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Archivio Gennaio 2008

l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive..CHE PENA

31 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Stavolta non si tratta di una semplice strigliata per i tifosi della Salernitana. Stavolta l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive sembra intenzionato ad adottare il pugno di ferro. L’organo del Viminale aveva richiamato nuovamente i sostenitori granata, già ammoniti, per alcuni episodi che si sarebbero verificati in occasione della gara di Arezzo. Teatro di una rissa tra supporters di Salernitana e Napoli sarebbe stata un’area di servizio lungo il percorso autostradale, con tanto di tifosi identificati. Ebbene nella riunione tecnica sulla prevenzione dei fenomeni violenti dell’Osservatorio, che si è tenuta ieri e alla quale hanno partecipato funzionari delle Questure di Napoli, Roma, Milano, Torino, Bergamo, Verona e Salerno, è stato sottolineato che, con molta probabilità, ad alcune tifoserie sarà vietato andare in trasferta per il resto della stagione. Ciò, si legge nel comunicato diffuso ieri sera dall’Osservatorio, "anche a tutela dell’immagine del calcio italiano in sede internazionale": si tratta di quelle "dell’Atalanta, dell’Inter, della Juventus, della Lazio, del Napoli, della Roma, del Verona Hellas, oltre che della Salernitana ed della Juve Stabia", che "si sono distinte ripetutamente per episodi di violenza dentro e fuori gli stadi nonchè lungo le vie di trasporto con furti e danneggiamenti". Dunque l’orientamento emerso nel corso della riunione di ieri sarebbe quello di vietare fino al termine della stagione le trasferte a quelle tifoserie che, nonostante i richiami, non sono riuscite a moderare i propri comportamenti. Tra queste c’è anche la Salernitana, i cui tifosi già sapevano che difficilmente avrebbero avuto il permesso di seguire la squadra a Taranto, visti i rapporti tesi con i supporters pugliesi, ma che certo non si aspettavano una punizione simile. Bisogna anche sottolineare che, ad onor del vero, se come sembra quantomeno probabile i supporters della Salernitana saranno puniti, tutti, senza eccezioni, la colpa ricadrà su quelle poche "pecore nere", teste calde, chiamatele un po’ come volete, che si sono rese protagoniste in negativo di "imprese" certo non memorabili né di cui vantarsi nelle aree di servizio. Perché, e anche questo va sottolineato, all’interno dei vari stadi in cui i tifosi della Salernitana si sono potuti presentare al gran completo non è mai accaduto nulla, neanche in occasione di alcune trasferte considerate un po’ più a rischio di altre. Anzi, i supporters granata hanno fornito prove di maturità, ad esempio a Lucca, dove sono stati isolati alcuni tifosi del Pisa che erano entrati in curva solo per creare scompiglio. O a Pistoia, dove la società arancione ha addirittura fatto i complimenti alla tifoseria campana per il comportamento civile e per il calore che aveva trasmesso alla propria squadra.

Salernonotizie

LAZIALI E NAPOLETANI..SCONTRI….

31 Gennaio 2008 2 commenti

Tifosi accoltellati, giocatori aggrediti, poliziotti feriti: la domenica calcistica regala una serie di violenze fuori e dentro gli stadi. Il tutto mentre si attendono le decisioni della speciale commissione antiviolenza insediata da Nizzola e confermata da Petrucci. Potrebbe andare a finire con le partite a porte chiuse.

Gli incidenti più gravi li provocano gli ultras napoletani e laziali. Era scritto che dovesse succedere. Troppo pesante il carico di rancori che circondava la partita. L’ultimo episodio era stata una rissa in aeroporto finita con una serie di diffide. I laziali poi avevano ancora negli occhi lo striscione irridente che gli ultras del Napoli dedicarono ad un ultras biancoceleste da poco scomparso. Ieri in curva nord gli Irriducibili della Lazio avevano preparato una risposta (scritta su un lunghissimo pezzo di stoffa) che suonava così: "Chi non rispetta i morti non merita di vivere: Napoli come Pompei". Dal canto loro gli ultras napoletani avevano "organizzato con cura" la trasferta. Il gruppone protagonista degli incidenti è quello che si ritrova nella curva A del San Paolo: Mastiffs, Teste Matte, Masseria, Vecchi Lions. La parte più violenta del tifo partenopeo, da sempre in polemica con i tifosi dell’altra curva, considerati troppo morbidi" e troppo "conniventi" con la società. Questi ultimi, arrivati in pullman, sono stati "bombardati" da una sassaiola che ha mandato in frantumi i finestrini dei mezzi.

Ieri intorno all’Olimpico è stata battaglia. Poco prima dell’inizio della partita un tifoso partenopeo è stato accoltellato e un poliziotto che scortava i pullman dei supporter della squadra ospite ferito a un occhio. Il tifoso, Luca De Angelis, 25 anni, è stato colpito con una coltellata mentre camminava prima delle 14 sul ponte Duca D’Aosta, uno dei passaggi obbligati per accedere all’impianto. Il giovane, che era in compagnia di un amico, è stato avvicinato da alcuni tifosi laziali che lo hanno colpito con una piccola lama a una coscia in modo non grave. Il poliziotto è invece stato colpito a un occhio da una scheggia di vetro. Contro i pullman dei tifosi sono stati lanciati numerosi sassi e alcuni vetri sono andati in frantumi. Bilancio finale: 17 feriti tra cui sei poliziotti.

In mattinata violenti scontri fra tifosi del Napoli e forze dell’ordine si erano verificati alla stazione di Napoli prima e davanti ai cancelli dell’Olimpico poi. Altri incidenti anche dentro lo stadio. E al fischio finale decine di ultras laziali si scontrano con la polizia mentre cercano di aggredire i tifosi del Napoli. Cinque ultras laziali vengono fermati in serata: in una sacca hanno delle bombe molotov pronte per l’uso

«Alla polizia non va bene il fatto che a Cosenza non ci siano incidenti»

31 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Gli Ultras contro il Viminale " Il nostro tifo è sano e pulito" 

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Trento, denunciato ultrà

31 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Trento, denunciato ultrà

Fonte: espresso.repubblica.it Aveva anche un moschettone con lama nascosta

Da un lato la scritta "avvocato difensore", dall’altra, "anestesia totale". Messaggi decisamente chiari quelli che sono stati trovati dagli agenti della squadra volante su un manganello di legno di 45 centimetri. Denunciato il suo proprietario, un ultrà del Trento di 26 anni che quando è stato fermato, stava tornado dalla trasferta di Salò.
Il giovane era assieme ad un amico e stava tornado a casa quando, in via Dogana, è stato bloccato da una pattuglia della volante per un normale controllo. Nello zaino la prima sorpresa: un vero e proprio manganello di legno con le scritte che, casomai servisse, chiariscono il possibile uso dell’oggetto. La seconda sorpresa è stata offerta da un moschettone d’acciaio. Una presenza non legata alla passione per la montagna ma alla lama che era nascosta all’interno e che poteva essere estratta con facilità. Visti i due ritrovamenti i poliziotti hanno denunciato il ventiseienne per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Nessuna conseguenza, invece, per l’amico con il quale era andato in trasferta per seguire i calciatori del Trento: lui non aveva né manganello né lama nascosta.

BENPENSANTI

30 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Prendiamo in prestito, ancora una volta, un post già pubblicato da EqV. L’articolo porta la firma di Mauro Saglietti ed è, semplicemente, un capolavoro.
Buona lettura.

Saranno contenti i benpensanti.
Quelli ci sono sempre, non muoiono mai.
Mi riferisco agli opinionisti da salotto televisivo, i pontificatori che da molti anni si sono rivelati la ruggine della sportività e del giornalismo classico, coloro insomma che hanno contribuito ad esasperare gli animi dei tifosi e a volgarizzare quel poco di cultura sportiva che questo Paese aveva.
Sì, proprio questi fenomeni dell’ovvio e del qualunquismo, al tempo stesso feroci Savonarola che si scagliano contro i deboli e pecorelle addolcite al cospetto della propria faziosità, campioni della superficialità e dell’approssimazione.
Gente che parla di calcio e di tifo senza essere mai stata allo stadio.
E poi mi riferisco anche ai tanti pappagalli.
Ai "Loreto" del telecomando, pronti a ripetere a memoria la lezione e a farne proprio il luogo comune, una volta uscito dal video.
Ci avete mai fatto caso?
Basta che dalla tv esca qualche concetto particolare che il giorno dopo c’è già qualcuno pronto a ripetere la filastrocca a memoria.
- Cra cra! Dobbiamo darci tutti una regolata! Cra cra!
- Cra cra! Seguiamo il modello inglese! Cra cra!
- Cra cra! Torti e favori si compensano! Cra Cra!
- Cra cra! Tanto rubavano tutti! Cra cra!
- Cra cra! Calciopoli non esiste! Cra cra!

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Omicidio Raciti, Speziale nuovamente arrestato

30 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Arresti domiciliari in una comunità per omicidio: è la decisione del Tribunale del riesame per i minorenni di Catania che ha ripristinato un ordine restrittivo per Antonino Speziale, il giovane indagato per la morte dell’ispettore Filippo Raciti. I giudici hanno così accolto la richiesta del sostituto Angelo Busacca. Speziale si trova già ai domiciliari in comunità per resistenza aggravata per gli scontri al Massimino. Il legali del giovane, gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco, annunciano ricorsi e per domani, alle 10, una conferenza stampa nel loro studio legale.
La decisione di ripristinare un provvedimento cautelare è stata adotta dallo stesso Tribunale che aveva disposto l’arresto di Speziale e contro il quale è pendente una richiesta di ricusazione alla Corte d’appello di Catania. La ricusazione verte dalla composizione del collegio: gli stessi magistrati che hanno già trattato e deciso la stessa questione il 30 giugno del 2007, ripristinando l’ordine di carcerazione per Speziale che era stato revocato il 4 giugno dallo stesso Gip Alessandra Chierego che lo aveva emesso il 27 febbraio. La Cassazione ha annullato e rinviato la decisione al riesame.

da Agrigentonotizie.it

In aula le conversazioni degli ufficiali della questura

30 Gennaio 2008 Commenti chiusi

In aula le conversazioni degli ufficiali della questura
Aldrovandi, parole e ‘omissioni’


Non è stata solo questione di orari ieri, nell’aula B del tribunale di Ferrara. Preponderanza nel dibattimento che ha visto protagonisti tre uomini della questura sono state anche le parole, quelle dette e, forse soprattutto, quelle non dette.
Intorno alle 6 Luca Casoni, responsabile dell’Ufficio denunce, si fa portare da una pattuglia in via Ippodromo. A un certo punto si trova al telefono con Marcello Bulgarellli e, alla domanda del superiore (insospettito del brevissimo lasso di tempo intercorso tra la chiamata di supporto ai carabinieri e la richiesta di un’ambulanza) "cosa è successo?", sembra che lui dica "stacca" ("potrei averlo detto, non ne sono sicuro"). "Staccare" significa in questo caso "continuare la conversazione senza essere registrati", ma Casoni non ricorda cosa si siano detti in quel frangente ("lo facciamo quando vogliamo parlare liberamente"). Qualcosa di sicuro, visto che il frammento di conversazione consegnato ai nastri dura una ventina di secondi, mentre – secondo i tabulati Telecom – quella telefonata dal cellulare è durata 1 minuto e 18 secondi.
Poco prima Bulgarelli aveva parlato con uno degli agenti intervenuti che gli aveva spiegato di aver avuto a che fare "con un pazzo di 100 chili che ci è saltato addosso… un pazzo duro, ci ha spaccato anche la macchina. Ha spaccato una portiera, un vetro, tutto…. Abbiamo avuto una lotta di mezz’ora con questo… È proprio matto. Cioè l’abbiamo bastonato di brutto perché…" (seguono voci sovrapposte e non si percepiscono le altre parole). Poi continua il poliziotto: "solo che adesso è svenuto, non so, è mezzo morto. È svenuto, non lo so io. Qualche cosa è…". Pochi minuti dopo Bulgarelli viene richiamato da uno dei quattro agenti per avvertire un funzionario e chiedergli di venire: "Questo è morto". Alla domanda "mi puoi dire perché?" la voce si fa troppo bassa per essere percepibile.
Una volta in via Ippodromo Casoni si renderà conto che qualcosa di grave è successo, tanto che all’arrivo del medico legale "ho detto alla dottoressa di scrivere tutto perché ho capito che era una cosa da finire in tribunale". Anche lui dei manganelli rotti saprà solo dopo: "in un primo momento me la sono anche presa coi colleghi…".
Bulgareli poi, visibilmente emozionato ("confuso dalle troppe domande" secondo la difesa) entrerà più volte in attrito con quanto esposto poco prima dal collega e alla fine spiegherà le cancellazioni sul registro dei fogli di intervento "per sbaglio, avevo invertito due interventi diversi".
È Massimo Dossi, ispettore dell’Upg, l’ultimo a essere ascoltato. Dossi ricostruisce meticolosamente quello che ha visto e sentito quella mattina. In primo luogo quello che gli hanno riferito gli imputati Pollastri e Pontani al suo arrivo: "un’ombra è uscita dal parchino di via Ippodromo e si è scagliata contro la vettura con un calcio. Poi è salito sul cofano e con un salto ha provato a colpire al volto con un calcio un agente; questi si è scansato e il ragazzo è caduto a cavalcioni sulla portiera aperta per poi franare per terra". Gli agenti risalgono in auto e innestano la retromarcia per fermarsi dieci metri più indietro, qui tenterebbero di parlare al giovane: "c’è qualcosa che non va? – riferisce sempre de relato Dossi -; poi cercano di fermarlo ma inutilmente, risalgono in macchina e indietreggiano di altri dieci metri, fino a fermarsi davanti al cancello". All’arrivo della seconda pattuglia Federico sarebbe avanzato verso di loro, avrebbe provato a "colpirli con un calcio volante e, caduto a terra, è stato immobilizzato e ammanettato".
Quanto ai manganelli, Dossi apprende della loro esistenza solo verso le tre di pomeriggio, quando in questura vengono portati nel suo ufficio per farli vedere al dirigente Paolo Marino ("erano stati trasferiti nella macchina intatta che è rientrata alla base"). "Forlani mi ha detto – racconta l’ispettore – che il suo si era rotto durante la colluttazione; l’altro era di Pollastri, che mi ha detto che molto probabilmente si era rotto per fermare le gambe del ragazzo che scalciavano".
Al termine dell’esame incrociato è intervenuto il giudice Caruso per fare domande d’iniziativa concernenti più che altro il "merito" delle indagini. "Non avete pensato – rivolgendosi a Dossi -, mentre effettuavate i rilievi e sentivate i quattro poliziotti come persone informate dei fatti, che i protagonisti di questa vicenda potessero in un futuro essere indagati?". "No", è stata la risposta.
La prossima udienza fissata per il 13 febbraio. In aula compariranno come testimoni dell’accusa Paolo Marino, dirigente sezione volanti, il comandante della squadra mobile Pietro Scroccarello e Marco Pirani, ufficiale di polizia giudiziaria. Le parti civili chiameranno a deporre l’ex questore di Ferrara Elio Graziano, il vicequestore aggiunto Gennaro Sidero e l’ispettore della mobile Alessandro Cervi.

da Estense.com

GIUSTIZIA PER ALDROVANDI

Il Pensiero su Unione Sportiva 1920-Pro Sesto

30 Gennaio 2008 Commenti chiusi

15 ULTRAS…1424 KILOMETRI

30 Gennaio 2008 1 commento

Quindici supporters dell’Udinese a Catania per una gara infrasettimanale di coppa Italia.Millequattrocentoventiquattro chilometri (1424).Dove arriva l’attaccamento alla squadra?Dove comincia il senso di appartenenza?Dove inizia la pazzia e fin dove permane la coerenza ai propri ideali?

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CON UNA BOTTIGLIA IN MANO ED IL GOMITO ALL’INSU’

30 Gennaio 2008 Commenti chiusi
CON UNA BOTTIGLIA IN MANO ED IL GOMITO ALL’INSU’

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