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Archivio Gennaio 2007

Sindelar, il calciatore che rifiutò la svastica

31 Gennaio 2007 2 commenti


Per quanto lo si voglia caricare di ulteriori significati, il calcio resta un gioco. Non ci dovrebbe essere differenza tra lo spirito che anima i ragazzini all?oratorio ed i giocatori affermati che si affrontano in stadi ricolmi di gente. Eppure può capitare che questo gioco, specie in periodi di grande drammaticità, trasmetta valori che vanno ben al di là della semplice contesa sportiva. Matthias Sindelar è uno di quei calciatori destinati a segnare un?epoca. E? soprannominato ?Cartavelina?, per la sua figura slanciata e sottile, ma a renderlo celebre sono le eccezionali doti tecniche, una finta ubriacante abbinata alla rapidità nel farsi trovare pronto e la precisione sotto porta, tanto da meritarsi l?altro appellativo di ?Mozart del pallone?. Matthias tocca il vertice della carriera negli anni trenta, nell?Austria che ha appena perso la sua indipendenza per diventare un?appendice della Germania nazista. I suoi numeri e quelli del ?Wunderteam? sono impressionanti: in circa due anni la squadra guidata dal leggendario Hugo Meisl colleziona dodici vittorie, due pareggi e due sconfitte, segnando 63 reti e subendone soltanto 20. Sindelar, già in odore di mito, realizza 27 goal. Le cronache dell?epoca gli attribuiscono imprese eccezionali, come quella messa in atto contro l?Inghilterra, quando Sindelar anticipa di oltre 50 anni Maradona partendo dalla metà campo e dribblando chiunque tentasse di marcarlo. Doppio dribbling finale e palla in rete. Dopo quella partita diversi club europei gli offrono cifre da capogiro, ma il fuoriclasse preferisce rimanere nel suo club, anche se l?aria intorno agli ebrei inizia a farsi pesante. Adolph Hitler vuole che la nazionale austriaca e tedesca diventino una cosa sola, ed organizza un?amichevole per celebrare questa unione. Sindelar, di origini semite, gioca una grandissima gara e da solo ottiene la vittoria. Al novantesimo non si accoda agli atleti impegnati nel saluto al Fuhrer, ma tra lo sbigottimento di tutto lo stadio va sotto la tribuna tenendo alzato il pugno sinistro. In seguito si sarebbe sempre rifiutato di indossare la maglia con la svastica sul petto, ponendo fine, di fatto, alla sua attività agonistica. L?Austria Vienna, la squadra con cui ha vinto due volte l?equivalente della Coppa Campioni, viene epurato dei dirigenti di fede ebraica, e lui si fa volontariamente da parte adducendo i continui problemi al ginocchio destro. Viene trovato morto, in circostanze mai chiarite (ufficialmente un suicidio), nel suo piccolo appartamento di Vienna agli inizi del 1939. In tempi normali portare la politica nello sport non corrisponde ad un atto sensato. Ma all?alba di una tragica era per l?Europa, il gesto di Sindelar mostra un impegno civile ed una passione che fanno gridare di commozione di fronte ad un simile uomo. Il 23 gennaio, ricorrenza della sua morte, come da molti anni a questa parte una folla commossa si è radunata nel cimitero di Vienna dove è sepolto il più forte giocatore austriaco di ogni tempo. Campione nel calcio, campionissimo nella vita.

il clan

IL VOSTRO IMPEGNO NON MERITA 90 MINUTI DI SOSTEGNO

30 Gennaio 2007 1 commento


Il Fano torna alla vittoria dopo un mese, contro un Riccione in piena crisi societaria e senza lo stesso organico della partita di andata. La squadra granata dopo essere andata meritatamente in svantaggio, pareggia il conto con Marolda e nel secondo tempo dilaga con un’altra rete di Marolda e altri due gol di Omiccioli e Marinelli, tuttavia non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi, considerata la pochezza della squadra ospite, supportata comunque da una trentina di tifosi romagnoli in protesta contro la società.

I Panthers in questa occasione manifestano il loro disappunto contro la società e la squadra, restando in silenzio nei 90 minuti di gioco e tifando nei 15 minuti dell’intervallo e nei 15 minuti dopo il 90°.

PANTHERS FANO

ULTRAS BERGAMASCHI ASSALTANO PULMAN CATANESI

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Dopo il match assalto ai pullman dei catanesi:
quattro ultrà arrestati, sei poliziotti contusi

Quattro tifosi arrestati, sei poliziotti contusi. È il bilancio della guerriglia che si è scatenata in via Baioni (qui a lato nella foto che ci è stata inviata da un lettore) dopo la fine della partita.

Lungo la strada che porta dallo stadio verso il centro e l’autostrada si è appostato un gruppo di un centinaio di ultrà nerazzurri: da un vicino cantiere i teppisti hanno preso sassi e tondini di ferro, con i quali hanno atteso il passaggio dei tre pulman che portavano i tifosi catanesi.

Il terzo è stato bloccato: ci sono stati momenti di tensione, culminati con una carica della polizia che ha lanciato lacrimogeni. Le forze dell’ordine, proprio in questa occasione hanno arrestato tre persone, tutte di Alzano Lombardo: due 21enni e un 30enne che ora dovranno rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e violazione delle norme di sicurezza degli stadi.

Prima del match era stato arrestato anche un 25enne di Bergamo che era allo stadio nonostante una diffida

Stile Casual de "li Tozzi Romani" anni 80!

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un vecchia “filastrocca” dai potenti poteri evocativi. La filastrocca e tutto ciò che vi era collegato, mi conferma una volta di più l’originalità del tifoso ultrà(s) italiano e romano che ben poco ha da invidiare alla cosiddetta “casual culture” britannica. Lungi da me da ritenere “perfida” l’Albione d’oltremanica, vorrei partire con questo post per ricordarci come andavano vestiti i “tipi da stadio”. Intanto ecco la filastrocca:

“GIUBOTTI SCHOTT E RAY-BAN SCURI,
MITICHE SCRITTE LASCIATE SUI MURI,
MARRONI LE CLARK CON CHIARA LA SUOLA
SOTTO NASCOSTA UNA LUNGA PISTOLA,
AI PANINARI JE FAMO LI BOZZI
SEMO DE ROMA SEMO LI TOZZI…”

La filastrocca riguardava i “tozzi” di Roma che si contrapponevano ai “paninari” di Milano. Erano gli anni ’80, e i “pischelli” indossavano Levi’s 501 rigorosamente “calati” con le Clark ai piedi (marroni, tortora, verde bottiglia le tonalità ammesse), le cinture con fibbiona El Charro, i maglioni della Marina Yachting o Paul & Shark, il piumino della Ciesse o il mitico giubbotto di pelle, modello aviatore, della Schott. E allo stadio? Allo stadio soprattutto nel dopo-paparelli quando al Cucs vennero tolti i tamburi e fatto cambiare striscione, si doveva inventare un modo per togliere lo sguardo di dosso dal momento che il caso paparelli gettava occhi indiscreti negativi sul commando ultrà curva sud. Chi stava nella cerchia del cucs, per esempio, fece propria la filastrocca di cui sopra e poteva essere riconosciuto proprio per quella divisa: Ray-Ban scuri, giubbotto Schott, Clark, Levi’s 501. E nel Commando cosa succedeva? Anche se Nel Commando inizialmente lo stile era più eterogeneo, meno legato questo originale stile casual romano e soprattutto più caratterizzato nei primi anni della fondazione che dopo: borse di cuoio di Tolfa, qualche capello lungo più del solito, giacche militari abbinate alla kefiah palestinese e di nuovo le Clark, quelle chiare…

TARANTINI..UNA DOMENICA DI GUERRIGLIA!!!

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Tarantini seminano il panico in tutto il centro sud.
Come emerge dal sito www.salernonotizie.it, secondo indiscrezioni non confermate, pare che alcuni incidenti si siano verificati durante il tragitto che conduceva i sostenitori della Salernitana a Gallipoli in una domenica che prevede per le squadre campane incroci con compagini pugliesi. Da alcune indiscrezione pare che un autobus che trasportava gli ultras granata sia stato colpito dal lancio di alcune pietre da parte di tifosi del Taranto che si recavano a Cava de? Tirreni. Sullo stesso percorso tra l?altro hanno viaggiato anche i tifosi dell?Avellino la cui squadra è di scena a Manfredonia.
Secondo la rete Tv Studio 100, la Basentana era completamente blindata, moltissimi gli autogrill chiusi.
A Cava dei Tirreni scontri tra ultras tarantini e forze dell’ordine

GIANLUCA COMBATTE!!!

29 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Una storia che nessuno vuole raccontare. L?hanno ribattezzata così negli ambienti partenopei la brutta avventura di Gianluca C., 25 primavere, per giorni e giorni in coma farmacologico perché colpito in pieno volto da un lacrimogeno sparato dalla Polizia prima dell?incontro di calcio Pescara – Napoli giocatosi lo scorso 26 Novembre. Una vicenda scomparsa però dai giornali e dall?attenzione dei media in un attimo! Purtroppo per i censori, ci hanno pensato diversi video girati dai sostenitori campani al seguito a documentare il triste accaduto: durante il tragitto verso lo Stadio ?Adriatico? gli ultras partenopei vengono continuamente provocati dalla Polizia e dai tifosi avversari. Gli scontri sono allora inevitabili, e scoppiano a pochi passi dall?impianto di Via Pepe. Il bilancio parla di undici feriti, uno di questi finisce in coma. Un pomeriggio di guerriglia urbana a Porta Nuova, tra lo Stadio e la zona del Tribunale. Per cinque ore, prima e dopo la partita. I primi segnali di tensione già nella tarda mattinata, con un gruppo di partenopei giunti intorno alle ore 12,30 nell?area dell?Adriatico, con largo anticipo rispetto all?orario d?inizio della gara fissato per le 16,00. Ad attenderli gli ultras di casa, presenti e pronti a dar loro il benvenuto, muniti di spranghe, bombe carta ed ardimenti rudimentali. In particolare si segnala un?aggressione degli ultras locali ai danni di un gruppo di pochi supporters ospiti all?interno di un supermercato, mentre in un?altra imboscata a farne le spese è un operaio senegalese intervenuto a difendere alcuni napoletani presi di mira nei pressi di un cantiere. Questa la cronaca reperita. Sarà vero?

Manca un?ora all?ingresso delle squadre in campo quando parte l?assalto ai cancelli della Curva Sud da parte di 700 tifosi napoletani. Si trovano davanti un cordone di poliziotti, carabinieri e finanzieri. Lo scontro è violento, le Forze dell?Ordine rispondono con diversi lacrimogeni, uno dei quali finisce anche dentro lo Stadio, ma alla fine devono cedere all?urto degli ultras. Sembra una classica carica, sembra non ci siano particolari conseguenze ed invece Gianluca viene colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza d?uomo ed a distanza più che ravvicinata da un solerte poliziotto, all?interno dell?Adriatico. Sono i suoi stessi fratelli di curva a richiamare l?attenzione degli operatori volontari di Misericordia e 118. L?ultras ha una vistosa ferita alla testa, viene trasportato d?urgenza in ospedale, dove i medici riscontrano la frattura dell?osso temporale, con emorragia cerebrale. Il giovane è sottoposto d?urgenza ad un delicato intervento chirurgico e nella tarda serata viene ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. Sta per morire un ultras, la sua curva rivive i tragici momenti della scomparsa di Sergio Ercolano, la tensione è alle stelle… L?atmosfera ed il clima che si respirano riportano alla mente i casi di Antonio De Falchi e Vincenzo Claudio Spagnolo, anche se questa volta le responsabilità prendono una direzione diversa. Decisamente!

La repressione negli stadi risulta essere una costante, reprimere gli ultras considerati “i soliti cattivi e violenti”, mentre invece rappresentano una forma di aggregazione sociale del nostro tempo, è una costante delle questure di tutta Italia su direttiva del Ministero dell?Interno. Uso di gas CS, cariche indiscriminate, violenze di ogni tipo che si consumano ogni fine settimana negli stadi della penisola, e vengono prese dalle FdO come palestra di soprusi e sevizie da poter sperimentare con tutta tranquillità lontano dalle attenzioni dei media e ben coperti dalla “caccia al teppista” legittimata a vario titolo dall?opinione pubblica, e dietro cui si cela una sistematica repressione che trasforma gli stadi italiani in teatro di scontri. Ed è stato così anche per Pescara-Napoli, partita che la Questura locale ha trasformato in una carneficina. ?Gianluca in coma farmacologico all?Ospedale di Pescara e nessuno ne parla? hanno urlato i suoi fratelli di curva. La Polizia, dopo gli scontri, parla di “dinamica dei fatti incerta: si dovrà accertare se il giovane si sia ferito cadendo e battendo la testa sulla gradinata o se sia stato raggiunto da un petardo lanciato da altri tifosi partenopei durante gli incidenti che hanno preceduto l?inizio della gara”. In realtà dai primi soccorsi appare evidente che ciò che ha colpito Gianluca è un lacrimogeno, lo testimoniano gli stessi medici del nosocomio abruzzese. Il silenzio sembra cadere sull?episodio mentre Gianluca lotta tra la vita e la morte in un letto d?ospedale e nessuno si preoccupa di ricercare il poliziotto che gli ha sparato un lacrimogeno in faccia. Intanto viene presentata un?interrogazione parlamentare sulla vicenda, da parte di alcuni deputati del Prc (è giusto e doveroso segnalarlo): si chiede al Ministro degli Interni di fare luce su questo gravissimo episodio che potrebbe costare la vita ad un ragazzo di appena 25 anni. Nelle curve d?Italia, e non solo, si moltiplicano le testimonianze di solidarietà e sostegno al giovane ultras napoletano e la sua curva scrive, tra gli altri striscioni, una frase molto significativa: ?GIANLUCA IN COMA… PONZIO PILATO VIVE ANCORA… la verità è altrove!”. Bisogna aggiungere altro?

Dopo tredici lunghissimi giorni Gianluca si sveglia, la sua curva torna a sorridere, i fratelli Cannavaro e Gautieri contribuiscono alle spese del caso e si stringono alla famiglia del ragazzo. Le istituzioni se ne fregano altamente, così come le due società di calcio per così dire toccate dall?accaduto, e la rabbia della gente chiede a gran voce verità e giustizia. Un blogger napoletano scrive: ?Il dubbio che mi pervade è questo: può rimanere impunito un appartenente alle FdO che causa, non si sa ancora se per errore, lo stato di coma e forse danni permanenti ad un giovane di venticinque anni? Può un tutore della legge nascondersi con grande viltà e non assumersi la responsabilità di un reato che ha commesso nell’esercizio delle proprie funzioni? Ad oggi infatti le FdO negano che l’incidente sia stato causato dallo scoppio di un loro lacrimogeno, al contrario però delle testimonianze che sono state rese dai presenti. Questa storia mi ricorda, sotto alcuni aspetti, alcune tragiche vicende che in passato hanno visto protagonisti le FdO, le quali a volte hanno letteralmente abusato del loro imperio? la morte del giovanissimo Federico Aldovrandi ad esempio, causata, a detta di un teste al processo, da traumi originati da colpi mortali inferti sul giovane dalla Polizia a seguito di una perquisizione?.

Intanto il nuovo anno pare aprirsi con due notizie positive. La prima è che Gianluca è tornato a seguire la sua fede e qualche settimana fa ha raggiunto addirittura il suo Napoli durante gli allenamenti su invito del Dirigente Marino. Il venticinquenne è tornato da tempo nella sua Brusciano e lentamente, con l’ausilio di un logopedista, sta riacquistando la capacità di parlare. Un processo lento, ma che procede senza alcuna complicazione, così come la fisioterapia per il recupero della mobilità degli arti superiori e inferiori. E mentre l’avvocato civilista della famiglia C. ha citato per danni Prefetto di Pescara e gestori dello Stadio Adriatico, la madre del 25enne si prepara all’interrogatorio. ?Voglio sapere chi ha ridotto così mio figlio. È assurdo rischiare di morire per una partita di pallone?. La madre del ragazzo, inoltre, ha sempre negato che il figlio facesse parte di un gruppo di facinorosi e ha ribadito che quel giorno Gianluca era munito di regolare biglietto d?ingresso allo stadio. ?Abbiamo indicato ai magistrati – aveva spiegato il penalista Luigi Sonetti – decine di testimoni, ma finora nessuno è stato ascoltato?. Un appello che, nel frattempo, sembra aver trovato ascolto con la decisione della Procura di Pescara di delegare lo svolgimento delle indagini alla Digos della Questura di Napoli. Ma anche quest’ultimo passo potrebbe presto rappresentare un ulteriore punto oscuro dell’intera vicenda. La famiglia C. si chiede perché l’inchiesta sia stata affidata proprio alla Digos, dal momento che le responsabilità del ferimento del giovane sarebbero addebitabili proprio ad agenti di polizia.

La seconda? Dopo i fatti di Pescara-Napoli e dopo l’ennesimo puntuale episodio grave che ormai accade sempre più spesso, come il caso di Paolo, ultras di Brescia, o ancora i casi mai menzionati, che fortunatamente non sono sfociati in tragedia, di altri e numerosi lacrimogeni ad altezza uomo, camionette che puntano persone, pistole tirate fuori e puntate verso noi tifosi, pestaggi gratuiti e via dicendo, si è forse arrivati ad una svolta decisiva per porre fine a questi abusi. I migliori avvocati esperti in materia, che affrontano cause anche in ambito sportivo per così dire o manifestazioni come il G8, hanno siglato un accordo per collaborare nella lotta a questi abusi prima che ne scaturisca un’altra, ennesima, vittima. Una collaborazione alternativa, dove stavolta i filmati e le foto visionati, le cartelle con reparti celere, prefetti e questori più pericolosi e più avversi alle regole esistenti, non saranno esaminati da Forze dell’Ordine ma da questa ?squadra? composta dai migliori legali di varie città italiane, da Milano a Udine, da Bologna a Roma, da Napoli a Reggio Calabria. “Il nostro non è un accanimento, ma solo una forma di prevenzione per evitare altre tragedie” dice uno dei fondatori di questo progetto, aggiungendo: “Purtroppo puntando tutti gli occhi sugli ultras e sui teppisti si è fatto in modo che le Forze dell’Ordine agissero a proprio comodo, dato che la metà dei loro interventi è contro ogni forma di legge penale e civile. Non è cosi che si tutela l’ordine pubblico per cui vengono retribuiti e per cui prendono anche straordinari. La nostra lotta comincia da domenica, dove per ogni partita calda, come può essere un Lazio – Livorno o un Atalanta – Roma, saranno presenti dei nostri operatori pronti a filmare ogni tipo di abuso grave o meno grave”. Un?iniziativa lodevole che speriamo ponga fine a queste tragedie.

OLD FANS FONDI

IMPORTANTE: PER TUTTI GLI UF

29 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Urge assolutamente organizzare al più presto una riunione generale per discutere sulla complicata situazione che sta attraversando l’intero tifo Frascatano (non solo il nostro gruppo), la quale ha portato ai fatti che tutti noi conosciamo…

Bisogna discutere faccia a faccia su cosa non va bene e cosa deve andar bene…individualmente!

Per quanto riguarda gli UF, contattateci in mail privata o telefonicamente per farci sapere i giorni in cui sareste disponibili, ai componenti degli altri gruppi ci pensiamo noi.

SALVIAMO IL TIFO FRASCATANO ; TORNIAMO AD ESSERE COSI’:

ULTRAS FRASCATANI NON OMOLOGATI

GOAL E GOGLIARDIA

29 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Ci corre l?obbligo di dire la verità, come sempre del resto. Questa mattina eravamo partiti da Civitavecchia con la certezza di tornarsene a casa con l?ennesima sconfitta sul groppone. Troppe volte quest?anno abbiamo visto sfilare la via del Mare davanti ai nostri occhi, sulla strada del ritorno, con l?amarezza della sconfitta in bocca: Casal Bernocchi, Dragona, Centro Giano. Ostiantica, luogo del ?Saline? e fortino della terza forza del girone, peraltro in forma smagliante, sembrava la più indicata per proseguire quell?elenco.
Invece ce ne siamo andati con le parole di Patrizio Petronilli nelle orecchie: ?Ragazzi, noi non siamo morti?. E? vero. Che questo alimenti i rimpianti è un altro paio di maniche, siccome viviamo alla giornata (aspettando le telenovele che il palinsesto estivo del calcio civitavecchiese saprà offrirci anche quest?anno) ci accontentiamo e tiriamo un sospiro di sollievo. Il Civitavecchia ha vinto, seconda domenica consecutiva che avviene, aspetteremo i risultati per accorgerci che in classifica siamo sempre là, e resteremo per la forte Ostiantica Saline una bestia nera, avendo ripetuto in trasferta l?exploit della prima giornata di campionato, anche nel risultato: 2-1. Gol, per la cronaca entrambi di fattura pregevole, di Tranzillo; su punizione il primo, su tiro dalla distanza il secondo. Ci sarebbe stata la possibilità di arrotondare approfittando dei contropiede della ripresa, abbiamo invece preso gol, Patrizio Scognamiglio ne ha evitati altri e abbiamo insomma faticato a mantenere un risultato che alla fine abbiamo portato a casa.
E ora sotto con la cronaca ultrà della giornata. Il grosso del contingente nerazzurro parte in treno secondo il cliché già adottato per le trasferte di Casal Bernocchi e Centro Giano, anche se la ?9.04 firm? è stata subito smentita dal cambio degli orari invernali: ora il treno si chiama 9.02. Il viaggio corre via tranquillo e c?è modo di ridere riflettendo sul fatto che spesso la fauna abituale dei treni è talmente abbrutita dalla vita da pendolare da arrischiarsi addirittura di fregare il posto a sedere ad un pericoloso ultrà! Questa volta, tuttavia, la voglia di vivacizzare pirotecnicamente la mattinata al campo ha la meglio sul desiderio di ?Attentato!?, che comunque serpeggerà sulle gradinate qua e là, durante i numerosi decolli del vicino aeroporto.
Giunti al campo i ragazzi del treno si uniscono a quelli delle macchine (tra cui i soliti impagabili esponenti di Brigata Faro e Cv Ultras), ci sono le sezioni Castelli Romani e Tarquinia ma neanche questa volta si arriva a dieci? La voglia di cantare e contestare però c?è e, appunto, si canta e si contesta con buona alternanza. In campo la vecchia pare rivitalizzata, i ragazzi tengono botta e passano una volta, poi la seconda. Non nascondiamo di essere increduli ma facciamo il nostro. L?intervallo ci riserva una fortunata spedizione al bar del campo da parte di due ragazzi che esauriscono le scorte dell?introvabile elisir nero, al secolo caffè Borghetti. Una svolta incredibile. Viviamo il secondo tempo divisi tra il cuore che sospira per la vittoria e il distacco che le tante delusioni di questi mesi consigliano, ma soprattutto goliardando senza posa, dai cori ?Bella città d?incanto? alle macumbe del caso. Ringraziamo la squadra che ci ringrazia e ci salutiamo. Anche il ritorno corre via tra risate indicibili, con il veterano del gruppo che prima abbozza una lap dance al palo del vagine del trenino Roma-Lido e poi dà vita ad altri siparietti esilaranti, voluti o meno che siano.
Per gli striscioni esposti, per il ?settore?, per i fumogeni usati e quant?altro rimandiamo a quanto possono raccontare (sempre poco) le foto. Il bello, diciamocelo, per noi è uno: che in trasferta ci si diverte davvero e sempre. Un motivo in più per esserci, rifiutando le lusinghe di quel cuscino che invece continua ancora ad abbindolare troppi di noi.

BAD BOYS

FIRENZE C5 – A.C. LEBOWSKI

27 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Qualcuno l’ha definitita la “partita degli ex”. Mister Gabriele FABBRI, Marco-Vitamina-Creatina CARNIANI, Ancillotti SFIZIOSO, Alessio TONARELLI, Leo FABBRI (che ci ha condannato alla sconfitta 2-1) e, volendo, altri ragazzi che il grigionero l’hanno o indossato anche per poco (Capitan BRAZZINI) o sostenuto (Matta MEI). Insomma, un pomeriggio particolare, che comincia con il ringraziamento plateale della curva a Gabriele e gli altri ragazzi, attraverso uno striscione – GRIGIONERO PER SEMPRE… GRAZIE MR. FABBRI. Il Mister&CO rispondono regalando alla curva un mazzo di fiori. Poi, ancora grande spettacolo grigionero sugli spalti. Allora, per chi volesse sapere com’è andata la partita, vada sul sito del FiC5 (www.firenzec5.it/TCa11.htm – ci sono anche foto) – per chi volesse leggere le strepitose pagelle di Nick Di Vito www.aclebowski.com e per chi non avesse un cazzo da fare… fermi qua. 35-40 tifosi grigioneri sugli spalti del “Barco”, clima che sembra tornato quello di una volta con nuovi cori, nuove sciarpe, tanto colore, goliardia e nuovo materiale. Accendiamo torce, saltiamo, non ci rendiamo conto di come la partita si stia realmente svolgendo, qualcuno alle 23 di sabato era ancora convinto che avessimo pareggiato. Di certo si capiva che si lottava e questo ci ha galvanizzati (non solo questo a dire il vero). Coriandoli e torce all’ingresso delle squadra in campo, continuo sventolio di bandiere, cori potenti alternati ai nuovi ritmi argentini, piccoli guasti al tamburo (il maiale è provvidenziale), una comunità di recupero che si impegna lateralmente, la graditissima presenza degli amici della VECCHIA GUARDIA RONDINELLA, ai quali dedichiamo un fragoroso RONDINELLA ALE’ che davvero si imbrividiva (GRAZIE!). Insomma, che si sia tornati davvero noi? Lo spirito guerriero di un tempo? Bisogna rifare gruppo, vecchi, nuovi e comunità… perché sabato c’è la SANCAT, e noi sappiamo che questa è la VERA PARTITA, oltre che l’occasione (sul campo) per superarli e chiudere per la prima volta nella storia il girone di andata NON all’ultimo posto. Quindi, servirà una prestazione sugli spalti ancora più bella di quella di sabato. Ricordiamo che dopo il match cena SQUADRA-TIFOSI-SIMPATIZZANTI in località da definire. Più tardi comunicheremo luogo e orario (anche del match).

cliccate qui e ammirate che curva hanno sti splendidi ultras

faccio presente a tutti che la lebowski gioca in terza categoria manco in d esistono tifoserie cosi
complimenti sinceri

SOSTENERE I NOSTRI COLORI, ONORARE LA NOSTRA CITTA?!!

26 Gennaio 2007 Commenti chiusi


TERAMO – Giulianova

Domenica 28 Gennaio 2007 ? ore 14.30 ? stadio ?Comunale? di Teramo

SOSTENERE I NOSTRI COLORI, ONORARE LA NOSTRA CITTA?!!

La prossima partita vedrà il Diavolo impegnato contro il Giulianova. La cosa principale da ricordare una volta per tutte ai tifosi del Teramo è come la rivalità con loro, a livello ultras sia profondamente mutata rispetto al passato. Ciò è dovuto al susseguirsi di comportamenti infami che niente hanno a che vedere con lo spirito ultras e che hanno offeso e disonorato in più di un’occasione. Per questo, come già fatto nella gara di andata dalla netta maggioranza dei Teramani presenti, bisogna assolutamente evitare sfottò del passato che non hanno più significato. L?unico compito di tutti è quello di esprimere con fermezza quello che veramente rappresentano i giallorossi: L?INFAMIA, LA PEGGIOR COSA AL MONDO!! TUTTI devono capire che dedicare loro certi ormai insignificanti sfottò vuol dire mettersi sul loro stesso piano, offendendo in primis se stessi e chi ha pagato in maniera assurda la colpa di essere conosciuto nell?ambito del tifo cittadino (nonostante la sempre più incalzante repressione che tocca il mondo dei tifosi, ci mancava che anche ?presunti ultras? facessero il gioco di chi vuol toglierci dagli stadi?). Sicuramente il campanilismo esistente tra le due realtà è incancellabile, ma bisogna viverlo con la giusta coerenza e con la giusta mentalità.
Inoltre vogliamo insistere su come sia sempre necessario avere quella carica emotiva affinché il nostro tifo ne esca sempre da vincitore. Non bisognerà ?cullarsi sugli allori?, non bisognerà avere atteggiamenti di superiorità che possano permettere a qualche Teramano di rilassarsi e di sottovalutare, incuranti del tifo e di tutto ciò che vuol dire orgoglio e Teramanità. Per questo, oltre a RISPETTARE le indicazioni del gruppo che dirige la Curva, dimostriamo di avere orgoglio e passione, per i nostri colori, per la nostra maglia e per le nostre tradizioni!!
C?E? BISOGNO DELLA NOSTRA GRINTA E DELLA NOSTRA DECISIONE!!
Non bisognerà mai risparmiare la voce e bisognerà pensare esclusivamente a vincere la partita sugli spalti, perchè lì su quei gradoni, i gradoni della splendida Curva Est, ci saremo noi Teramani. Se tutti stessero zitti, se tutti se ne sbattessero di pensare ad incitare i propri colori, se tutti affrontassero le trasferte come scampagnate, non si onorerebbero i nostri colori, non si onorerebbe la Città di Teramo di cui tutti noi siamo orgogliosi di farne parte!!
Bisogna mettersi in mente che la nostra piazza deve crescere come passionalità, come senso di appartenenza alla nostra terra, come continuità e costanza, perché altrimenti il tifo non avrà mai quel salto di qualità che tutti ci auspichiamo per onorare nel miglior modo possibile TERAMO e per raggiungere traguardi importanti.
Noi tutti speriamo che in un futuro prossimo tutti i Teramani maturino la convinzione di dover assumere un nuovo modo di porsi nei confronti del Diavolo, sicuramente più deciso e fiero di quanto non lo sia ora: inoltre bisognerà far sentire, con maggior convinzione, la propria voce per chi è in questura a firmare, vittima di leggi repressive che condannano prima di giudicare, contro tutte le anticostituzionalità e le assurdità dell?inefficace decreto Pisanu. Sicuramente tutti coloro che hanno a cuore un certo ideale (ma anche i ?semplici tifosi?) devono essere decisi nel difendere la propria passione, andando contro chi vuole criminalizzarci e giudicarci (ma non si può essere giudicati da benpensanti e finti moralisti che non hanno mai messo piede in una curva e non conoscono il nostro spirito) solamente perché risultiamo scomodi e cerchiamo di opporci senza peli sulla lingua alle loro losche finalità che prevedono la trasformazione del nostro calcio (processo già peraltro in continua e frenetica evoluzione) in un ricettacolo di falsità, truffe e scandali.

PER IL DIAVOLO, PER LA CITTA?? CONTRO REPRESSIONE, CALCIO-BUSINESS ED INFAMITA?!!!

TERAMO 1913 IN TUTTA LA CITTA?!!!

FONTE http://www.tifobiancorosso.it/nuovosito.htm