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Archivio Febbraio 2007

la trasferta di MACERATA…..

28 Febbraio 2007 Commenti chiusi


come ora mai di consuetudine

non eravamo numerisi neppure nella vicina trasferta di MACERATA

ma e’ evidente che quei pochi che siamo non molliamo mai

ore 12-20 si parte io mimmo e il cugino siamo sulla macchiana 2,l’altra macchina che arrivera’ alle 14-25 SARA’ COMPOSTA DA ALTRI 3 ULTRAS VERI

AMANTI DELLA MAGLIA NERO BLU

noi abbiamo un appuntamento difronte allo stadio con alcuni amici ultras maceratesi che ricambiano la nostra ospitalita’

rivervatagli all’andata e ci offrono un buon VARNELLI

chiaramente non ci si ferma al primo..ma un bicchiere tira l’altro e almeno 5 giri son fatti

alle 14-20 entriamo loro nel loro settore,noi nel nostro , loro sono la rata una tifoseria che ha una tradizione e alle spalle una citta di 60 mila abitanti noi siamo gli angolani una storia antica ma gli ultras ….ultimamente …..pochi ma buoni

molte chiacchere poco arrosto

nessun interesse?????

saranno diversi gli elementi che mancheranno visita chi per un motivo chi per l’altro

al cuore non si comanda e quando si puo’..si deve andare

evidente che pochi ma buoni sono quelli che veramente amano la maglia e non vengono allo stadio solo per farsi belli

ma anche questo e’ un discorso che a me anzi a noi quelli che..non ci interessa noi pochi ma ci saremo sempre

90 minuti di gogliardia vera e soprattutto uno striscione da brividi

FATECI VIVERE

se uno conoscesse la storia ..avrebbe la pelle d’oca

e infatti i ragazzacci in campo alla fine ringrazieranno e soprattutto ci confideranno che quello striscione le ha dato la marcia in piu’

tornando alla partita

si canta si canta e si canta in 6 e’ difficile ma ora mai ci abbiamo fatto il callo

lo strioscione ultras e’ la battente sulla balaustra bello e incantato nel vedere noi che non mollimo mai e che fiduciosi e orgogliosi..cantiamo


angolana ale’
impazzisco per te
questo e’ un canto d’amor
che ci viene dal cuor
angolana ale..


ricordo quandero fanciullo

sognavo una maglia color

ed ora che sono cresciuto

riprovo le stesse emozion

idraghi che scendono in campo

evengono sotto il gradon

il cuore mi batte piu’ forte

angolana mio unico amor

la trama semplice breve ma concisa

qualche istante prima del goal meraviglia e vittoria di un super miani, esce uno spizzico di solo che subito mi surriscalda, allora tolgo la felpa e la maglia della salute a dorso nudo prendo la felpa immano per rimettermela e ..non credo a miei occhi MIANI SI INVOLA VERSO LA PORTA AVVERSARIA ..GOAL abbraccio generale festeggiamento ..il bomberino corre sotto il nostro settore a festeggiare come un forsennato che bello…

dopo un po mi riprendo e faccio per infilare la felpa..ma paolo ..mi chiama e mi dici ..eri a dorso nudo abbiam segnato ..e allora tutta la partita nudo con un freddo boia ma ne e’ valsa la pena

alla fine impiedi ad applaudire sulla ringhiera e loro sotto di noi a contraccambiare come sempre riconoscenti nei nostri confronti e questo ci piace

noi vi applaudiremo sempre e comunque

L’UNICA PECCA DELLA GIORNATA

BEH QUEI TIFOSI ANGOLANI ALMENO 30 CHE INVECE DI METTERSI CON NOI SI SONO DISTINTI ANDANDO NEL SETTORE AfFIANCO AL NOSTRO…NON SI SA IL PERCHE’ ..MA COMUNQUE SAPREMO COME RICaMBIARE

E PER NON PARLARE DEI 30-40 CHE ERANO IN TRIBUNA ..

SCUSATE MA PERCHE’????

..FORSE NOI ABBIAMO LA LEBBRA

E ALLORA L’AVREMO ANCHE QUANDO SI DOVRANNO ORGANIZZARE LE TRASFERTE

VOI CON LE VOSTRE AUTO NOI CON LE NOSTRE

PER I PULMAN

FATE VOBIS

NOI SOLI MA ORGOGLIOSI

fonte http://forzangolana.splinder.com/

ritrovate mozzarelle di "bufala" a Castellammare …MOLOTOV

28 Febbraio 2007 3 commenti


Tutto quanto sta accadendo a margine della gara Juve Stabia- Avellino, in programma domenica 25 febbraio 2006, merita la nostra attenzione ed un vigile approfondimento:
Nella mattinata di giovedi 22 febbraio 2006 i media nazionali non vedono l?ora di sbattere il mostro in prima pagina, l?Ansa alle 10:43 batte :
?Trovate molotov vicino allo stadio. L’impianto e’ il ‘Romeo Menti’ di Castellammare di Stabia?
Castellammare di Stabia (Na), – Una busta di plastica con 4 bottiglie molotov e’ stata trovata dalla polizia vicino allo stadio di Castellammare. Al ‘Romeo Menti” e’ in programma domenica prossima il derby campano tra Juve Stabia e Avellino per la 24/a giornata della serie C1, girone B. E’ stata una telefonata anonima a segnalare la presenza delle molotov alla polizia. La busta, contenente anche dei guanti in lattice, era vicina ad un cassonetto della immondizia nei pressi del settore ‘distinti’.

Scoppia il finimondo, a tutti non par vero. I siti internet d?informazione ribattono la notizia dandone il più ampio risalto. Si sprecano le parole sul web, così come sui giornali del giorno dopo.
In serata, alle ore 20:35, arriva il tanto atteso proclama:
?Juve Stabia- Avellino a porte chiuse In mattinata trovate alcune bottiglie molotov vicino stadio?
Napoli, Juve Stabia-Avellino, valevole per la C1, in programma a Castellammare di Stabia domenica 25 febbraio, sara’ disputata a porte chiuse. Il provvedimento e’ stato adottato dal prefetto Pansa, “a seguito della insussistenza, segnalata dal questore, Oscar Fioriolli, delle condizioni per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione del predetto incontro”. La decisione fa seguito al ritrovamento di alcune molotov vicino allo stadio di Castellammare.

Viene altresì ufficializzato che il ritrovamento citato è stato possibile grazie ad una telefonata anonima (attenzione a questo elemento che sarà sbugiardato alla grandissima) e, inoltre, al fianco delle bombe sarebbe stato ritrovato un bigliettino di accompagnamento, questo elemento sarà (come vedremo poi) un ulteriore e più grande autogol da chi voleva incularsi gli ultras.

Fonte (Agi press). Napoli, 22 feb.
Nello stadio di Castellammare di Stabia, nel napoletano, sono state trovate 4 molotov destinate a un attentato contro i tifosi dell’Avellino. Il ritrovamento e’ stato fatto dalla polizia allertata questa mattina da una telefonata anonima. Un sopralluogo capillare all’interno e all’esterno dello stadio “R.Menti” ha portato alla scoperta delle 4 molotov in una busta di plastica occultata vicino ai cassonetti per rifiuti posti all’esterno del settore ‘distinti’. Nella busta c’erano inoltre 2 guanti in lattice e un biglietto che recitava: “FR1 prendi questa busta e mettila nel wc dei distinti perche’ domenica 25 cerchiamo di far fare la stessa fine di Raciti ai Lupi. Attenzione a luce blu che controlla il campo. Morte ai Lupi e forza Stabia”. Domenica prossima a Castellammare si deve tenere l’incontro Juve Stabia (la squadra locale)-Avellino, i cui tifosi e giocatori sono spesso indicati come ‘Lupi’.

Intanto in un mare di parole, più o meno opportune (giornalisti, opinionisti, sindaci vari, allenatori, prefetti, calciatori, presidenti di club di tifosi, capi popolo e caporione), scoppia la solidarietà reciproca che si scambiano i popoli sportivi di Avellino e Castellammare di Stabia.

Iniziano anche le indagini, ma non quelle ufficiali condotte da Magistrature e Forze dell?Ordine, bensì quelle condotte dai tifosi delle due squadre.
Si parte dal sopraccitato bigliettino di accompagnamento. Questa la disamina dello stesso proveniente da Castellammare di Stabia:
?La prima stranezza della situazione e che , in una fantomatica preparazione di attentato sarebbe stato inutile anticiparsi di 4 giorni non conoscendo nemmeno se la gara si fosse giocata a porte
aperte . Il biglietto poi è una chiara dimostrazione che si volesse che fossero trovate le molotov proprio per il rinvio della gara o perchè si giocasse a porte chiuse, cosa che sicuramente i tifosi stabiesi non avrebbero mai voluto.
“FR1 PRENDI QUESTA”, ovviamente sempre in un ipotetico attentato inutile chiamare per nome, anche se in codice, un persona a cui sarebbe stato detto di ritirare li le molotov per piazzarle, quindi biglietto del tutto inutile ( e se qualcuno avrebbe dovuto ritirarle avrebbe dovuto farlo quel mercoledì notte stesso per eviatre che fossero trovate o portate via dalla nettezza urbana)”METTILE NEI WC DISTINTI”, proprio il termine WC fa nascere altri dubbi, un termine di sicuro mai usato nel napoletano e tutto al più “italianizzato” sarebbe uscito fuori un “mettile nei bagni”, e poi, del
settore DISTINTI, luogo più improbabile di tutti per un attentato agli avellinesi ( tifoseria per altro non tra le più odiate ) che per il settore distinti non sarebbero mai dovuti passare, solo chi non conosce il Menti oppure ricorda il vecchio stadio dove a volte i tifosi ospiti venivano fatti passare sotto i settore avrebbe potuto fare un errore simile.
“CHE DOMENICA 25.02.2007″ addirittura organizzare un “attentato”, lasciando molotov in un luogo per farle ritirare ma dover indicare la data della gara con l’Avellino ? assurdo !!
“FAR FARE LA FINE DI RACITI AI LUPI ” usare il nome di Raciti appositamente perchè si sapeva che le bottiglie sarebbero state ritrovate dalla polizia, ma quello che ancora di più ci sorprende è chiamare i tifosi avellinesi I LUPI, tutto al più una tifoseria che si odia tanto a cui si sta preparando un attentato verrebbe apostrafata con il solite gergo dei tifosi ” Montanari, pecorari, lupacchiotti ” ma mai LUPI?.

Altro approfondimento sulla situazione giunge sempre da Castellamare di Stabia

Questo è stato un gesto che è stato fatto da qualcuno e non dai tifosi con il solo gusto di non far disputare la partita a porte aperte? Troppi lati oscuri ci sono nella vicenda del ritrovamento delle molotov:
1.è normale mettere delle molotov 5 giorni prima di una partita di calcio?
2. è normale metterle in un cassonetto della spazzatura, sapendo che fino a domenica passa il camion dell?immondizia x ritirare i rifiuti?
3. è normale che una persona anziana sta affacciata fuori ad un balcone con tutta la pioggia o meglio acquazzone che è caduto a c/mare mercoledì all?una di notte? Non contenta, poi, telefona alla polizia, sempre all?una di notte, x denunciare, che cosa poi? Boh?!
4. è normale confezionare delle bombe molotov in bottiglie di spumante?
5. è normale che il biglietto trovato all?interno della sacca dove erano le molotov era lindo, pinto, stirato, pulito e senza quelle normali macchie di inchiostro sciolto dall?acqua, visto che, lo ripeto, mercoledì sera alle 22:30 circa ha fatto un acquazzone incredibile protratto x tutta la notte?
6. è normale che il biglietto sia stato fatto trovare insieme alla borsa con la scritta finale sotto ?FORZA STABIA? ?un ultras questa dicitura non l?avrebbe MAI SCRITTA!!!
7. è normale che, guarda caso, queste molotov sono state trovate il giorno prima della decisione prefettizia e subito dopo che la SS Juve Stabia facesse partire la prevendita per domenica?
8. è normale che nell?ordinanza prefettizia si chiude lo stadio di c/mare (stadio perfettamente a norma, grazie alla certificazione dell?Osservatorio del Ministero degli Interni) senza fare menzione del ritrovamento delle molotov adducendo motivi di afflusso notevole di avellinesi stimati in 800 unità massime? Tutto questo mi fa venir da ridere, se non siete in grado di assicurare il servizio d?ordine cambiate mestiere arruolatevi nel corpo forestale!!!

Troppi ma dico troppi lati oscuri che purtroppo infangano il nome della Castellammare perbene e di un a tifoseria che negli ultimi anni sta dimostrando di essere cambiata, ma cambiata veramente (vedi ad Avellino, Salerno, Cava, a Foggia lì e in casa, Taranto in casa?però questo non lo si dice)?però capisco che chi non viene allo stadio e non conosce tante dinamiche per lui sia facile sparare a zero contro la gente di c/mare, condannare tutto e tutti senza farsi prima due conti e senza sapere realmente la possibile verità.
Scusate per lo sfogo di un abbonato che purtroppo domenica deve starsene a casa per colpa di chi?…Mah!?
Ciao

La Curva Sud della Juve Stabia intanto prende posizione
pubblichiamo il comunicato emesso dal tifo organizzato della curva sud

La curva sud di Castellamare con il suo intero direttivo prende le distanze dal terribile ritrovamento avvenuto nei pressi del menti. noi siamo ragazzi che ogni domenica affrontiamo km con il sorriso e la goliardia che ci distingue, felici per un risultato positivo dello Stabia amareggiati e critici, per un risultato negativo…,ma alla fine tutti ritorniamo nella nostra quotidianita’ fatta di lavoro (per chi e’ fortunato ad averlo) e passione verso lo stabia… si lo Stabia quella cosa che fa dimenticare i grandi problemi che affliggono questo paese… l’unico modo per stare con gli amici abbracciati, a ridere e tifare quei 90 minuti per noi sono speciali, sono la parte vincente di Castellammare quella che ancora va avanti addirittura da 100 anni al contrario di tante cose che a Castellammare finiscono presto. con questa premessa vorremmo che i veri colpevoli di questo gesto, fine solo a creare scompiglio , perche noi piu’ volte abbiamo dimostrato quest’anno di non essere persone violente recandoci in tutte e 3 le citta’ (Avellino, Salerno e Cava) senza mai trascendere in episodi violenti sano campanilismo… qualche sfotto’ ma tutto nel limite ed il rispetto delle persone che lavorano intorno al mondo del calcio. quindi volevamo e vogliamo piu’ che mai che la partita si giochi a Castellammare ora piu’ che mai per dimostrare che noi non abbiamo niente a che fare con determinate persone che vogliono solo minare la serenita’ e la passione che si e’ creata intorno alla Juve Stabia da parte di noi ultras… che abbiamo l’unica passione (per altri pazzia) di sostenere in casa e fuori per 90 minuti ed oltre a squarciagola la juve stabia, sempre, e comunque con la voce con le nostre bandiere gialloblu’ queste sono le sole cose che noi curva sud di castellammare sappiamo fare… il resto non ci appartiene. grazie ”

E se a dire ciò è la curva sud di Castellammare, chi cavolo ce le ha messe ste? molotov?

Nella giornata di oggi venerdì 23 febbraio 2006, visto che la situazione stava diventando insostenibile, prende corpo una nuova ipotesi:
?Sono stati i tifosi dell?Avellino a posizionare la molotov a Castellammare di Stabia?.

Sfortunatamente o fortunatamente (a seconda dei punti di vista) questa emerita baggianata resta in piedi per brevissimi istanti, faceva ridere all?impazzata anche la mente malata che l?aveva partorita. Qualcuno dall?alto avrà tuonato: ?Ma che cazzo dite? Che cazzo state combinando? Se una cosa la dovete fare fatela bene.?

Nel frattempo le forze dell?ordine fanno sapere che:
Intanto, dalle ultime indiscrezioni, sembrerebbe (il condizionale è d?obbligo) che la questura di Castellammare abbia fatto sapere di non essere in grado di assicurare l?ordine pubblico al di fuori dello stadio nel caso in cui si decida di far giocare il derby a porte chiuse al Menti. Ragion per cui, non essendoci i tempi tecnici per organizzare l?evento in un altro stadio la partita potrebbe essere rinviata. Sarebbe, senza ombra di dubbio, un vero schiaffo alla città e a questa società. Si pagherebbe per un episodio che potrebbe essere stato montato ad arte. Ora sta alle autorità fare luce sull?accaduto ed adesso è dovere delle istituzioni cittadine stare vicino alla società, ai giocatori ed ai tifosi della Juve Stabia.

Ordunque, all?ipotesi carnevalesca della bomba piazzata dai tifosi dell?Avellino si deve per forza di cose trovare dei degni compari ed ecco che spuntano gli altri tre fratellini, per fortuna, maggiormente credibili agli occhi della sempre più spiazzata opinione pubblica.

La pioggia battente che è caduta per ore non ha fortunatamente compromesso tracce importanti
La polizia scientifica ha appena terminato i rilievi. La pioggia battente che è caduta per ore non ha fortunatamente compromesso tracce importanti lasciate da chi ha inteso gettare un?ombra sinistra sulla partita di calcio che domenica si disputerà – a porte chiuse – tra la Juve Stabia e l?Avellino. Chi ha abbandonato le quattro bottiglie molotov non lontano da uno degli ingressi dei «distinti» dello stadio «Romeo Menti» un primo risultato sicuro lo ha già ottenuto: gli spalti resteranno deserti. Niente pubblico domenica. Una beffa per lo stadio stabiese, che risulta essere a norma anche dopo il giro di vite imposto dal governo dopo i tragici fatti di Catania. Un motivo in più per alimentare la rabbia della piazza dei tifosi. Al momento si privilegiano tre piste. Tre ipotesi investigative sulle quali sono in corso ora riscontri che potrebbero rappresentare la chiave di volta di tutta la vicenda. La prima e più inquietante ipotesi porterebbe ad una pista interna alla società. Una manovra ordita da qualcuno che nutre motivi di rancore verso gli attuali vertici societari gialloblu. In un momento come questo, caratterizzato dall?attenzione che resta altissima sul versante della sicurezza negli stadi, niente appare più facile che creare problemi a una società, soffiando sul fuoco della facile protesta di piazza. La seconda ipotesi porta invece alle frange più inquiete della tifoseria. Prende corpo così la pista di un vero e proprio ricatto rivolto da qualcuno che evidentemente aveva chiesto qualcosa in termini di benefici alla società gialloblu senza ottenerli. Una vendetta. O molto più semplicemente un avvertimento pesante. Un fatto appare certo. La pista che porta ad ambienti legati alla criminalità organizzata stabiese viene per ora esclusa dalla polizia. Questo tuttavia non esclude la terza e ultima ipotesi: quella di una vera e propria estorsione rivolta attraverso il pacco contenente le bottiglie incendiarie alla dirigenza di una società dominata da due soggetti: gli imprenditori edili Michele Cesarano e Paolo D?Arco. Entrambi possessori del 50 per cento di quote societarie della squadra stabiese. Ma a diradare le ombre di questo mistero potrebbe essere l?analisi di quel messaggio trovato accanto alle molotov dal sovrintendente Giuseppe Sicignano. Un messaggio, sottolineano gli investigatori, scritto in perfetto italiano, senza errori e con una grafia che denota una mano esperta. La stessa mano che potrebbe aver composto per ben due volte il numero di telefono della polizia
da Il Mattino di Napoli del 23 febbraio 2006

Ed infine nella serata di oggi 23 febbraio 2007 giunge la chiusura delle indagini da parte della solita agenzia di stampa
“Un piano organizzato a tavolino, una messinscena non per provocare incidenti?
(Ansa) Un piano organizzato a tavolino, una messinscena non per provocare incidenti domenica prossima durante il derby di C1, Juve Stabia-Avellino, ma per ottenere l’esclusione della presenza di tifosi sugli spalti: un ‘messaggio’ chiaro indirizzato alla società.E’ questa l’ipotesi che si fa sempre più strada tra gli investigatori – ma c’é anche la pista del calcio scommesse – per spiegare il ritrovamento di ieri di quattro bottiglie molotov accompagnate da un messaggio che annunciava la volontà di far fare ai ‘lupi’, cioé i tifosi dell’Avellino, la “fine di Raciti”, l’ispettore di polizia ucciso durante gli scontri di Catania-Palermo.
Gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia, guidati dal vicequestore Luigi Petrillo, seguono quattro piste. Al primo posto nei sospetti ci sono le tensioni interne alla società gialloblù che è di proprietà al cinquanta per cento di due costruttori locali. Poi si continua a indagare, ma con minore convinzione, nel campo della tifoseria irpina che riceverebbe un qualche vantaggio all’affrontare la squadra stabiese. La terza pista scandaglia gli ambienti delle scommesse
clandestine ed è anche quella di cui si sente maggiormente parlare a Castellammare di Stabia.
Secondo questa ipotesi, infatti, la messinscena sarebbe stata creata dalle organizzazioni illegali del calcio-scommesse per “punire” la squadra che il 18 febbraio scorso pareggio’ con la Ternana fuori casa, un risultato non previsto dagli scommettitori clandestini. Sulla vittoria della squadra ospite erano state raccolte consistenti puntate che le organizzazioni illegali non avevano previsto di dover pagare avendo le Vespe avuto la meglio sugli avversari. Infine, anche se gli investigatori
tendono ad escludere ogni responsabilità degli ultras, c’é la pista di un gesto di un mitomane. A proposito delle bottiglie incendiarie, gli ordigni sono al momento all’esame della scientifica che dovrà valutarne la composizione. Da un primo esame sembra tuttavia che chi ha prodotto le molotov non
avesse gran cognizione del funzionamento delle stesse. E’ escluso, secondo gli esperti, che l’esplosione potesse avere un effetto maggiore a causa delle viti inserite nelle bottiglie incendiaria. Si ricorda che è caratteristica della molotov sviluppare un incendio lì dove viene rotta, senza però deflagrare. Ultima osservazione è quella relativa alla enorme quantità di liquido incendiario inserita nelle quattro bottiglie, anch’essa considerata indizio di una mano inesperta.
Ad oggi ancora non si sa quando, dove e come sarà disputata Juve Stabia-Avellino. Ma i tifosi chi li risarcisce per tutta questa merda spalata?

A margine di tutto ciò all?attento lettore, ilclan vuole raccontare di aver visto, ben sette giorni prima dei fatti narrati, personalmente e quindi con i propri occhi, i responsabili delle due curve in questione, Juve Stabia ed Avellino, discutere sulla lealtà ultras che ci doveva essere il giorno della gara in questione. Il clan si permette di credere in modo indiscutibile alla parola di due ultras piuttosto che ad un mare di comunicati stampa e di ?veline di stato?.
Non starà a noi spiegare a Voi, a chi avrà inteso bene, per chi non ha inteso ce ne freghiamo, cosa intendevano i due quando hanno discusso di lealtà ultras.
A voi ogni conclusione in merito sulla faccenda.
Da parte nostra vi abbiamo offerto una chiave di lettura dei fatti accaduti in 48 ore, senza voler giudicare nessuno, come al nostro solito, ma senza volersi far giudicare da nessuno.

Ilclan esprime la sua solidarietà agli ultras di Castellammare di Stabia ed Avellino

FONTE il clan

PRENDIAMOLI A PALLONATE

28 Febbraio 2007 Commenti chiusi


LVPA-CYNTHIA…2A0!

Avevamo scritto : “PRENDIAMOLI A PALLONATE!”
Cosi è stato…

Avevamo scritto : “FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!”
L’abbiamo fatta sentire…

Avevamo scritto : “NESSUN DORMA!”
Cosi è stato, record stagionale di spettatori…

Cosa voler di più?Abbiamo vinto, punto fine, nessuna storia nessuna recriminazione, nulla!Abbiamo vinto noi, DUE a ZERO, 2 fischi contro nulla, DUE noi, loro NIENTE!
Il massimo che si potesse chiedere, alla faccia dei gufi, di chi chiede una radiazione, per chi dice che “sappiamo solo rubare”, per chi non ci vuole più vedere…Eccola la risposta, una 40ina di gole infuocate che incitavano la propria squadra, uno stadio finalmente caldo, una squadra cinica, forte, schiacciasassi!

Questa è FRASCATI!Prendere o lasciare!…

E’ passata una settimana di tensione dopo la sconfitta di Artena, il distacco della Cynthia era di un solo punto, sapevamo che perdere o pareggiare oggi non voleva dire nulla, solo vincere poteva dare l’ennesima scossa ad un campionato che sembra non morire mai, nonostante i colpi letali portati dalla squadra del grandissimo Mister Apuzzo.
Noi ultras ci siamo preparati a dovere, abbiamo tentato per l’ennesima volta di rendere partecipe di questa splendida cavalcata anche il resto di questa strana città, che preferisce passare la domenica in giro per la piazza oppure guardare il calcio in pay-tv, piuttosto che emozionarsi dal vivo con la squadra della PROPRIA CITTA’ come fanno quasi tutti i paesi, con questa splendida squadra tutto cuore e spettacolo!
Volantini e striscioni hanno quasi tappezzato le piazze e le vie come quasi tutte le volte in casa, e sembra che finalmente qualche risultato sia venuto fuori…Il colpo d’occhio alle 11 di oggi all’8settembre è splendido, la nostra scenografia fatta di bandierine amaranto-rosse, lancio di rotolini di carta e palloni in campo è un vero spettacolo nello spettacolo, quello che in campo daranno poi LVPA e Cynthia.
Il settore ospiti è pieno, in fondo ci sono anche una 20ina di ultras che all’andata ci accolsero con cori poco gentili (ma all’uscita fecero scena muta quando passammo in mezzo a loro tutti uniti!)…stavolta non gli diamo il tempo per preparare un coro che rispondiamo per le rime…!
Noi a livello di gente siamo al top, piano piano arriva sempre più gente, addirittura ritorni storici tra di noi, una splendida sensazione…a volte mi giro e sembra di esser tornati agli anni passati…!
Le due squadre si studiano per gran parte del primo tempo, dando vita ad un match equilibratissimo, ci prova di più la LVPA ovviamente da padrona di casa. Poi un calcio d’angolo, svettano in tanti, la palla scivola sul secondo palo dove Barile solo soletto insacca e fa esplodere l’VIII settembre in un tripudio incredibile:1A0!
Che boato…CHE LVPA!
La Cynthia cerca di rispondere, ma oggi Reibaldi a centrocampo ha 9 polmoni! Mister Apuzzo rischia grosso sulla carta con Groos al posto dell’infortunato Desideri in tribuna, ma sul campo nonostante un assetto squilibrato, la squadra tiene bene, e gli unici tentativi dei genzanesi sono da fuori.
Negli ultimi minuti del primo tempo però sfioriamo il gol per 3 volte: prima Petroccia con una botta da fuori che si stampa sulla traversa, palla che rimbalza sulla linea e viene spazzata dalla difesa (mediocre) della Cynthia. Poi è Barile, solo davanti ad Assogna a non trovare il tempo giusto per il gol. Infine ancora un bolide di Petroccia, ancora traversa…Noi sugli spalti imprechiamo ma al tempo stesso gongoliamo, la Cynthia trema e la salva solo il guardalinee con un paio di fuorigioco moooolto dubbi, un gol-fantasma su un cross di Bartolini e poi col fischio dell’intervallo da parte dell’arbitro.

Nella ripresa c’è più spazio per la LVPA, i genzanesi devono assolutamente pareggiare e lasciano spazi ai nostri. E arrivano 3 occasioni incredibili fallite da Bernardi, Petroccia e Barile:quella del nostro regista è la più clamorosa, a porta vuota riesce a farsi deviare il pallone da un Assogna ormai a terra e con la testa sul 2a0…!la Cynthia non crea più di tanto, i suoi ultras cercano di buttarla in caciara con qualche coro ridicolo, ma noi continuiamo per la nostra strada, incitiamo i ragazzi, e finalmente Bernardi ci regala il 2a0…l’apoteosi vera e propria, uno stadio in festa, noi tutti o quasi attaccati alla rete ad esultare coi ragazzi…UNA GIOIA INCONTENIBILE!Nella gioia generale spunta Arabia che ci urla frasi di delirio puro, la gioia è tanta…mai nessuna parola o frase potrà descrivere degnamente un momento come questo…fantastico!
Il nostro bomber viene ammonito e quindi espulso per essersi tolto la maglietta al gol, rimaniamo in 10 e la Cynthia dopo pochi minuti riceve un rigore (un altro…noi appuntiamo eh!), per un fallo idiota del mitico Arabia.
Far riaprire la partita sarebbe un errore, ma anche Apruzzese vuol scrivere il suo nome nella storia di questo match, para il rigore e ci manda in estasi!
Ribolle l’VIII Settembre, la Cynthia ci riprova, ma ancora Apruzzese con un paio di veri miracoli chiude la saracinesca!Giusto il tempo per far rendere protagonista l’arbitro con un altra espulsione, stavolta a Bartolini, rimaniamo in 9, ma il tempo è finito, la LVPA HA VINTO!
Finisce qui, una gara combattuta, difficile, onore alla Cynthia (squadra), ottima dal centrocampo in su…ONORE A QUESTA LVPA, A QUESTA SQUADRA DI COMBATTENTI, CONTRO TUTTO E TUTTI ABBIAMO DIMOSTRATO CHI SIAMO!ONORE A MISTER APUZZO, VERO ARTEFICE DI QUESTA SQUADRA FANTASTICA!!!
GRANDE MISTER!!! QUESTA E’ LA LVPA, NON CI SONO RADIAZIONI O POLEMICHE CHE TENGANO, IL CAMPO DICE 2A0!!!
SALUTIAMO I GENZANESI INVITANDOLI A TORNARE NEL LORO PAESE, E NOI TORNIAMO A CASA SOTTO LE NOTE DEL NOSTRO FRASCATI CHAMPAGNE, TRA ABBRACCI E TANTA GIOIA!

Appuntamento a domenica, si va a Latina contro la Viribus Cisterna Montello, CONTINUIAMO COSI!!!

AVANTI LVPA

FONTE ultras non omologati FRASCATI

Civitavecchia ingrana la quinta

27 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Cinque vittorie di fila. Un filotto davvero impressionante, che potrebbe anche aver riportato il Civitavecchia al quarto posto, ma bisognerà ovviamente attendere che ?sky? ci dia i risultati degli altri campi di Seconda Categoria… Comunque il Circolo Vita Nuova Casal Bernocchi va via dal ?Fattori? con tre cocuzze sulle spalle, frutto delle reti di Luca Scognamiglio nel primo tempo e poi, dopo il pareggio ospite, di Lupi e De Stefani. Peccato per l?espulsione nel finale di Madeddu e per l?ammonizione che costerà la squalifica anche a Lupi. Ma quel che ci preme sottolineare è che, ancora una volta, la squadra ha giocato senza che ci fosse alcun esponente dell?organigramma societario in tribuna. Uno stato di abbandono impressionante verso un ambiente (tifoseria più squadra più panchina) che non lo merita.
Per la partita in gradinata, occorre dire che oggi c?è stata addirittura una rappresentanza ospite con megafono: assiepati sopra la balaustra dei bagni in tribuna coperta, i circa dieci tifosi del Casal Bernocchi non hanno tuttavia appeso striscioni né abbozzato alcun coro. Ci dispiace, perché sarebbe stata la prima volta di una tifoseria ospite contro di noi al ?Fattori? a distanza di anni. Per quanto ci riguarda, prima dell?inizio della partita ci redarguiscono per qualche ?rumore? di troppo, non presentiamo nulla in particolare per l?entrata in campo, mentre riserviamo all?inizio ripresa messaggi e scenografia. In particolare, viene esposto dalla tifoseria lo striscione preparato dalla Brigata Faro ?Basta repressione ? Stop Daspo ? Ultras ultimi ribelli?. Inoltre vengono riproposte le bandierine nerazzurre.
Sulla balconata gli striscioni esposti sono, alla rete, Bad Boys, Ultras Liberi e Un?altra categoria, mentre in balaustra la scelta ricade ancora su ?Stop 377/01?. Al suo fianco vengono affisse le pezze Old City, di un esponente della Brigata Veleno, e Redskins. Sul piano canoro partenza in sordina, anche perché neanche il fischio d?inizio alle 11 agevola l puntualità, poi ad un primo tempo ?classico? segue, dopo l?uno-due decisivo della ripresa (festeggiato da entrambi i marcatori sotto la gradinata), un secondo molto goliardico. Nuova entrata nel repertorio dei cori della gradinata l?esilarante colonna sonora di ?Altrimenti ci arrabbiamo?.
Ora avanti: alle porte c?è la trasferta di Casalotti, in casa della capolista. Un altro appuntamento da onorare.

BAD BOYS 1989

AGGIORNAMENTI……………..FROM THE TERRACE

27 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Dopo quasi un mese torno a mettere mano a questo blog, dovete scusarmi ma ultimamente non ho tempo libero da dedicare a questo spazio. Come sapete (e se non lo sapete, sappiatelo) sono parecchio incasinato e finchè non metto stabilmente internet al negozio non potrò aggiornare questo blog von regolarità. Nel frattempo sono successe un casino di cose, belle e brutte, e anche noi stiamo vivendo con difficoltà questo momento decisamente particolare per tutto il mondo Ultras. D’altra parte, non è certo una novità, siamo entrati nel 1984 per dirla alla George Orwell, il grande fratello è sempre più padrone delle nostre vite ma non per questo ci tiriamo indietro. Infatti, nonostante i settori chiusi, i biglietti introvabili noi non ci siamo certo fermati, e senza timori o esitazioni siamo stati presenti in due unità sia a CAGLIARI, nella prima giornata del nuovo decreto, anche se senza vessilli visto che siamo potuti entrare solamente con un biglietto di tribuna coperta, sia a MESSINA, dove siamo giunti col treno e ci siamo sistemati nel settore ospiti insieme agli altri 20 giunti da Siena con il pullmini… Presto le foto e i resoconti, ve lo prometto!

FROM THE TERRACE

storie mondiali…BABY BOOM

27 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Storie Mondiali

Notti magiche, aspettando un gol e non solo. Gli ultimi Mondiali hanno avuto un effetto molto benefico per il Paese che li ha ospitati, la Germania, da anni in una preoccupante situazione di crisi demografica, come gran parte dell’Occidente. Alcuni esperti della Koch Clinic di Kassel hanno infatti calcolato che a Marzo, esattamente nove mesi dopo l’infelice conclusione dell’avventura mondiale della nazionale tedesca, si avrà un aumento di circa il 10% delle nascite. Un fenomeno positivo che i ricercatori riconducono alle forti ?vibrazioni positive? ed all’ondata di gran patriottismo che hanno investito i tedeschi nel periodo precedente alla semifinale con l’Italia, ultima gara della truppa Klinsmann nel torneo.

“Fra il 9 Giugno ed il 9 Luglio 2006 – spiega Rolf Kliche, ginecologo della Koch Clinic, il primo studioso che si è accorto del baby boom e lo ha analizzato approfonditamente – le coppie hanno iniziato ad amarsi più spesso ed i single hanno avuto modo di intrecciare nuove appassionanti relazioni. Anche l’uso, o spesso l’abuso, di alcool ha avuto il suo ruolo: fiumi di birra scorrevano nei pub e nelle case dei tedeschi durante il mese dei Mondiali e non si può negare che ciò favorisca una certa spregiudicatezza e quindi i rapporti sessuali. Infine, c’è da dire che la stagione in cui si sono svolte le partite è stata favorevole: caldo e sole hanno stimolato uomini e donne a cercare più incontri amorosi”.

Kliche ha anche raccolto le testimonianze di sue pazienti che hanno partorito con alcune settimane d’anticipo. Pia Schmidt, 27 anni, riferisce di ricordare benissimo il momento in cui ha concepito la figlia Farina, nata dieci giorni fa: “Dopo la vittoria della Germania per 1-0 contro la Polonia”. C’è anche chi, però, ridimensiona il fenomenale ed inaspettato balzo demografico tedesco registrato da Kliche: “Non penso – dice Friedrich Wolff della Koeln Holweide Clinic di Colonia – che si arriverà ad un aumento addirittura del 10%. Ma ci aspettiamo di sicuro un ?mini-baby boom? che farà innalzare le nascite del 3-5%”.

http://oldfansfondi.splinder.com/

«Ultras non significa solo violenza»

26 Febbraio 2007 Commenti chiusi


A Bologna è nato e opera da dodici anni Progetto Ultrà. Un’associazione per difendere la cultura popolare del tifo e mediare i conflitti tra gruppi ultras, forze dell’ordine e istituzioni attraverso meccanismi già sperimentati all’estero. Con un proposito: cambiare il calcio da dentro
di Francesco Nani

Difesa della cultura popolare del tifo, limitazione della violenza e dell’intolleranza attraverso un lavoro sociale rivolto ai tifosi e portato avanti insieme a loro. Sono i cardini sui cui si basa l’attività di Progetto Ultrà, organismo con sede a Bologna che opera all’interno dell’Uisp (Unione italiana sport per tutti). Dodici anni di vita, contatti nazionali ed esteri che ne hanno fatto socio fondatore e partner dei network europei Fare (Football against racism in europe riconosciuto dall’Uefa) e Fsi (Football supporter international). Incontriamo uno dei responsabili, Ashlej Green, nella sede di via Riva di Reno, dove tra l’altro è possibile consultare una fornita biblioteca internazionale sulla storia del tifo. Proprio da un’esperienza straniera, i fan-projekte tedeschi, è stata ripresa una delle finalità principali: porsi come luogo di mediazione tra gruppi ultras, anche rivali, e tra ultras e istituzioni.

«Siamo ricercatori sociali – ci spiega Green -. E non portabandiera che vogliono instaurarare un controllo dall’alto. Operiamo a livello nazionale ma ovviamente abbiamo un rapporto privilegiato con le realtà del tifo bolognese». Dall’altra parte del tavolo, spesso forze dell’ordine e questure. «Dopo 12 anni di lavoro – commenta Green -, anche loro sanno chi siamo e cosa facciamo». Progetto Ultrà gode di un riconoscimento anche istituzionale a più livelli: «Balestri (il fondatore di Progetto Ultrà ndr) ha incontrato il sottosegretario allo Sport Giovanni Lolli. Il fatto che ci interpellino è importante perchè forse inizia a passare il nostro messaggio: affrontare i problemi alla radice e non stare solo sull’emergenza. Capiamo la necessità del Governo di garantire la sicurezza, ma non siamo d’accordo con le misure repressive recentemente adottate. Allo stesso tempo, però, ci auguriamo che da questa apertura possa nascere finalmente una reale possibilità, per quei gruppi che vorranno mettersi in discussione, di essere consultati cercando soluzioni comuni in modo da difendere le componenti positive del mondo ultras e partecipare ad un cambiamento inevitabile». Da qui, la volontà di tutelare la cultura popolare del tifo come forma di aggregazione, «cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul mondo del tifo organizzato, per non limitarsi all’immediata semplificazione “ultras = violenza”.

Un percorso che Progetto Ultrà porta avanti organizzando incontri e lezioni nelle scuole e realizzando mostre, presentazioni, filmati e manuali di informazione che spiegano diritti e doveri dei tifosi in base alle norme vigenti. L’associazione partecipa a bandi e concorsi istituiti da Ministeri, Regioni, Province e Comuni per l’assegnazione di fondi e non riceve finanziamenti diretti. Due gli appuntamenti clou annualmente in programma. Dal 1999, in autunno, viene organizata la Action Week – Settimana d’Azione Antirazzista Europea, sostenuta ufficialmente dalla Uefa con il coinvolgimento delle squadre della Champions’ League, le tifoserie e tutte le associazioni che si occupano di lotta al razzismo ed alle discriminazioni. Evento principe della rete Fare sono invece i Mondiali Antirazzisti, evento estivo ideato nel 1997 da Progetto Ultrà che vede il coinvolgimento diretto e la contaminazione fra realtà considerate normalmente contrastanti: da una parte le tifoserie calcistiche e i gruppi ultrà, spesso etichettati come razzisti, e dall’altra le comunità di migranti, sempre più presenti sul territorio. Una manifestazione che quest’anno lascerà Montecchio dopo sette anni per approdare a Casalecchio di Reno dall’11 al 15 luglio.

Fonte: http://lastefani.it/

RACITI….. in 15 giorni hanno dimenticato tutto

26 Febbraio 2007 1 commento


Quindici giorni per dimenticare una morte. Così hanno scritto gli ultras dell’Atalanta, definiti tra i più violenti del panorama degli hooligan nostrani.
Alla fine il Dio denaro ha vinto sulle belle parole, i dibattiti, su chi voleva fermarsi per un anno e su chi era pronto a fare decollare “leggi speciali”.
Tutto è tornato alla normalità.
Notturne, striscioni, biglietti… tutto quello che doveva essere cambiato è rimasto tale e quale a prima.

A pagare una solo squadra: il Catania.
Come se fosse solo questa società ad avere le colpe del delirio che accaduto in quella notte maledetta del derby siciliano.
Paga duramente la società Catania Calcio e non gli assassini.
Ha pagato un’intera città, messa alla gogna da alcuni giornalisti che hanno voluto rimarcare che a “Catania c’è degrado e disagio sociale”, dimenticando che tra gli arrestati (e già liberati) ultrà la maggior parte è figlia della Catania bene.
Invece non paga il sistema.
Anzi. Quello continua a farsi pagare, a calpestare ogni buon senso e anche la morte di un essere umano.
Ieri l’unico match a porte chiuse era Catania-Inter.
In campo neutro, a Cesena.
Quindi pagano i tifosi normali, privati del vedere la loro squadra del cuore.
Tifosi che con la morte di Raciti non c’entrano nulla.

Non bastava il campo neutro? Perché anche le porte chiuse? Non ha senso, tranne quello di incolpare solo un’entità. Invece era tutto il sistema calcio ha dover essere processato. Tutte le società.
Ma così è il calcio moderno, dove contano di più gli abbonati a Sky e soci che quelli che si fanno chilometri per l’amore della maglietta: Gli stessi che sopportano ogni temperatura, ogni orario per essere a pochi metri dai loro beniamini.
“C’è del marcio nel pallone” e dicendo questo non scopriamo nessuna oscura verità, ma urliamo che oltre al marcio c’è solo ipocrisia.
E allora per una volta guardiamo verso quelle curve, che mettiamo sempre sul banco degli imputati. Riguardiamo quella dei bergamaschi, che ha il coraggio di alzare la testa e denunciare che ha vinto il potere e il denaro e che in 15 giorni si è dimenticata una morte. Poi quel gigantesco VERGOGNATEVI che non può che essere la migliore firma.

Già, perché gli ultras stavolta non hanno dimenticato e continuano ad incontrarsi, a discutere, affinché si possa cambiare qualcosa. Guardate i loro siti, leggete i loro comunicati e le proposte che fanno perché non accadano altre morti allo stadio.

E gli altri? I presidenti, gli sponsor e le televisioni che fanno?
Beh, loro hanno risolto il problema violenza, semplicemente facendolo passare attraverso un tornello.
Come dire: tutto finisce in un cassetto.
Anche la morte di un uomo!

Fonte: www.tifoweb.it

RIMINI-BOLOGNA .. comunicato curva andrea costa

26 Febbraio 2007 Commenti chiusi


fermarci per un po’…perché lo stadio, quello vero, non può essere silenzio e grigio uniforme…”

Queste parole, contenute nel comunicato distribuito sabato scorso prima della partita Bologna-Piacenza spiegavano perché, dopo i fatti di Catania, ci eravamo in pratica trovati costretti a decidere una “autosospensione”…

Le motivazioni che ci avevano portato a una decisione sicuramente difficile e pesante (e che probabilmente mai avremmo pensato di dover prendere) sono oggi non solo confermate ma addirittura aggravate: infatti in settimana abbiamo saputo che oggi, qua, allo Stadio di Rimini, “coloro che sono preposti all’ordine pubblico” hanno deciso che non verranno fatti entrare megafoni, aste per sventolare bandiere e, soprattutto, non verrà fatto entrare lo striscione ULTRAS: cioè uno striscione che è sempre entrato da 33 anni a questa parte in tutti gli stadi.

Davanti a questo divieto assurdo quanto ingiusto, specie se rapportato alla situazione di tanti altri Stadi e città dove tutti abbiamo visto che (giustamente) entrano e sono esposti striscioni di gruppi ultras e sventolati bandieroni, i gruppi della Curva Andrea Costa hanno deciso di continuare l’autosospensione e, per questo, non esporranno striscioni (neanche quelli che – forse – potrebbero entrare): vorremmo infatti che: in questo clima di “criminalizzazione e caccia alle streghe (anzi: all’ultras!)” ci fossero almeno situazioni non discriminatorie e diverse da città a città: non ci rassicura e nemmeno ci interessa sapere che forse (fra qualche settimana) a Bologna o in qualche altra città tutti i nostri striscioni, bandiere e magafoni potrebbero entrare: fino a quando qualcuno di noi non potrà farlo, fosse anche la tifoseria della curva opposta, diversa per colori ma non per mentalità, allora nessuno di noi lo farà… perché c’è una cosa che nessun decreto o legge speciale potrà cancellare: la nostra mentalità.

I gruppi della Curva Andrea Costa

La MAFIA del tifo e i suoi affari

26 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Con la riapertura di altri dodici stadi, il ritorno agli anticipi e posticipi, il ripristino del tradizionale palinsesto tv, questo fine settimana si completa la «normalizzazione» del campionato di calcio. Tutto rimarrà come prima della tragedia di Catania. Solo qualche tornello in più messo in mostra per non essere utilizzato. Ultras sempre più padroni di stadi sempre più vuoti, squadre ostaggio delle tifoserie organizzate e i veri appassionati spinti a guardare le partite in tv anziché dagli spalti. Gli stadi affollati del resto d?Europa, che abbiamo guardato con invidia durante il turno della Champions League, rimarranno un miraggio. Perché non è stato spezzato il ricatto mafioso che oggi permette ai gruppi di ultras di vivere alle spalle delle società.

Le leggi per troppo tempo inapplicate
Per una settimana il problema è stato finalmente al centro delle attenzioni dei media. Abbiamo appreso delle misure adottate in Inghilterra e altrove per reprimere la violenza degli hooligans: servizi d?ordine delle squadre di calcio negli stadi, monitor in grado di vedere tutto quello che succede tra gli spalti, sanzioni applicate davvero. La repressione dei violenti serve, eccome. Vi sono studi che documentano che nei periodi di allerta contro il terrorismo (ad esempio, dopo l?attentato dell?11 settembre) la violenza negli stadi è aumentata perché la polizia aveva altro di cui occuparsi. Ma più di chiedersi cosa bisogna fare per isolare i violenti, è bene interrogarsi sui motivi per cui da noi in tutti questi anni non abbiamo applicato le stesse misure nonostante esistessero già le leggi per farlo: i decreti varati in situazioni d?emergenza non fanno altro che chiedere l?applicazione di normative già esistenti e anch?essi rimangono sulla carta. Alla fine probabilmente pagherà solo il Catania, nonostante molti altri stadi parzialmente o totalmente riaperti non siano in regola.

Scattano così le vendette sulle società
Il fatto è che i nostri teppisti del tifo hanno un potere economico molto più forte degli hooligans. In quel caso bastava spezzare la rete di contatti su cui basava il teppismo organizzato, isolarlo, minarne la capacità di reclutamento. Come documentano i sociologi, gli hooligans sono gruppi gerarchici che reclutano soprattutto fra chi ha bisogno di aumentare la rete di relazioni. Il collante dei nostri ultras è molto più solido. È legato al potere economico che si sono conquistati in questi anni ricattando i club. In molti casi le tifoserie organizzate hanno il monopolio del merchandising delle squadre con giri d?affari considerevoli e vengono foraggiate con visite gratis ai ritiri, abbonamenti in omaggio, trasferte a carico delle società. E quando le società chiudono il rubinetto, scatta il ricatto: bengala lanciati dagli spalti per fare pagare le sanzioni alle società. Così la responsabilità oggettiva delle squadre diventa un?arma per riscuotere il pizzo: se non mi paghi, ti lancio i petardi in campo facendoti pagare ancora di più.

Non è facile porre fine a tutto questo. Certo è più difficile che reprimere gli hooligans perché bisogna impedire che le società di calcio trasferiscano rendite alla mafia del tifo. Il divieto di accesso agli stadi serviva anche a questo. Aprendo gli stadi ai soli abbonati, invece, si rafforza la rendita di chi ha l?abbonamento, tra cui le tifoserie organizzate, rispetto a chi non ce l?ha. Servirebbe anche smetterla di sussidiare le società, mettendo a loro disposizione forze dell?ordine che rischiano la vita all?interno degli stadi. Devono essere le società stesse a dotarsi di propri servizi d?ordine efficaci, che vanifichino il ricatto degli ultras mafiosi. Per pochi di questi, la violenza è fine a se stessa. Per la maggioranza, invece, la violenza è un modo per tutelare e rafforzare il proprio potere economico. Tolto o ridotto questo potere, avremo meno violenza dentro e fuori agli stadi

Fonte: www.lastampa.it