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Archivio Luglio 2007

VIAGGIO IN UN CALCIO CHE NON C’E’ PIU’

30 Luglio 2007 1 commento

Le partite cominciavano alle tre, il fischio d’inizio era la campanella, quella era una messa laica, loro erano i sacerdoti del rito, noi i fedeli. Ed era sempre domenica. Tutti in piedi nel nome del calcio" fratelli siamo qui riuniti per celebrare eccetera eccetera. Eravamo lì: riuniti. Allo stadio, lo vuoi un caffè borghetti? Nei nostri fumosi tinelli, dopo il pranzo della domenica, seduti davanti alla radio, a vedere niente per immaginare tutto. In giro per la città, a fare dell’altro, vivere amare capirsi direbbe qualcuno, e a cogliere frammenti di un ‘emozione che gracchiava e cominciava sempre con un: "Scusa Ameri, ti interrompo da San Siro». Quel momento, lì: estasi pura. Quel momento di silenzio, c’era Ameri che prendeva fiato, era il gol che stava arrivando, da lontano:sospensione del tempo e della spazio, chi siamo e dove andiamo. E alla fine andavamo, in pace, con noi stessi e con la nostra fantasia piena di gol che nessuno; se non noi, aveva visto con gli occhi di chi ama: "Prohaska allarga per Falcao, cross di Conti, Pruzzo, Pruzzooooo, Pruzzoooooooooooo. Rete dicevano, gol sembrava (era?) una parola straniera. " Dacci oggi il nostro pane quotidiano:ce lo davano, una volta alla settimana, bastava quella. Bastavano le mille dosi e nessuno correva il rischio di ingozzarsi di processi e moviole, anticipi, posticipi e assurdi gironcini di coppe che non riconosciamo più. Nostalgia canaglia, mai tanta come oggi. Quando le partite cominciavano, alle tre avevamo, poche certezze, ma almeno ce le avevamo. I numeri andavano dall’uno all’undici; recitarli era un piacere: Zoffgentilecabrini, dimostrazione che la poesia quando centra il cuore parte dai posti più impensati. Il portiere di riserva aveva il 12, non il 78. Giorgio Bubba stava a Genova, farcelo vedere una volta da Catanzaro avrebbe causato alla nostra generazione piu danni dell’ecstasi, Le maglie erano di lana spessa, i calzoncini strizzati, le scarpe da calcio erano strumenti di un mestiere, non roba da Matrix. Alla schedina vinceva chi faceva tredici: bella e semplice. Troppo semplice, vero? La liturgia aveva tempi ben precisi, dovevi esserci in quel momento lì e basta, c ‘era più tempo per emozionarsi e gustarsi l’emozione. Pensate: per essere felici non serviva neanche il decoder. E ancora: «Tutto il calcio minuto per minuto» , Alfredo Provenzali gran mogol dallo studio, le casse di vino, per chi segnava il primo gol del campionato, sono Luzzi dal Cibali: gli orobiçi hanno rimontato un gol agli ostici etnei. C’era una sola persona che aveva i diritti delle nostre emozioni in esclusiva, si chiamava Paolo Valenti ed era bello farci raccontare la domenica da uno che aveva il suo stile. Ta-ra-tattara-tatta-tarattatà-ta-ta, solo i cuori di pietra e i poveri di spirito rimangono indifferenti davanti alla sigla di «Novantesimo minuto»: prendi il carillon e dagli un altro giro, continuiamo così facciamoci del male. Perché noi abbiamo visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: Maradona magro, Platini che se ne va sotto la pioggia facendo, ciao con la mano, era un addio, Bagnoli col cappello da ferroviere che vince uno scudetto. Oggi siamo nel mezzo di un’orgia da fast- football, ma non abbiamo facce felici e soprattutto non sappiamo più da che parte girarci. Com’era alla fine di "Tutto il calcio»? Se la tua squadra del cuore ha vinto brinda con Stock ’84, se la squadra del cuore ha perso consolati con Stock ’84.. Consoliamoci, che è meglio, perché tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, scusa Ameri e scusa Ciotti per quello che sta succedendo, qualcuno dia la linea a Tonino Carino da Ascoli, qui piove parecchio, piove sul nostro AMOR. Riferimenti: enrico ameri

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Lettera aperta a Verdelli

30 Luglio 2007 Commenti chiusi

Buongiorno Direttore,
le scrivo in merito alla sua intervista pubblicata sul numero 7 di Hurrà Juventus.
Le chiedo scusa in anticipo perché non sarò breve nel risponderle.
Per la prima volta in vita mia sono stato definito uno "squadrista", e di questo sono veramente indignato.
Mi scusi inoltre se scrivo in prima persona, ma mi sento di poter rappresentare a pieno il mondo dei forum.
D’altronde senza falsa modestia, spero di non passare come arrogante nel considerarmi uno dei tifosi juventini più conosciuti sul web.
"Quello che è successo nei forum non ha nulla di spontaneo, ma è evidente che c’è chi ha sobillato.
E’ stata una campagna di stile squadrista".
Con questa frase lei ha messo in dubbio la mia onestà intellettuale.
La mia, e quella di tantissime altre persone perbene.
Mi dispiace, ma proprio non posso accettarlo.
Usando un titolo, cui il suo giornale è particolarmente affezionato (soprattutto quando c’è di mezzo la Juventus), la mia prima sensazione alla lettura della sua intervista rilasciata al bravo Simone Stenti è stata:
"Verdelli, non così!"
Ma ha idea di cosa è veramente un forum? Non credo.
Altrimenti mai avrebbe potuto dire una simile "sciocchezza".
Il forum è quel luogo virtuale dove si radunano persone provenienti da ogni parte del mondo, persone di diverso ceto sociale, persone di ogni età, persone di diverso grado di educazione e cultura.
Persone che non hanno in comune nulla o magari solo una cosa.
E in questo caso, quella cosa è la Juventus.
Ma sulla disomogeneità del tifo bianconero si potrebbe scrivere un libro a parte.
Il tifo juventino mai è stato spaccato in vita sua come in questo momento.
Quelli che rimpiangono la Triade. Quelli (pochi) che la maledicono. Quelli che amano Lapo. Quelli che non lo sopportano. Quelli che "non toccatemi i 29 scudetti". Quelli che "Moggi ci ha rovinato".
Quelli che "ma Zaccone perché non sta zitto?". Quelli che "Zaccone ci ha salvato dalla serie C".
E così dicendo.
Io stesso tempo fa, nel mio piccolo, ho creato un blog personale, con l’unico obiettivo di ricompattare il tifo della Vecchia Signora che purtroppo si sta disperdendo e frazionando.
Proprio quello che mai una tifoseria dovrebbe fare, soprattutto in un momento difficile come questo.
E secondo lei, quindi, una tifoseria che non riesce a mettere nemmeno 10 persone d’accordo sarebbe stata capace di organizzare una campagna denigratoria squadrista contro la Gazzetta dello Sport?
Suvvia, non posso credere che lo pensa davvero.
Il popolo bianconero ha smesso di comprare la Gazzetta solamente perché ha visto che non c’è parità di trattamento con le altre squadre.
Lei non può nemmeno immaginare quanta gente è rammaricata dal fatto di non poter più comprare il giornale rosa.
Mio padre, che era un lettore della Gazzetta da oltre 50 anni, dopo questa estate ha detto che mai più spenderà un solo euro per comprarla. Forse anche mio padre è uno squadrista?
Le assicuro che non sa nemmeno accenderlo un computer.
Tempo fa in un’intervista doppia che realizzai per un giornale Juventino misi a confronto due correnti di pensiero totalmente contrapposte: l’editorialista del Tempo Franco Melli contro il suo vice direttore alla Gazzetta dello Sport Ruggero Palombo.
Questo perché io amo sempre il confronto. E sono contro ogni tipo di censura e di faziosità.
Sa a distanza di tempo cosa mi colpisce ora?
Il fatto che lei ha chiesto di rispondere alla domanda se si sentiva con la coscienza pulita.
Non ci crederà, ma è la stessa richiesta che Palombo ha fatto anche a me.
Perlomeno strano, non trova?
Nella sua intervista dice: "La nuova dirigenza Juventina sa bene cosa ha rischiato. Non dimentichiamoci che lo stesso avvocato Chiappero si era rassegnato ad un destino atroce".
Falso. Fortemente falso. Fortissimamente falso.
L’avvocato Chiappero, il 1 Agosto 2006, rispose così ad una mia lettera:
"Gentilissimo signor Discreti, penso davvero come Lei che se avessimo avuto una Corte Giusta, non saremmo stati condannati. Forse più che "giusta" sarebbe meglio dire "coraggiosa", perché di coraggio si trattava.
Di fronte ad un’opinione pubblica, che ancora oggi chiede la condanna della Juventus e dei suoi dirigenti, sarebbe stato necessario avere una Corte formata da persone capaci di resistere alla veemente critica dell’opinione pubblica una volta assolta la Juventus dall’illecito sportivo".
Si rende conto? L’Avvocato Chiappero parla chiaramente di pressione mediatica. Parla di condanna mediatica.
E sa chi ha contribuito fortemente a quel clima da caccia alle streghe? Proprio il suo giornale.
Proprio il giornale rosa che con un giorno di anticipo, misteriosamente, sapeva sempre anche le sentenze in modo quasi perfetto.
Ma forse lei si è sbagliato, nel rispondere durante l’intervista. E invece dell’Avvocato Chiappero, avrebbe voluto dire l’avvocato Zaccone. Non è forse così?
Nessun problema. Ho avuto corrispondenza anche con l’avvocato Zaccone.
Magari si starà chiedendo: "Cavolo, ma questo qui scrive(rompe) proprio a tutti?"
Si. Ci sarà un motivo se Roberto Beccantini, il più grande giornalista sportivo in circolazione, mi ha soprannominato "Il Furino del web"?
L’avvocato Zaccone, il 12 Luglio 2006, rispose così ad una mia lettera:
"Caro Stefano, lei ha perfettamente ragione quando scrive che la società non ha fatto nulla di illecito: purtroppo, come Lei sa, ci sono stati comportamenti sbagliati dei suoi dirigenti; e di questi comportamenti, per la legge sportiva, la società deve inesorabilmente rispondere. Io ho detto chiaramente in ogni sede e quindi anche alla commissione che non possiamo essere trattati diversamente dalle altre squadre, perché i comportamenti dei nostri dirigenti sono stati identici a quelli di Lazio, Fiorentina e Milan. Anche la società è di questo avviso e quindi non accetteremo un trattamento diverso e peggiore, facendo ogni ricorso in ogni possibile sede".
Si rende conto di cosa c’è scritto anche qui? L’avvocato Zaccone, parla si di comportamenti sbagliati ma scrive chiaramente anche che la Juventus non avrebbe accettato trattamento diverso da quello del Milan, tanto per farle un nome.
Si, parla proprio di quel Milan che meno di 2 mesi fa ha vinto una Champions League, mentre la Juventus disputava il primo campionato di serie B in 109 anni di storia, con la bacheca scudetti alleggerita di 2 campionati vinti sul campo.
Uno di questi, che tra le altre cose non è stato nemmeno oggetto di indagini, è finito nella bacheca trofei della "Banda degli Onesti".
Squadra che, a quanto sembra, nemmeno avrebbe potuto iscriversi al Torneo in questione.
Anche questo è perlomeno strano, non trova?
Alla domanda di Stenti, se lei avrebbe assegnato lo scudetto all’Inter lei risponde così:
"No. Avrei lasciato un buco di due anni nell’albo d’oro".
Lei non l’avrebbe assegnato. Sandulli non l’avrebbe assegnato. Pancalli non lo avrebbe assegnato.
Quasi nessuno lo avrebbe assegnato.
E’ lecito quindi sospettare che il signor Guido Rossi abbia assegnato lo scudetto a tavolino all’Inter solo in quanto tifoso ed ex dirigente della stessa?
Se poi si pensa che dopo questa decisione presa in fretta e furia, il signor Guido Rossi ha abbandonato subito il mondo del calcio, si fa bene a pensar male?
"A pensar male si fa peccato, però ci si azzecca quasi sempre", diceva un vecchio saggio.
Nell’ultima risposta della sua intervista, inoltre, lei dichiara:
"Lo scandalo del calcio è stato un avvenimento emozionalmente fortissimo, che ha riguardato tutti gli appassionati. Per il più grande giornale popolare ha avuto effetto equivalente alle elezioni politiche o a un nuovo Papa. Si, è stata una fortuna. Che però ci siamo anche, in piccola parte, guadagnati: non fosse stato per noi, il rischio di insabbiamento sarebbe stato fortissimo. E’ stato grazie alla Gazzetta dello Sport che abbiamo potuto sapere cosa stava bollendo nei corridoi del Coni e delle Procure".
Mi scuserà se in anche in questo punto trovo alcune cose non vere e sminuirò ancora il ruolo della Gazzetta dello Sport, ma posso assicurarle che quando si tratta di parlare e di fare le pulci alla Juventus, la parola insabbiamento non è mai esistita e mai esisterà anche in futuro.
Quella parola la si può accostare solo ad altre nobili squadre del calcio italiano.
Sono quasi in conclusione caro Direttore.
A questo punto voglio chiederle una cosa:
"Ha ancora dubbi sull’onestà intellettuale dei forumisti?"
Non sarà, che coloro che frequentano i forum, una volta lette risposte come quelle ricevute da me dall’avvocato Chiappero e dall’avvocato Zaccone, si sono fatti una propria opinione e in perfetta libertà di scelta hanno deciso di non comprare mai più un giornale come il suo, semplicemente perché Voi avete riportato una realtà completamente diversa?
E glielo dice uno che ha come modelli da imitare il silenzioso padre operaio, Papa Woytila, Madre Teresa di Calcutta, Nostro Signore Gesu Cristo e non certo Moggi e Giraudo.
So’ bene che questa lettera resterà beneficio di pochi eletti (i forumisti "squadristi" di certo);
"quello che non leggerete mai sulla Pravda Rosa", così titolerebbe questa lettera, il bravissimo editorialista de Il Foglio, Christian Rocca. Uno squadrista come noi? Come me? Come mio padre?
Per chiudere, mi scusi ancora se mi permetto io di rispondere alla domanda che fa da titolo alla sua intervista comparsa su Hurrà Juventus:
"E se vi dicessi che quest’anno ho tifato Juve?"
Ci credo. Certo che ci credo. Senza la Juve, la serie A è un campionato con la a minuscola come scritto dal direttore di Tuttosport Giancarlo Padovan.
Senza la Juve, il calcio in Italia non esiste. E lo testimoniano i dati auditel e il calo delle vendite dei giornali.
Cordialmente,
"lo squadrista, figlio di squadrista, amico di squadristi"
Stefano Discreti

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STAGIONE ULTRAS 2007/08 (parte seconda)

26 Luglio 2007 1 commento


STAGIONE ULTRAS 2007/08 (parte seconda)

Continuiamo con la presentazione delle tifoserie che probabilmente incontreremo durante il prossimo campionato:oggi parliamo degli Ennesi e degli amici Trapanesi.

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…..STAGIONE ULTRAS 2007/08 (parte prima)………..

26 Luglio 2007 Commenti chiusi


STAGIONE ULTRAS 2007/08 (parte prima)

Ancora non si conosce la composizione dei nuovi gironi dell’eccellenza siciliana, ma già pregustiamo le prossime partite "ULTRAS".

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Blue is the problem…

26 Luglio 2007 Commenti chiusi

Blue is the problem…

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che poppe!!

26 Luglio 2007 1 commento


WELCUM BACK ACL!

Mi sembrava giusto dare il bentornato ad ACL nella giusta maniera!

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BUONE VACANZE !

26 Luglio 2007 Commenti chiusi


BUONE VACANZE !

 

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“BLADES BUSINESS CREW”

26 Luglio 2007 Commenti chiusi

"BLADES BUSINESS CREW"

Steve Cowens nasce a Sheffield nel ’64 da una famiglia "working class". E’ prima di tutto un tifoso, innamorato del football e del proprio club, lo Sheffield United FC. Anche per partite apparentemente tranquille, Steve cercava di non perdersi mai una trasferta, trovandosi spesso a viaggiare in compagnia di amici o di tifosi "normali" (ma mai rilassarsi troppo!). Inoltre giocava il sabato per il Supporters’ Club dello United (prima che le amichevoli fra tifosi venissero bruscamente interrotte in seguito all’irruzione nello spogliatoio dei tifosi del Derby) e la domenica con la squadra del pub. Detto questo, fin da giovane è stato attratto dalle "dinamiche della gradinata", avvicinandosi sempre di più al "centro dell’azione" e finendo con l’affermarsi come rispettato top boy. La sua maturazione come hooligan avviene nei primi anni ’80, in piena esplosione del fenomeno casual che lo vedrà in prima fila a livello di look e violenza per quasi due decadi; al tempo lo United languiva nelle divisioni inferiori e, per citare Paul Heaton, "In Fourth Division gli unici coglioni a seguire in trasferta lo United erano gli hooligans." Nel libro Cowens ripercorre in maniera onesta gli anni che lo hanno visto membro attivo della firm (1981-1994). Il suo approccio all’hooliganismo è sempre stato molto old school; niente armi, solo pugni e stile, codici di ingaggio e tutto il resto. Pronto ad ammettere il rispetto che a volte si può provare per l’acerrimo nemico, Steve ha continuamente voluto e cercato di non lasciar indulgere la firm in un bullismo senza senso. Il fine era divertirsi combattendo con una controparte determinata, non certamente terrorizzare poveri scarfers. Così il libro ricostruisce in maniera emozionante il cammino di un giovane casual: un universo working class imbevuto di pub culture; gli scontri con le top firms più note del paese e scomode mobs delle divisioni inferiori; la fortissima rivalità con gli odiati "Pigs" del Wednesday; la polizia e l’inafferabile "Fletch"; l’avvento di house ed ecstasy e la guerriglia con le security dei nightclubs.

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“REBELLION”

26 Luglio 2007 Commenti chiusi



"REBELLION"

Una delle più grandi gioie che può regalare il gioco del calcio è l’occasione "perfetta" per protestare. Disapprovare ogni santa decisione, anche la più lungimirante ed appropriata, con il solo semplice scopo di ribellarsi al giudizio altrui. Vittime predilette, neanche a dirlo, gli arbitri, ma non sempre è così e nell’universo calcio gli esempi non mancano. Quella che per molti è una semplice recriminazione per altri diventa sfogo allo stato puro, covato ed ora buttato fuori. Ogni occasione è buona per tirar fuori il peggio di se e riversarlo addosso al malcapitato di turno. Rebellion, proprio come dice il titolo del libro… Rebellion, come forma estrema del dissenso. Aiutato da aneddoti ed interviste che vedono protagonisti i leaders dei movimenti giovanili, Brimson esamina da molto vicino questo fenomeno, cercando di scoprire quale "forza oscura" muova masse così imponenti di giovani ribelli nella loro battaglia personale.  Ribellione spesso sfociata in violenza e ancora troppo spesso accostata all’hooliganismo ed al fenomeno degli stadi. Così, dalla stratosfera della Premiership alle estensioni più basse della lega nazionale, il tutto visto sotto lo sguardo critico di Brimson.

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UNO di NOI

26 Luglio 2007 Commenti chiusi