENEFREGHISMO DI GRAN PARTE DEI RAGAZZI DELLA NOSTRA CITTA’ I QUALI MOSTRANO TOTALE DISINTERESSE PER LE SORTI DELL’ORSO GRIGIO PREFERENDO I PALCOSCENICI DELLE SERIE MAGGIORI (LA PAY-TV,LA VICINANZA CON LA TRIADE TO-MI-GE, 30 ANNI DI SERIE C, IL FALLIMENTO E LA CADUTA TRA I DILETTANTI SONO OTTIMI DETERRENTI PER TENERE LONTANA LA GENTE DAL MOCCAGATTA).

SIN DALLA NASCITA ABBIAMO SVILUPPATO UNA NOSTRA MENTALITA’ CHE SI PUO’ RIASSUMERE NEI SEGUENTI PUNTI:

SOSTEGNO INCONDIZIONATO ALLA MAGLIA ALDILA’ DEL RISULTATO: DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA, IL PRIMO DOVERE DI UN GRUPPO ULTRAS E’ QUELLO INDUBBIAMENTE DI INCITARE SEMPRE LA MAGLIA E DI PORTARE IN TUTTI GLI STADI I COLORI DELLA PROPRIA CITTA’.

POLITICA FUORI DAL GRUPPO: SECONDO NOI LO STADIO E’ UN LUOGO ESCLUSIVAMENTE RISERVATO PER VEDERE UNA PARTITA (O AL MASSIMO PER SENTIRE UN CONCERTO….) E QUINDI,BENCHE’ ALL’INTERNO DEI SUPPORTERS CONVIVANO DIVERSE ANIME POLITICHE , NON FACCIAMO RIFERIMENTO IN CURVA A NESSUNA IDEOLOGIA.

TIFO SENZA ESASPERAZIONI: ALLO STADIO PENSIAMO SOLO AD INCITARE LA SQUADRA CON I CORI,LE BANDIERE,GLI STENDARDI,I FUMOGENI E SOPRATTUTTO IN MODO SCANZONATO E DIVERTENTE,SENZA LE ESASPERAZIONI DEL CALCIO E DEL TIFO MODERNO.

NO ALLA VIOLENZA: SIAMO CONTRARI ALLA VIOLENZA NEGLI STADI E NESSUN ESPONENTE DEL GRUPPO SI E’ MAI MACCHIATO DI ATTI TEPPISTICI CHE ESULANO DALL’ATMOSFERA GIOIOSA DEL STARE TUTTI INSIEME A SOSTENERE I COLORI DELLA PROPRIA CITTA’; CIO’ NON TOGLIE CHE PER NOI VALE IL MOTTO “RISPETTO PORTA RISPETTO” PER CUI SE VENIAMO PROVOCATI NON CI TIRIAMO INDIETRO.

AUTOFINANZIAMENTO: IL NOSTRO GRUPPO SI BASA SU UNA TOTALE INDIPENDENZA ECONOMICA PER CUI NON CERCHIAMO MAI CONTRIBUTI SOTTO FORMA DI BIGLIETTI, DENARO ED AGEVOLAZIONI DA PARTE DELLA DIRIGENZA. TUTTO QUELLO CHE FACCIAMO E’ FRUTTO DEL SACRIFICIO DEI RAGAZZI DEL GRUPPO OPPURE TRAMITE COLLETTE IN CURVA,VENDITA DI MATERIALE E TESSERE; PREFERIAMO MAGARI FARE MENO COREOGRAFIE RISPETTO AD ALTRE CURVE MA ALMENO CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE SIA FRUTTO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DEI NOSTRI SOLDI. QUESTO RAPPRESENTA ANCHE UN MOTIVO PER CUI, IN UNO SCENARIO DI CONTESTAZIONE A SOCIETA’ E SQUADRA, COERENTEMENTE NON DOBBIAMO GUARDARE IN FACCIA A NESSUNO (LA VICENDA SPINELLI NE E’ LA PROVA PIU’ LIMPIDA).

NESSUN CORO PER I SINGOLI GIOCATORI: DOPO LA COCENTE DELUSIONE DEI PLAY-OFF DI C2 STAGIONE 2001/2002, IL GRUPPO HA DECISO DI SMETTERLA CON I CORI DI SOSTEGNO PER I SINGOLI GIOCATORI, DEDICANDOSI ESCLUSIVAMENTE A SOSTENERE LA MAGLIA GRIGIA E L’U.S. ALESSANDRIA A PRESCINDERE DA GIOCATORI, PRESIDENTI E DIRIGENTI.

TRA LE NOTE POSITIVE DEI SUPPORTERS ALESSANDRIA SEGNALIAMO UN SITO INTERNET AUTOGESTITO www.supporters1999.it ED UNA SEDE AUTONOMA (APERTA OGNI MARTEDI’ E VENERDI’ SERA DALLE 21:00) MA SOPRATTUTTO UNA GRANDE PASSIONE PER I GRIGI E LA GRADINATA NORD!

PER QUALSIASI COMUNICAZIONE……..

supporters1999@libero.it

FONTE .. SITO SUPPORTERS 1999 ALESSANDRIA

BENEVENTO: PISANU IN CITTA’, GLI ULTRAS MANIFESTANO, MOMENTI DI TENSIONE

28 Marzo 2006 2 commenti

BENEVENTO: ieri sera alle 19.30 il ministro degli interni pisanu sarebbe dovuto stare al teatro vittorio emanuele per un comizio elettorale, ma proprio a quell’ora che quasi un centinaio di ultras hanno presidiato la zona aspettando il ministro; tale presidio ha fatttto si che dovessero intervenire le forze dell’ordine per liberare la zona e spostando di un’ora l’arrivo di pisanu che è stato bloccato sull’autostarda visto il clima di guerriglia che si respirava davanti il teatro.
a presidiare la zona quasi un centinaio di ultras in corteo per il centro dellà città tutti raccolti dietro uno striscione che recitava : “GLI ULTRAS CONTRO PISANU” e un grosso stendardo con sopra scritto:” NO ALLA 377/01″ all’arrivo del ministro sono dovute intervenire nuovamente le forze dell’ordine per mantenere la calma e per contenere gli ultras che stavano sfondando il cordone per poter arrivare direttamente dal ministro, sono state accese un paio di torce e numerosi cori contro il ministro sono rimbombati per il centro storico, un agente è rimasto ferito a seguito di una carica, un ultras è stato portato in questura perchè era riuscito a passare il cordone e trovatosi faccia a faccia col ministro gli ha urlato :” ministro non possono pagare solo gli ultras!! vogliamo anche i nominativi sulle divise!!!”

ORA E SEMPRE A.C.A.B.