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Archivio Marzo 2008

lettera aperta….ultras sant

25 Marzo 2008 2 commenti

sandri..”L’agente miró per 10 secondi”..seconda parte

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Omicidio Gabriele Sandri. I testimoni a Badia al Pino: "L’agente miró per 10 secondi"

A distanza di quattro mesi continua a gran voce la richiesta di giustizia e verità per Gabbo

   

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Il murales dedicato a Gabbo (foto AsgMedia)

di Tommaso Della Longa

Quattro mesi. Tanto è passato da quella domenica in cui un agente della polizia stradale ha ucciso Gabriele Sandri, sparandogli nell’autogrill "Badia al Pino" sull’autostrada A1. Una storia tragica che, come abbiamo detto tante volte, poteva essere gestita in maniera degna e sicuramente diversa da quanto fatto da parte delle Istituzioni e di certa stampa. Per la prima volta nello stesso giorno dell’omicidio c’era l’assassino e la pistola fumante, ma nell’immediato non è stato fatto nulla. Anzi, dopo quattro mesi la storia è ancora molto tenuta sotto tono e la giusta richiesta di verità della famiglia Sandri, degli amici di Gabriele e dell’Italia intera ancora non è stata raccolta. E se si pensa che siamo in Italia, nazione dove non succede nulla per caso, viene da pensare quando vengono eseguiti alcuni arresti contro il mondo ultras proprio il giorno dell’interrogatorio di Luigi Spaccarotella, l’agente che ha ucciso Gabbo. E ancora di piú fa riflettere l’ordinanza di un Gip che cerca di mettere in cattiva luce la memoria di un ragazzo limpido che non c’è piú, provando a raccontare la storia di un Gabriele che faceva parte di un gruppo di teppisti legati alla destra radicale.

Come se non bastasse, oggi sui quotidiani nazionali non si fa parola di Gabriele Sandri, tranne due eccezioni. Qualcuno punta strumentalmente il dito "sulle scritte anti-polizia sull’A1". Peccato che la foto sia di un muro di una città non meglio identificata. Sulle colonne di Repubblica, invece, sono state pubblicate le dichiarazioni di alcuni cittadini che erano nell’area di servizio: "quel poliziotto prima di sparare puntó l’arma e prese la mira per dieci secondi". Tra i verbali depositati dalla Procura di Arezzo c’è anche la testimonianza di una dipendente di "Badia al Pino" che racconta il momento dello sparo: "In quell’istante uno dei poliziotti mi è passato davanti. Giunto alla fine del guardrail, all’altezza di un cumulo di terra smossa, ha disteso entrambe le mani impugnando la pistola. Ha aspettato che quell’auto imboccasse la rampa che da accesso all’autostrada e poi ho udito un colpo di pistola. E mentre l’auto continuava il suo viaggio, il poliziotto è tornato sui suoi passi, sempre correndo, e ha raggiunto i suoi colleghi". E ancora: "Non ho notato assolutamente se il poliziotto durante la corsa, sia all’andata che al ritorno, avesse in mano una pistola che, ripeto, gli ho visto impugnare solo poco prima della sparo".

A questo punto la situazione dovrebbe sembrare chiara e limpida come è stata raccontata dall’inizio e l’accusa di omicidio volontario sembra ovvia. Dopo quattro mesi vogliamo continuare a chiedere a gran voce giustizia e verità per Gabriele e per questo facciamo nostre le parole di Cristiano, il fratello di Gabbo: "voglio sottolineare che nessuna sentenza ci riporterà Gabriele, ma almeno la giustizia terrena gli è dovuta".

 

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sandri….”L’agente mirò per 10 secondi”

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Il racconto della testimone dell’omicidio del tifoso laziale, ucciso sulla A1
"Puntò la pistola verso quell’auto. La teneva con entrambe le mani. Poi sparò"

Sandri, la superteste giapponese
"L’agente mirò per 10 secondi"

dal nostro inviato MARINO BISSO

<B>Sandri, la superteste giapponese<br>"L'agente mirò per 10 secondi"</B>

I rilievi sull’auto su cui viaggiava Gabriele Sandri

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a giudizio Koala, capo tifosi Anr di Catania

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Taranto,arbitro aggredito da ultrà

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

AVEVANO MURATO L’INGRESSO DEI TIFOSI DEL BARLETTA

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Tifoso ucciso, scritte contro la polizia nell’area di servizio sull’A1

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Fonte: www.ilmessaggero.it Scritte contro la polizia sono comparse domenica nell’area di servizio di Badia al Pino est, sull’Autostrada del Sole vicino ad Arezzo, dove l’11 novembre del 2007 morì il tifoso laziale Gabriele Sandri, colpito da un proiettile di pistola sparato dall’area di servizio opposta dal poliziotto Luigi Spaccarotella. Il poliziotto è accusato di omicidio volontario.

Secondo gli investigatori aretini, il fatto non è nuovo. Sono alcune domeniche che gruppi di tifosi che si spostano per seguire la propria squadra si fermano nell’area di servizio e scrivono su lampioni, asfalto e altre superfici slogan per il tifoso morto e contro i poliziotti. Le scritte vengono ogni volta cancellate tra il lunedì e il mercoledì.

Fino a qualche tempo fa nell’area di servizio, vicino al cartello dove Sandri fu raggiunto dal proiettile, si erano accumultate sciarpe, le foto e fiori in ricordo del tifoso uciso. Poi sono arrivate le scritte. Tutte dedicate a «Gabbo» e fatte sopra la segnaletica orizzontale, lungo un cordolo delle vie d’uscita dell’area Badia al Pino.

Domenica gli ultras hanno raddoppiato, utilizzando entrambi i lati, ed entrambi i cordoli per una lunghezza di quasi venti metri. Una decina di scritte quasi tutte dedicate a Gabriele Sandri: «Giustizia per Gabriele», «Gabriele Vive», «Giustisiza per Gabbo». E poi anche un «Polizia assassina».

Ogni scritta porta anche la firma: «Gruppo vandelli 1991 Reggio Emilia», «Teste Quadre» (due gruppi di tifosi di Reggio Emilia: la Reggiana domenica ha giocato a Monte San Savino e certamente i tifosi al seguito si sono fermati all’area di servizio di badia al Pino mentre rientravano dopo l’incontro). E ancora «Ultras Liberi» o «Acab gate 22 v.m.f.c.».

Continua anche il pellegrinaggio a quello che è diventato una sorta di totem: il cartello indicante Firenze, vicino al luogo dove si trovava Sandri al momento dello sparo: ci sono sciarpe, adesivi, bandiere e tanti biglietti scritti a mano e molti ormai scolorati dalla pioggia.

MOYES: A FIRENZE NOSTRI TIFOSI MALTRATTATI

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Fonte: www.repubblica.it "I tifosi dell’Everton sono stati trattati male a Firenze" dice David Moyes, tecnico dell’Everton, alla vigilia della partita di ritorno degli ottavi di Coppa Uefa contro la Fiorentina, alzando i toni e innescando la polemica. "I nostri sostenitori nelle precedenti trasferte si erano sempre trovati bene, riuscendo a fare un tifo grandioso, a Firenze invece hanno incontrato delle difficoltà notevoli e sono molto dispiaciuto per questo". Moyes spiega quali sarebbero stati i problemi incontrati dalla tifoseria: "A quanto so, i nostri tifosi sono stati relegati a vedere la partita in un angolo dello stadio e sono stati trattati in maniera non piacevole da chi doveva garantire l’ordine e la sicurezza. Probabilmente è un problema del calcio italiano e della logistica dei suoi impianti".

Calcio Eccellenza Il lancio di petardi e sassi al Boville

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Giocatori aggrediti, identificati 13 tifosi. Gli investigatori della Digos lavorano per risalire agli autori del gesto

 

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Trasferta di Sassari, nei guai tre ultras del Varese

12 Marzo 2008 Commenti chiusi

Fonte: www3.varesenews.it Gli incidenti avvenuti lunedì scorso in occasione della partita con la Torres costano la diffida ad alcuni tifosi biancorossi

È di tre diffide il bilancio dell’ultima trasferta effettuata dai tifosi del Varese 1910, presenti sulle tribune dello stadio di Sassari lunedì scorso, in occasione del match contro la Torres, terminato 0-0.
Lo ha comunicato la Questura della città sarda in mattinata, dando notizia di cinque provvedimenti presi in seguito ad alcuni incidenti scoppiati prima del match: due diffide sono a carico di tifosi locali, tre come detto a carico dei varesini.

Tutto sarebbe nato da una sassaiola organizzata dagli ultras sassaresi e iniziata quando il gruppetto di fans biancorossi (circa 25, mentre altri tifosi non ultras avevano raggiunto in autonomia le tribune) è giunta al "Vanni Sanna". Dopo la pioggia di pietre alcuni ultras del Varese avrebbero reagito danneggiando alcune vetture e strutture dello stadio.
Oggi la Polizia ha dunque diramato i provvedimenti: per quattro ultras il fermo durerà tre anni, per uno di essi (varesino) invece saranno ben cinque gli anni di stop per manifestazioni sportive, visto che ha precedenti simili.