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Archivio Aprile 2006

CURVA MARE TERRACINA…LA STORIA

29 Aprile 2006 Commenti chiusi


Tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta nasceva negli stadi italiani un nuovo fenomeno, il tifo organizzato.
I tifosi non si incontravano più solo la domenica durante la partita, ma già durante la settimana si radunavano nei bar, club e persino dai barbieri per organizzare le trasferte e le coreografie per la successiva gara.

Nel luglio del 1977 anche a Terracina nacque il primo gruppo organizzato col nome di ” Commandos Tiger’s”.

componenti di questo gruppo venivano prevalentemente dal quartiere cosiddetto delle “Capanne”, ma si contavano anche parecchi ragazzi della “Marina”.
Per le strade di Terracina, quando i Commandos si recavano allo stadio, era sempre festa: striscione davanti e corteo di bandiere e tamburi al seguito.

Coma dimenticare la storica trasferta di Velletri o i primi rudimentali fumogeni che ci imbrattarono i vestiti, i capelli e la pelle o i numerosi bandieroni tra i quali spiccava quello con al centro un grosso cuore biancoceleste.
Questi ragazzi gettarono le basi del tifo a Terracina, ricevendo i complimenti da tutte le altre società calcistiche per l’organizzazione e l’attaccamento alla squadra.
Il loro principale sogno era di veder realizzare, nello storico stadio “B. Matthias”, una curva che avevano persino battezzato prima del nascere, con il nome di “Curva Mare”.
Purtroppo qualche politico troppo frettoloso, al posto dello stadio e della nuova curva, preferì costruire un enorme edificio, sistemando sicuramente molte famiglie, ma lasciando una città senza sport e senza attrezzature per molti anni.
Costretti a seguire la squadra a Borgo Hermada i Commandos non demordevano continuando ad incitare il Terracina per altri quattro o cinque campionati, fino a che, vuoi per la lontananza dello stadio, vuoi per la retrocessione della squadra, il gruppo pian piano si sciolse.
Nel 1985 durante una trasferta a Formia, da una cestola dei Commandos si formò un nuovo gruppo, i “Blue White Korps”.

Questo gruppo, ancora presente in curva con il nuovo striscione “Vecchio Korps”, è stato la colonna portante di tutte le iniziative proposte dalla tifoseria terracinese dal 1985 ad oggi.

Indimenticabile resterà la coreografia presentata nella partita contro il Formia nel 1986.
Nel 1989 con l’avvento del nuovo assetto societario, e con il cambio generazionale, cominciarono a crearsi nuovi gruppi che nel 1990 fecero le loro prime apparizioni nella nuova “Curva Mare” del nuovo stadio di San Martino.
Dal Viale della Vittoria arrivarono “Quelli del Banco”,
nome derivato dal luogo di ritrovo del gruppo (ex Banco di Roma), che successivamente si trasformarono in “Boixos”.
Questo gruppo era ed è considerato tuttora l’elite del tifo terracinese.
I “Boixos” si distinguono per la loro costante attenzione alle mode che si formano negli stadi, e per la meticolosa cura che applicano nel preparare una coreografia o una trasferta.

Altro gruppo nato in quegli anni furono i “Mods” di piazza Garibaldi, che si presentarono in massa per la loro prima uscita nella trasferta di Itri.

Questi ultimi due gruppi insieme ai “Blue White Korps” organizzarono tutte le trasferte di quei due splendidi anni in cui la squadra rimase imbattuta tra il 1989 e il 1991.

Il 21 aprile 1990 da piazza Mazzini partirono dieci autobus e un’infinità di automobili per seguire la squadra in quel di Marino: su “II Tempo” scorreva un titolo a nove colonne: “La carica dei settecento”.
Pochi potevano immaginare che da lì a due mesi si potesse addirittura quadruplicare il numero dei sostenitori al seguito, in occasione dello spareggio di Isola Uri con lo stesso Marino.
Il raduno alla spiaggia di levante dei numerosi autobus fu memorabile, qualche diffidente che assistette alla partenza della carovana, disdì i propri impegni per seguire la squadra in Ciociaria con l’automobile.
Con il salto di categoria aumentò l’entusiasmo sia perchè le formazioni da affrontare si chiamavano Sora, Frosinone o Trapani, sia perchè lo stadio di San Martino si andava sempre più riempiendo.
Il culmine lo si raggiunse con la coreografia presentata nella partita con il Sora, che lasciò sbigottiti anche i tifosi della squadra ciociara, i quali difficilmente rivedranno qualcosa di simile anche tra i professionisti.
Da ricordare anche le trasferte di Frosinone, di Colleferro e di Anzio raggiunto per l’occasione in treno.
In quegli anni ci fu anche un tentativo di riunire i tre gruppi sotto un unico striscione, e così nacque la “Legione Anxur Curva Mare”,

che andò avanti per un paio d’anni, fino a che i vari gruppi non rivendicarono la propria autonomia.
Nel dicembre del ’94 in occasione della semifinale di Coppa Italia, in Curva Mare apparve per la prima volta lo striscione del gruppo i “Fellows”.
Questi ragazzi, per lo più giovanissimi, in quegli anni sono stati molto attaccati alla squadra e l’hanno seguita ovunque. Oggi i “Fellows” si sono trasformati in “Ultras” con un nuovo striscione e molta più esperienza.

Il 21 maggio 2000 giorno di Terracina-Ebolitana, incontro che sancì la permanenza della squadra pontina in serie D dopo una netta vittoria per 3 a 0 sui campani, naque l’ultimo gruppo della Mare i “Supporters”.

Stanchi di gravitare in curva da cani sciolti, “I Ragazzi di BUM” (nome del negozio vicino al loro luogo di ritrovo), decidono di fondare il gruppo per identificarsi dietro uno striscione per seguire insieme le sorti del Terracina Calcio. Apolitici e seguaci del tifo stile anni ’80, i Supporters fanno la loro prima comparsa nella trasferta di Tivoli il 17 settembre 2000, da allora lo striscione è stato sempre presente al fianco dei Tigrotti.
La tradizione della Curva Mare grazie a questi nuovi gruppi è garantita per molto altri anni, in attesa delle nuove generazioni.

FONTE .. CURVA MARE TERRACINA

IN 400….. A 500 KM ……ALLA CONQUISTA DELLA D

28 Aprile 2006 9 commenti


Probabilmente sara un po banale visto che quello successo lo scorso 12 giugno 2005 l’hanno seguito e vissuto tutti, ma realmente non tutti i 400 presenti a Riva del Garda l’avranno vissuto cosi’ come tutti noi che c’eravamo non solo li ma anche contro il Trigno Celenza o il Fara San Martino (senza offesa per nessuno). I gol di Correa e Parmigiani valsero nella trasferta trentina la serie D, la gloriosa serie D, quella dei 17 anni consecutivi della mitica Pennese e da cui i biancorossi ma soprattutto l’intera Penne in generale mancava da ormai nove lunghissimi anni. La trasferta di Riva inizia sette giorni prima, quando gli uomini di Camplone non riescono a sfondare il muro difensivo imposto a Penne dalla Benacense che riporta a casa lo 0-0 sperato; neanche il tempo di ripensare alla gara disputata che tutti gli sportivi sono proiettati a quella trasferta a Riva del Garda, troppo importante per mancare, troppo importante per preparare come una trasferta normale. C’e’ chi parte dal venerdi (come il sottoscritto ed altri sette) per passare un fine settimana sul Lago, c’e’ chi la mattina presto della domenica sugli autobus allestiti per l’occasione, fatto sta che 400 pennesi si ritrovano quel glorioso 12 giugno in Trentino. Impossibile scordare l’entusiasmo facilmente respirabile nell’aria, una tribuna per 3/4 colorata di biancorosso nonostante gli oltre 500 km che separano Penne dal centro trentino,per un traguardo che la Penne sportiva aspettava da tanto, troppo tempo. Dalle tante amarezze vissute nel corso degli anni, dalla sconfitta di Teramo nello spareggio con l’Osimana, del successivo ripescaggio vanificato poi con un’altra stagione balorda (’95-’96) conclusa con la sconfitta di Monterotondo che ci costo la retrocessione matematica, dando mestamente l’addio alla categoria con la sconfitta di misura nell’ultima giornata con la Narnese. Nel corso degli anni tanti dispiaceri, la finale di Coppa Italia persa con il Luco, ma soprattutto il punto piu’ basso della storia del Penne, toccato in quella giornata di pioggia al Vecchio Comunale in cui Penne e Pianella pareggiarono 1-1, ed in cui ad un tifo costante per i 90 minuti non fece da riscontro l’impegno di determinati “senatori” che ora piu che mai hanno fatto la fine che meritano (calcisticamente parlando) e la rabbia esplosa in una tribuna sempre e comunque passionale. Chi ha vissuto quegli anni, ha poi conosciuto anche la grandissima escalation dei successivi, una serie di grandi prestazioni che sono servite soprattutto come stimolo per il futuro, fare 9 gol al RipaTeatina dopotutto non e’ una soddisfazione come successe in quel campionato ma e’ solo l’inizio della risalita, che passa per il mitico Beppe Donatelli e la sciagurata finale di Mentana per passare alle delusioni (quelle purtroppo a Penne non possiamo mai risparmiarcele) dell’era Mancini, che servono pero’ ad esaltarci ancora di piu’ per la clamorosa rimonta avviata dalla gestione Camplone, la doppia vittoria sull’Atessa, il perentorio 2-0 di Roma contro l’Almas rimpinzato dal 3-0 della gara di ritorno presentano un Penne ormai pronto e maturo per tornare nella categoria che piu’ gli compete, e non per presunzione ma per storia e tradizione. Gia detto della gara di andata con la Benacense, che effetto che fa andare a 500 km di distanza per vedere il Penne vincere e soprattutto vedere le facce stupite e ricevere i complimenti da gente ad evidenza non abituata a vedere certe cose; chi ci chiede se eravamo pescaresi di ritorno da Trieste (Triestina-Pescara) rimarra’ prontamente stupito dal vedere 400 persone farsi 500 km in queste categorie. Questo e’ il Penne, questi sono i pennesi ed il 12 giugno e’ impossibile perdere. Coreografia puntualmente pronta, mega-striscione su cui campeggia la scritta “NON SARAI MAI SOLA”, un tripudio di bandiere e di cori per tutti i 90 minuti di gioco. Il Penne parte subito all’attacco, la Benacense nonostante le buone intenzioni per la gara di ritorno cercando di attaccare deve subito correre ai ripari e cercare di sfruttare il contropiede, ma i biancorossi sono nettamente superiori sotto il punto di vista tecnico e tattico, e dopo le prove tecniche arriva il gol frutto di un cross di Marrone per la testa di Parmigiani, la palla impattata da un difensore rimane in area e Correa come un falco la deposita in rete per l’1-0. Il pubblico vestino esplode, ormai la gara e’ saldamente in mano dei biancorossi, c’e’ un entusiasmo incredibile si gioca praticamente in casa. La Benacense ha l’unico sussulto nella ripresa con un tiro dell’insidioso Ischia ben controllato da Cianci. Per il resto il Penne gestisce, controlla ed affonda definitivamente gli avversari con Parmigiani che dopo aver raccolto un traversone di Panico controlla, manda a farfalle un difensore con un gran finta ed appoggia dolcemente alle spalle dell’estremo locale. Esplode il pubblico vestino, finalmente e’ serie D, tutti a festeggiare tant’e’ che nessuno si accorge che a pochi secondi dal termine Cosa con una gran punizione accorcia le distanze, ma ormai tutto e’ gia fatto. Al triplice fischio finalmente la pacifica invasione di campo, c’e’ chi piange, chi festeggia, ed allora ecco che chi ha saputo soffrire nel corso degli anni finalmente puo sputare via tutta la rabbia e le delusioni, l’adrenalina accumulata, per una vittoria che probabilmente non sarebbe stata cosi’ bella se si fosse vinto direttamente il campionato, puo sembrare strano ma e’ cosi.

FONTE … OFFUSCATI PENNE

VIOLENZE POLIZIESCHE A PIACENZA

28 Aprile 2006 Commenti chiusi

dal vascello, resoconto di un giornalista che riporta I FATTI:

Gentili colleghi
Vi prego di diffondere, nei modi e nei toni che riterrete più opportuni, quanto segue. Credo di essere stato l’unico giornalista presente, almeno in quell’orario, tra la curva e le sue imemdiate vicinanze. Decine di testimonianze orali potranno confermarvi quanto di peggio è accaduto in seguito.

Il resoconto che segue riguarda i fatti successi ieri sera, lunedì 26 marzo, a Piacenza nelle immediate vicinanze dello stadio Garilli tra le 20.30 e le 22.15.
Arrivo con un amico da Milano, non ho i biglietti perché sono riuscito ad uscire dalla redazione dove lavoro solo 1 ora prima dell?incontro. L?intenzione, viste le condizioni imposte dalla legge, è quella di raggiungere il settore dei tifosi di casa. A malincuore, ma per la Cremo ho fatto ben altro in questi ultimi 20 anni.
Arrivo allo stadio dall?autostrada ma i Vigili mi obbligano a dirigermi verso il parcheggio dei tifosi grigiorossi. Spiego che vengo da Milano, che non ho i biglietti e che vorrei acquistarli. Niente. Sono costretto a dirigermi verso la curva ospiti. Non ho il biglietto ma non c?è nessuno che controlla gli ingressi. Nessuna perquisizione, si entra senza biglietti nonostante i fondi pubblici stanziati per la sicurezza e i paroloni sulla prevenzione. La gradinata riservata agli ospiti a Piacenza è simile a una grande gabbia. Interamente costruita in metallo, piena di grate, reti. Un posto assurdo per guardare una partita in tranquillità. Le porte esterne, contro ogni logica umana vengono chiuse dall?esterno. In caso di malori o incidenti ai tifosi nessun addetto alla sicurezza staziona nei paraggi. Siamo in prigione. Tra i tifosi vi sono decine di bambini, donne, anziani…
Finisce il primo tempo, la Cremo perde. Non ce la faccio a stare in gabbia oltre tutto ho fame, non ho fatto in tempo a cenare. Non c?è nessun bar nei paraggi. Ero venuto a vedere una partita di calcio e mi trovo in una situazione paradossale.
Mi accorgo che i cancelli non sono chiusi con il lucchetto ma solo accostati e serrati da una sbarra mobile di ferro. Incredibile ma vero! Aiutandomi con un?astina di ferro recuperata per terra faccio scorrere la sbarra fino a sentire il clac, la porta si apre. Esco. Subito mi bloccano due funzionari della Digos. Mostro il tesserino da giornalista, in una delle rare occasioni della mia vita in cui è davvero servito. Spiego che devo andare un attimo alla macchina, che poi ritorno. Passo il primo sbarramento, stessa esibizione della tessera. Una muraglia di carabinieri in tenuta antisommossa.
La situazione, il numero di poliziotti e carabinieri, l?uso ostentato di manganelli, maschere a gas e i temibili gas lacrimogeni, mi spaventano. Intravedo sguardi quasi sadici, pervasi da un odio mai visto prima d?allora.
Passo il primo sbarramento e arrivo al secondo. Qui c?è la Polizia, saranno in 50. Tenuta antisommossa, ginocchiere, aria spavalda qualcuno mi provoca inutilmente. Gridano ai superiori in forte accento meridionale dai carichiamoli questi stronzi, bastardi, dai entriamo, carichiamo. L?ultimo posto di blocco, il terzo è il peggiore. Fazzoletti calati sul viso, alcuni vestiti da ultras, diversi poliziotti in borghese con l?immancabile radiolina per le comunicazioni. Un poliziotto appena passo sbatte il manganello sui guanti, mi guarda e dice, ammazziamoli questi bastardi, questo nord di merda, senti come gridano?
Credo che quanto ho scritto, e soprattutto quanto ho sentito dalle voci degli amici raggiunti al telefonino oggi, sia una vergogna per uno stato che si crede democratico ma che non è più tale dopo la serata che hanno vissuto ieri un migliaio di cittadini.
L?atteggiamento sadico e la sicurezza dell?impunità sono due comportamenti che un pubblico ufficiale, pagato con i soldi che versiamo noi tutti con le tasse, non dovrebbe mai permettersi di avere, pena il decadimento delle forme di convivenza civile. Proprio come è successo ieri.

Farò tutto quanto è possibile per diffondere quanto visto.

Stefano Mansi
giornalista pubblicista
Ordine della Lombardia”

LETTERA DI UN ULTRAS DATATA 1982

28 Aprile 2006 Commenti chiusi


Ci sarebbe da fare una discussione eterna leggendo queste lettere di Geppo, tifoso romanista, mandata nel 1982 al Guerin Sportivo…chissà quanto già avranno detto gli ultrà al loro tepo. Un ricordo di un calcio e di un tifo che fu.…..

Ciao Guerino, non sono un tuo assiduo lettore, so che esisti e ti stimo. Voglio esprimerti il mio pensiero riguardo una delle cose che spesso ha riempito le tue pagine. L’amore per i colori di una squadra e l’odio per i tifosi della curva opposta. Volendo mi si potrebbe giudicare un antisociale, fuori e dentro lo stadio;
ma nello stesso tempo quando sono in curva nessuno inveisce contro di me;
penso che nella Sud ci si vada soprattutto per amare la squadra e per quanto
male si dica di me (me teppista) non si può non notare l’amore e la passione
verso la squadra.
Spesso ho letto “perchè?”, “chi sono?”, “cosa vogliono?”, domande alle quali
tutti hanno provato a dare risposta, dallo psicologo al poliziotto. Io sono nelle strade, nelle manifestazioni, nelle scuole, nella disoccupazione, nella siringa: io sono nel rifiuto. Ma tutto questo vorrei esserlo fuori dello stadio, credimi Guerino, fuori dello stadio. Ma e’ impossibile. Se vado a Torino mi picchiano, lo stesso a Milano, Firenze, Avellino, Catanzaro.
Non faccio vittimismo, per carità, ma non so fino a che punto conti la sconfitta o la sciarpa al collo, forse contano di più i miei capelli lunghi. Sono un tifoso della Roma, da anni la vedo, la seguo in casa e fuori. Se quest’anno a Catanzaro le ho prese è probabile che il prossimo anno le darò: sono sempre di più gli antisociali, i teppisti. Ho provato (dopo aver prese delle botte) a dire al poliziotto accorso per la rissa che ero un tifoso ma le manganellate vanno sempre a me. Pazienza ormai ci sono, sono “finalmente” un teppista. La sciarpa che ho comprato ora la userò anche per coprirmi il volto.
Quanto vorrei che tu entrassi per dieci minuti nel mio io. Rivedresti con me molti esempi che provocherebbero una reazione per un po’ mentale ma dopo fisica.
Andavo allo stadio per poter gridare al cielo il nome della mia squadra, “qualcuno” mi ha suggerito di restare a casa, ho portato con me anche i miei amici!
Spesso nelle assurde guerre che si scatenano in curva mi trovo davanti un altro “asociale”, stessi capelli, stessa rabbia, ma non parla romano, ha un’altra sciarpa con altri colori.
Chissà…forse un giorno invece di sprangarci ci uniremo, chissà…

SOTTO NELLA FOTO POTRETE LEGGERE LA II° DOPO LE VARIE CRITICHE E OFFESE RICEVUTE DA ALTRI ULTRAS E DA CUCCI ..LEGGETE BENE

LA PRIMA VOLTA

28 Aprile 2006 Commenti chiusi


Non era mai accaduto dalla nascita del movimento! Mai prima di Gaeta gli ultras fondani avevano deciso di assistere in totale silenzio ad una gara del Fondi! Nelle ultime tre stagioni, senza però dimenticare anche buona parte del finale di campionato nell?annata del passaggio dalla Promozione all?Eccellenza, mai si era verificato di imbattersi in un ?frastornante silenzio? sugli spalti da parte dei tifosi rossoblu. Al ?Riciniello? però è accaduto e questo rappresenta senz?altro il dato più significativo della partita, che per la cronaca ha prodotto una nuova sconfitta nei cosiddetti derbies grazie al penalty realizzato dall?ex La Rocca con cui i biancorossi di Stefano Rossi hanno firmato il conseguimento di tre punti importantissimi per la classifica dei gaetani. Davanti ad un numerosissimo pubblico, sotto un solleone da tintarella.

Una gara scialba, accesa a tratti dall?eccessivo nervosismo di alcuni atleti in campo, che i padroni di casa hanno saputo vincere puntando tutto sulla velocità degli avanti Kamara e Maglitto, veri e propri spauracchi per la difesa rossoblu. Molto più avvincente probabilmente lo scrutinio delle Elezioni Politiche che ha tenuto a casa alcuni fedelissimi, pronti però a timbrare nuovamente il cartellino già dalla prossima trasferta romana sul campo della Nuova Tor Tre Teste, ribattezzata per l?occasione ?tottettette?. In un contesto del genere i fondani al seguito hanno preferito la strada del silenzio. Compatti dietro l?immancabile striscione ?Fatevi da parte?, in una lunga e triste agonia domenicale che solo il bellissimo gesto di fine partita del grande Silvio Solimeno e del mitico Rossi-goal ha saputo rendere meno amara e tremenda. Ma c?era da aspettarselo, no?

Da matti pretendere di rivedere in campo la grinta messa in mostra nella gara infrasettimanale con il Morolo, ancora più pretestuosa un?eventuale corsa sotto il settore da parte degli undici in campo, sempre pronti all?applauso ed al complimento ma mai disposti a beccarsi richiami e critiche quando ?non si vince?. Scene di un film già visto, quasi a voler confermare la tradizione che ha segnato i saldi di fine stagione di questi ultimi campionati. Partite della vita miste a prestazioni scandalose, interventi rabbiosi e carichi di adrenalina alternati a forfait o addirittura lisci da dimenticare. Spintoni e risse con alcuni, scuse e ?piaceri? ad altri. Pensate possa essere questa una linea di condotta da grande squadra o si tratta di atteggiamenti da provinciali? Non pensiate possa innescarsi un clamoroso pensiero nelle menti degli spettatori? Come mai così perfettamente bravi col Morolo e così perfettamente scialbi col Gaeta? Come mai tigri e leoni col Formia e pulcini nei derby col Terracina?

Ma lasciamo stare, meglio sorvolare, catalizzando l?attenzione sulla goliardia, sul biglietto fattura emesso dalla società biancorossa, sull?erbaccia che avvolge l?intero settore ospiti del ?Riciniello? e soprattutto sull?argomento della settimana, e cioè lo studio di alcuni esperti secondo i quali il manto sintetico sia cancerogeno! Cancerogeno? Ho capito bene? Sì, hai capito benissimo. E la Federazione apre indagini per scoprire se si tratta di boicottaggi o reali perplessità che possano complicare la già precaria condizione delle strutture sportive nel territorio nazionale. In ballo la salute di atleti e dirigenti, non si scherza signori. Una tegola per la città di Fondi se le prime analisi degli studiosi dovessero confermare la pericolosità dei manti in questione, considerato che solo da Dicembre l?Arnale Rosso è stato messo a disposizione delle società sportive locali e quindi al momento è scarsamente utilizzato. Stesso problema sarà affrontato proprio a Gaeta come a Boville ed Alatri in terra ciociara, con la speranza che nulla possa compromettere in fatto di condizioni di salute per chi ha calpestato queste superfici nel giro degli ultimi mesi. Altrettanto imbarazzante è la diatriba relativa ad una presunta scelta societaria per questo finale di stagione: voci insistenti di corridoio (come pure di Camera e Senato!) parlano di ?fuori rosa? per i giocatori che ?dovessero permettersi di salutare gli Old Fans al termine di una partita o durante una gara dopo la realizzazione di una rete?. Una scelta ben precisa che non ha bisogno di commenti, una conferma, l?ennesima d?altronde, di un modo tutt?altro che elastico e sportivo di operare che sicuramente contribuisce a chiarire le idee a chi ancora nutriva dubbi sulla reale incompetenza di alcuni soggetti ad occupare incarichi e ?poltrone?. Ma va bene così, state bene così! Noi speriamo naturalmente che si tratti solo di ?dicerie?, magari di parole buttate lì da qualcuno che vuole aizzare polemiche e contestazioni, aspettiamo perciò chiarimenti, smentite, prove che possano dimostrare il contrario di quanto giunto alle nostre orecchie.

Certo che questi male informati la dovrebbero smettere di mettere zizzania, noi ci vogliamo tutti un gran bene, ognuno di Noi rispetta l?altro, ognuno di Noi conosce i propri diritti e doveri e non mancherebbe mai di dialogare serenamente con l?altro, figurati se ?senza dire nemmeno una parola finiamo per essere liberamente insultati sotto gli occhi delle Forze dell?Ordine?. Siamo sicuri che c?è stato un piccolo fraintendimento e che, fin da Domenica, i giocatori verranno tutti a salutarci al termine dell?incontro con il Tor Tre Teste, guidati da allenatore e staff tecnico, per poi lanciarci addirittura le magliette in occasione dell?ultima gara casalinga dell?anno in programma per il 30 Aprile all?Arnale Rosso al cospetto della Viribus Cisterna Montello dell?ottimo Pellucchini. Scommettiamo che sarà così? Noi ci mettiamo 5 mila Lire, ops, dimenticavamo? l?era è passata, allora facciamo 3 Euro. Strano e surreale però tutto quell?assordante silenzio, vero? Forse sarebbe il caso di rendersi conto di una cosa: rispetto genera rispetto, chi semina vento raccoglie tempesta, fiorin fiorello l?amore è bello vicino a te? potremmo continuare a lungo, i postumi della Pasquetta ci hanno ricaricato ben bene?

FONTE … ULTRAS FONDI

GOLIARDIA ALLO STATO PURO!

27 Aprile 2006 3 commenti


Sinceramente era da molto tempo che non mi divertivo come oggi, e sicuramente la gita in campagna, pardon, la trasferta odierna di Forcoli rimarrà negli annali, ma non perchè sia stato un’esodo (tutt’altro) o perchè il tifo sia stato dirompente, ma perchè finalmente tra noi ULTRAS CECINESI oggi si è finalmente respirato il buon vecchio spirito goliardico che ci ha contraddistinto e ci ha fatto apprezzare ovunque i nostri striscioni siano stati appesi.

Prima però è doveroso ricordare ancora una volta (e non sarà mai abbastanza) GAETANO al quale la G.R.B.’89 ha dedicato uno striscione e diversi cori, che vanno ad unirsi a quelli cantati a squarciagola e con sincera commozione ieri a Firenze al fianco dei fratelli DRUGATI LEBOWSKI in occasione del loro derby contro la Sancat; sono sicuro che GAE da lassù continuerà a sostenere i GRIGIONERI ed anche l’ A.S. CECINA che lui aveva eletto a sua secondo amore dopo il LEBOWSKI.

Oltre ai soliti cori di sostegno all’A.S. CECINA e di fiera appartenenza alla nostra città, oggi ci siamo sbizzarriti con cori goliardici di ogni specie, anche se trionfa su tutti il rutto collettivo fatto da tutto il settore all’unissono con paurosa perfezione, un sincronismo inquietante ben guidato dall’1,2,3 del lancia-cori!

Indescrivibile l’espressione di paura dipinta sul volto dell’allenatore del Forcoli (noi eravamo dietro la sua panchina), quando stavamo per abbattere la rete di recinzione dopo che un giocatore locale ci aveva rivolto un gestaccio, e lo stesso allenatore amaranto si è girato verso di noi per chiederci scusa più di una volta a nome del giocatore, che comunque a fine gara è venuto a scusarsi di persona.

Inutile raccontare dei litri di birra seccati soprattutto dal trio BLIXA-ACAB-EDDIE, e dello show di MP quando è entrato nel giardino della casa confinante col “settore ospiti” dello “stadio” forcolese, oltre al giro di campo fatto in macchina al nostro arrivo, infatti abbiamo trovato un cancello aperto (forse per l’ambulanza) che portava dritti all’interno del campo di gioco, ed era troppo invitante l’ occasione per non sfruttarla!Anche li facce indescrivibili dei giocatori che si scaldavano in campo e dei pochissimi spettatori già presenti allo “stadio”.

A fine gara tutti alle proprie auto alla ricerca della via di casa. Che giornata, e quante risate, sempre e comunque nel puro stile ULTRAS, sensazioni che seduti in poltrona davanti alla TV non si potranno mai provare!

FONTE … OMINO DI FERRO

FINALE CON I BOTTI!

27 Aprile 2006 1 commento


Quattro a zero e tutti a festeggiare, nella convinzione che il campionato di Terza Categoria non ci dovrà più appartenere. Abbiamo già dato.
Abbiamo dato molto in questa stagione, stagione regolare che è finita tra i fuochi d?artificio al ?Fattori? e le magliette gettate a noi tifosi dai formidabili ragazzi di mister Lelio Petronilli. Oggi la gradinata era peraltro a ranghi ridotti a causa della concomitanza con la serie A (e non è un bene: se l?anno prossimo si gioca di domenica?) ma i Bad Boys c?erano praticamente tutti e hanno fatto il loro, soprattutto nel secondo tempo.
L?inizio gara è stato saluto con fumogeni nerazzurri, da segnalare la presenza di numerose nuove bandiere e dello splendido striscione ?Ultras liberi ? Stop 377/01? posizionato in alto. Tra qualche birra e un po? di goliardia la partita è filata liscia e ci siamo tutti dati appuntamento ai play off, che prevedono trasferte. Se ne parlerà a maggio, quanto prima cercheremo di rendere noti gli avversari, le date e i campi da gioco.
Va ricordato pure che ci hanno fatto visita le troupes di emittenti televisive locali e regionali cercando di strapparci interviste che non abbiamo comunque reso. Ad avvio secondo tempo esposto lo striscione ?Giustizia per Tommy?, applaudito dai presenti. Infine, entrando, abbiamo notato nuove scritte in gradinata: possono anche fare piacere anche se per quanto ci riguarda i simboli politici devono restare fuori dallo stadio, certo è che gli autori non si sono presentati. E hanno fatto male, perché chi viene con noi a cantare è bene accetto. Pazienza?

FONTE … ULTRAS BOYS

DALLA FANZINE N° 3 PIANELLA-ANGOLANA

26 Aprile 2006 Commenti chiusi


Quella con il Pianella, 2 stagioni fa, può essere considerata la “partita perfetta”. Ultima giornata di un campionato esaltante, avvincente, incredibile. Durante il girone di ritorno Piccioni e i suoi giocatori avevano recuperato 8 punti sul Guardiagrele. Disputammo le ultime 2 partite con gli stessi punti della squadra di Anzivino, situazione che ci permetteva di vincere il campionato, ma in un attimo regole secolari cambiarono, e in caso di parità di punti, bisognava ricorrere ad uno spareggio. Ricordo ancora il fermento con il quale preparammo il giorno prima della gara la coreografia allo stadio. Bandiere dappertutto, “sipario” nel nostro settore, striscioni, un manichino con frutta e verdura incorporata! La domenica giocammo sotto una pioggia battente, ma la coreografia fu da applausi. Fumogeni, coriandoli sparati in aria, bandiere e poi noi, più di 100 a cantare, a spingere l’Angolana alla vittoria del campionato. Giocammo bene, eravamo troppo motivati. Segnarono D’Onofrio, Cozzolino, Naccarella! E al gol di Nacca, feci partire un coro, che solo a pensarci mi fa venire i brividi: “Sempre nel cuore, Daniela sempre nel cuore!”, e partì un applauso lungo qualche minuto, indimenticabile. La partita finì 4 a 1 per noi.Poteva essere davvero la partita perfetta ma il Guardiagrele, fortunato fino alla fine, vince al 95 con un gol in mischia. Alla fine della partita tutti i giocatori sfoggiano una maglietta per ricordare Daniela, abbiamo vinto il campionato ma allo stesso tempo lo abbiamo perso. E lo perdiamo veramente il mercoledì seguente, nello spareggio a Chieti, ai rigori. Il sogno che diventa incubo e beffa. La serie D che rimane un sogno, ma solo per un altro anno!

PAOLO C. ULTRASANGOLANO

ULTRAS ENTELLA… ECCELLENZA LIGURE

25 Aprile 2006 Commenti chiusi


Campionato: Eccellenza ligure

Risultato: 0-1

Stadio: “Comunale” di Chiavari

Data: 23.4.2006

Spettatori: 300 circa, di cui 280 circa dell’Entella (circa 40 gli ultras del “Gruppo Storico”) e 20 circa venuti da Varazze (nessun ultras)

Resoconto: a Chiavari arrivano i nerazzurri del Varazze, che stanno lottando disperatamente per evitare i playout, mentre i biancocelesti padroni di casa dell’Entella ormai purtroppo non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, visto che sono al 6° posto in classifica, a -22 dall’Imperia primo e a -18 da Loanesi e Sarzanese, che ora sono seconde a pari merito.
Purtroppo nel girone unico dell’Eccellenza ligure non sono ancora stati introdotti i playoff (ci sono solo i playout per non retrocedere), e quindi conta solo arrivare al primo posto (che vuol dire promozione diretta in Serie D) o al secondo posto (che vuol dire accedere agli spareggi assieme a tutte le seconde dei 28 gironi di Eccellenza che ci sono in Italia).
Gli ultras chiavaresi del Gruppo Storico proseguono nello sciopero del tifo che va avanti da circa un mese, con esposizione dello striscione rovesciato, per protesta contro lo scarso impegno di alcuni giocatori e più in generale della squadra, che ad inizio stagione si pensava/sperava che potesse lottare fino alla fine con Imperia, Loanesi e Sarzanese per arrivare ai primi 2 posti, ma che invece alla fine del girone di andata ha “mollato” completamente e si è fatta staccare nettamente dalle prime 3.
Solo negli ultimi 5 minuti della gara (all’85° circa della partita) il Gruppo Storico fa terminare (provvisoriamente) lo sciopero e scandisce 2 o 3 potenti cori.
Riguardo alla partita, discreto gioco da parte di entrambe le squadre, con l’Entella che nel primo tempo ha 2 buone occasioni per portarsi in vantaggio, ma il portiere del Varazze compie 2 ottime parate; nella ripresa l’equilibrio in campo è evidente e il pari sembra scontato, ma al 70° per un fallo di mani (dubbio) in area, l’arbitro fischia un calcio di rigore a favore dei nerazzurri ospiti, che lo trasformano… nei minuti finale assedio dell’Entella alla porta del Varazze, che però si difende bene e porta a casa i 3 punti.
Ecco la classifica del girone unico di Eccellenza ligure a 2 giornate dalla fine:

CLASSIFICA ECCELLENZA LIGURE, 32° TURNO

Imperia 69

Loanesi S.F. 65

Sarzanese 65
Polis Genova 53
Sammargheritese 48
Entella 47
Ventimiglia 45
Rivasamba 42
Sestrese 41
Corniglianese 39
San Cipriano 39
Bogliasco 38
Pontedecimo 38

Bru Lerici 38
Varazze 37
Busalla 36
Bolzanetese 28

Albaro Athletic Club 13

CI FACCIAMO I KILOMETRI

25 Aprile 2006 Commenti chiusi

ANONIMA FANZINE: 91… CALCIO D’INIZIO

Spazio oggi ad un articolo scritto dal nostro amico Campanilista e tratto dalla fanzine della Curva Mare del Terracina…
Per Smoody: ragazzi di Terracina…

?CI FACCIAMO I KM??
Sciacquetta/Priverno/Sezze

Oggi il mio compito è arduo.
Fatemi capire?io dovrei riportare per iscritto quello che è successo in quel di Priverno in data 09/04/06 (segnatevela perché rimarrà memorabile)?io dovrei fare un articolo che riassuma le emozioni provate quel fatidico giorno. E come si fa? Solo per parlare del look da rockstar albanese di CASASANTA non mi bastano 16 pagine!
Ci provo.
L?assalto alla Sciacquetta era stato preparato dettagliatamente.
Si è cominciato con il tam tam sul web?e questo è stato un errore. Infatti sottovalutando le forze che sarebbero scese in campo si era prenotato per 45 persone, cioè tre tavolate da 15 in rappresentenza dei gruppi della Mare. Si pensava fossero più che sufficienti?poveri illusi! Morale della favola? Nella ignorantissima taverna privernese ci siamo presentati in SETTANTADUE. Alla vista di quell?esercito di disadattati al proprietario è preso un collasso cardiocircolatorio da cui si è ripreso solo dopo aver incassato il conto.
Veniamo alla ? speriamo non tanto ? fredda cronaca.
L?appuntamento è nella solita piazza, per fortuna non al solito orario ed anche questo ha contribuito all?invasione. Le facce sono stravolte?ancora una volta il week-end ha avuto i suoi temibili effetti. L?hangover regna sovrano. Ma, testardi come mai e fedeli alla promessa fatta giorni prima di essere tutti presenti, alla spicciolata arrivano i massimi esponenti del teppismo terracinese. I più non proferiscono parola come pedaggio delle abbondanti bevute del giorno prima?è dura parlare con la bocca impastata. Chi parla invece farfuglia solo delle grandissime cazzate. Ma il protagonista è LUI. Lo smanicato evidenzia le sue terroristiche intenzioni?avrebbe ?gassato? chiunque si sarebbe interposto fra lui e la Sciacquetta. Ci provo io. Raccolgo le forze e lo minaccio: ?Vatta a cagna? se no non magni!?. Lui, forte della sua nuova arma segreta, mi ignora e si presenta nella bettola vestito da integralista kurdo. Le sue performance non finiranno certo lì. Comunque?mi guardo attorno e vedo un?assenza preoccupante: dov?è Via Guido Reni? No, non possono mancare proprio loro che tanto si erano prodigati per la riuscita della giornata. Per fortuna mi sbagliavo?ricevo una comunicazione Ansa che ci informa che un gruppo di 4/5 personaggi scomodi era stato avvistato nei pressi della Sciacquetta già dalle prime ore dell?alba. Bene?sono loro, probabilmente hanno dormito (?) lì!
Insomma ci siamo tutti?SI PARTE. Lì ci accorgiamo delle dimensioni dell?evento. CI SONO DAVVERO TUTTI! Il tempo di organnizzarci e si prende posto. Il proprietario è atterrito! Di certo noi non si fa nulla per tranquillizzarlo. Infatti appena seduti iniziano i fragorosi cori destinati a diventare dei veri e propri boati all?attesissimo arrivo del vino della Sciacquetta. In realtà il vino era un po? temuto. Si narra infatta che il nettare d?uva servito in quella inelegante bettola sia fatto con la temutissima polverina artefice dei più grandi mal di testa della storia dei beoni locali. Per fortuna non è così. Il buongustaio Tattoo/Chicco in una battuta riassume il tutto: ??Stu vine te fa alle guance!?. Verissimo?dopo due bicchieri (detto per inciso, due bicchieri di Casasanta equivalgono a 1 litro e 1/2 di vino) avevamo le guance rosse come i veneti (o tisc-tosc). Più si beve e più si canta. Il povero proprietario tenta di fregarci facendo finta di dimenticarsi di servircene altro. Poco male?Giulietto (che Dio benedica sempre Via Guido Reni) entra in cucina e ne esce solo dopo aver sottratto un fiascone di 5 litri di vino! Capendo che la situazione gli stava sfuggendo di mano il proprietario pretende che il conto venga saldato dopo l?antipasto. Mai scelta fu più giusta.
Il delirante pranzo continua fra cori, scherzi, sfottò, urla, imprecazioni, bestemmie, insulti…ma insomma, SE MAGNA O NO? No?non si mangia! Il primo è stato toccato da pochissimi eletti che avendo uno stomaco in grado di digerire anche la bomba atomica (ve? Padu??) riescono a scofanarsi l?abbondante piatto di strozzapetri. In realtà anche BostonGeorge è stato visto fagocitare un abbacchio intero.
Tra le preghiere dei camerieri che ci supplicano di non continuare a turbare la domenica dei loro clienti arriviamo al momento clou del pranzo: l?arrivo della Cavalletta. Atteso come un centurione al ritorno della campagna gallica si presenta in notevole ritardo. La cricca è in trepidante attesa. Le voci si diffondono?è arrivato! Non appena si avvicina all?entrata?il DELIRO. Un coro così forte non si sentiva dai tempi di Maradona a Napoli. Così forte che anche un duro come il nostro eroe si commuove. Raga??vale la pena di vivere pe? ?ste cose!
Finalmente arriva il momento della partita che non può passare in secondo piano. I terracinesi presenti sono davvero tanti e riempiono tutto il piccolo stadio privernese. Da segnalare anche una sparuta presenza di sezzesi?verranno cancellati dalla nostra prestazione canora. La CurvaMare è in forma e si vede. Coloratissima e fomentatissima. La partita, dopo un inizio incerto, prende la giusta piega. Il giusto finale per questa splendida giornata.
Unica nota stonata un inspiegabile comportamento aggressivo da parte delle guardie che sfocia anche in un piccolo corpo a corpo. Vi risparmio, per ovvie ragioni, i particolari. Dico solo che ancora una volta manifestano tutta la loro inadeguatezza e il loro odio viscerale nei nostri confronti.
LA SCIACQUETTA CONQUISTATA?LA PARTITA VINTA?IL MANGANELLO SOTTRATTO…VIVERE ULTRAS PER VIVERE!
Se non fosse stato per il gol del Morolo al 91° sarebbe stata la più bella giornata ultras da cinque anni a questa parte. Vabbe?, pazienza?la perfezione non è di questo mondo e soprattutto non è di Terracina.
UN IMMENSO GRAZIE AI 72.

Modernista

FONTE .. CASUAL LIFE